Cronaca

Coronavirus, il monitoraggio Iss: “Si va verso lo scenario 4. Il rischio è elevato in 11 Regioni, considerino nuove restrizioni più dure”

Il monitoraggio settimanale indica la capacità di trasmissione del virus, l'Rt, a 1.70 a livello nazionale e invita le Regioni a valutare un "tempestivo innalzamento delle misure di mitigazione". Altre 8 aree del Paese sono a "rischio moderato" con "elevata possibilità" di migrare nel rischio alto entro il prossimo mese. Raddoppiano i casi sintomatici e "si osserva una sempre maggiore difficoltà a reperire dati completi a causa del grave sovraccarico dei servizi territoriali" e "questo potrebbe portare a sottostimare la velocità di trasmissione"

Undici Regioni sono a “rischio elevato” di una trasmissione non controllata del Sars-Cov-2 e altre 8 sono a “rischio moderato” con “elevata possibilità” di migrare nel rischio alto entro il prossimo mese. “Siamo in una situazione compatibile con lo scenario 3 verso lo scenario 4″, sintetizza il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro presentando il monitoraggio settimanale che indica la capacità di trasmissione del virus, l’Rt, a 1.70, fotografa una situazione in “rapido peggioramento” e invita i governatori a valutare “tempestive restrizioni”. Brusaferro ha ricordato che gli scenari di rischio sono stati “condivisi” anche con gli enti locali, da cui era arrivata una levata di scudi lo scorso sabato di fronte alle misure ipotizzate nel Dpcm dal governo. In alcune regioni, ha sottolineato, lo scenario 4, quello da allarme rosso, è stato raggiunto “con rischio di tenuta dei servizi sanitari nel breve periodo”. Inoltre “si osserva una sempre maggiore difficoltà a reperire dati completi a causa del grave sovraccarico dei servizi territoriali” e “questo potrebbe portare a sottostimare la velocità di trasmissione” in alcune aree. Le Regioni classificate a rischio elevato sono Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Bolzano, Calabria, Abruzzo, Basilicata, Veneto, Liguria, Val D’Aosta, Puglia, Sicilia, Toscana. Le 8 nelle quali la situazione può facilmente sfuggire di mano sono Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Molise, Trento, Umbria. Tutte, insomma, ad eccezione del Molise presentano marcate criticità.

Rispetto alla settimana 12-18 ottobre, il report che ‘copre’ fino al 25 ottobre, segnala il raddoppio di nuovi casi segnalati – 100.446 casi rispetto a 52.960 casi nella settimana precedente – e il superamento della soglia critica di occupazione in aree mediche (40%) in un’area del Paese. E ci sono 13 Regioni con una probabilità maggiore del 50% di raggiungere la soglia critica di occupazione sia dei ricoverati con sintomi che di posti letto occupati in terapia intensiva: si tratta di Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Bolzano, Trento, Puglia e Sicilia. Il monitoraggio sottolinea anche il raddoppio dei casi sintomatici (da 27.117 a 54.377). Insomma, anche se lo scenario italiano resta al momento di tipo 3, basandosi sui dati della scorsa settimana, lo scenario 4 è compatibile con la situazione di quattro regioni (Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Bolzano Calabria).

Le raccomandazioni sono nette: “È necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari”. E l’Istituto superiore di sanità ritiene anche “fondamentale” che “la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie”. Insomma: “Rimanere a casa il più possibile”. Alle Regioni e alle Province autonome va invece l’invito “a realizzare una continua analisi del rischio, anche a livello sub-regionale”, ma soprattutto a “considerare un tempestivo innalzamento delle misure di mitigazione nelle aree maggiormente affette in base al livello di rischio e sulla base delle linee di indirizzo”.

Brusaferro ha sottolineato che l’ultimo Dpcm ha introdotto “misure importanti” che “si stanno implementando e i cui effetti vedremo alla fine della prossima settimana, quindi dopo i famosi 15-20 giorni, che sono i tempi per vedere come agiscono sulla diffusione dell’infezione”. A queste norme, ha sottolineato, “si devono adeguare o inserire ulteriori misure che possono essere e a livello nazionale e a livello locale”. Le regioni, ha aggiunto, “stanno analizzando i dati e credo che dall’esito di questa analisi si potrà valutare contestualmente se accompagnare con misure anche locali ulteriori, laddove per esempio la curva di crescita sia più significativa che altrove”. Gli scenari contenuti nel documento che indica come l’Italia stia scivolando verso il “4”, cioè il peggiore, “hanno del margine di flessibilità e quello in cui ci troviamo è uno scenario in cui il Paese ha adottato delle misure progressivamente più restrittive”.

Il valore del Rt regione per regione

Abruzzo Rt 1.13
Basilicata Rt 0.83
Calabria Rt 1.84
Campania Rt 1.29
Emilia Romagna Rt 1.6
Friuli Venezia Giulia Rt 1.47
Lazio Rt 1.43
Liguria Rt 1.35
Lombardia Rt 2.01
Marche Rt 1.35
Molise: Rt 2.1
Bolzano Rt 1.92
Trento Rt 1.56
Piemonte Rt 1.99
Puglia Rt 1.47
Sardegna Rt 1.04
Sicilia Rt 1.38
Toscana Rt 1.19
Umbria Rt 1.45
Valle d’Aosta 0.92
Veneto 1.47