Politica

Di Maio chiude all’ingresso di Forza Italia nel governo: ‘Oggi come allora non risponderei al telefono. M5s e Berlusconi? Due mondi diversi’

Il ministro degli Esteri ed ex capo politico dei 5 stelle su Facebook prende le distanze dall'ipotesi di allargare la maggioranza. E poco prima su Rai Radio Anch'io: "Discuterne non ha senso". La replica della vice presidente Fi al Senato Licia Ronzulli: "Caro Di Maio, oggi come allora, siamo noi a dire che non vogliamo e mai vorremo stare al governo con voi"

Per i 5 stelle l’ingresso di Forza Italia nel governo rimane inaccettabile. Se sulla collaborazione istituzionale con l’opposizione, richiesta da Sergio Mattarella, sono disposti a ragionare, altra cosa rimane l’idea che l’ex cavaliere possa sedere al tavolo del governo. Ipotesi che, sul fronte Pd, non tutti sono invece pronti a escludere. Così, dopo le aperture del presidente del Consiglio e i messaggi di dialogo dell’ex Cavaliere, oggi per chiarire la posizione M5s è intervenuto lo stesso Luigi Di Maio. Che su Facebook ha postato un articolo de il Mattino di quando, in piene trattative per la formazione del governo gialloverde, Silvio Berlusconi lo chiamò al telefono e lui si negò: “Era così allora, è così oggi”, è il messaggio lapidario del ministro degli Esteri. Per Di Maio è molto più di una questione di principio: difficile se non impossibile pensare di poter far digerire l’ingresso ddi Fi nell’esecutivo al proprio elettorato e, solo la remota possibilità riaccende scontri interni e dinamiche molto delicate.

A chiarire la situazione è stato in mattinata lo stesso Di Maio, intervenendo a Radio Anch’io: “Quando c’è lealtà istituzionale è un bene soprattutto in un momento così delicato”, ha detto, “quindi io mi auguro che arrivi la stessa lealtà da altre forze dell’opposizione. Però non ci sono problemi di maggioranza, non ha senso discutere dell’ingresso di Forza Italia in maggioranza. Io rispetto tutti ma il Movimento 5 stelle e Berlusconi sono due mondi diversi”. Per Forza Italia la giornata era già abbastanza movimentata, anche senza la riapertura dello scontro con i 5 stelle. Oggi infatti tre deputati, tra cui Laura Ravetto, hanno deciso di lasciare il partito accusandolo di essere troppo “schiacciato” sulla maggioranza e sono passati alla Lega. Tutto questo mentre il segretario del Carroccio ha accusato gli azzurri di prestarsi agli inciuci. Intanto a Di Maio ha risposto la vicepresidente al Senato Licia Ronzulli: “Caro Di Maio, oggi come allora, siamo noi a dire che non vogliamo e mai vorremo stare al governo con voi. ‘Era così allora, è così oggi’ più che mai”, ha scritto su Twitter.

Tra i 5 stelle l’idea di Silvio Berlusconi seduto al tavolo fa venire i brividi: è l’unico compromesso che è impossibile accettare se non snaturandosi completamente. Quindi se da una parte si sforzano di tenere aperta la porta, come chiesto dal presidente della Repubblica, dall’altra sperano che la decisione non debba mai neanche essere affrontata. “Il dialogo con le opposizioni in Parlamento come chiesto dal presidente Mattarella è fondamentale per coesione del paese in un momento così difficile”, ha scritto ieri su Facebook il viceministro al Mise Stefano Buffagni. “Ma Berlusconi al governo con noi non esiste”.