Cronaca

Trasporto pubblico, la Toscana dimezza la capienza dei bus. In Liguria scende al 60%. Tutte le regole nelle Regioni

La giunta Giani ha annunciato anche un ulteriore stanziamento di 4 milioni di euro, dopo i 3 di fine agosto, per potenziare il Tpl con servizi aggiuntivi. In Liguria le regole non saranno valide per il trasporto ferroviario, mentre in Campania e Marche sono già in vigore

Mentre le Regioni del nord a guida centrodestra discutono con il governo sui fondi messi a disposizione per potenziare il trasporto pubblico locale, dalla Toscana alla Liguria i governatori si muovono per ridurre la capienza massima sui mezzi per minimizzare ulteriormente i rischi di contagio. Il presidente toscano Eugenio Giani ha annunciato di aver emanato una delibera per dimezzare la capienza di autobus e tram. Si tratta della prima Regione a riportare la soglia massima di posti al 50% da quando è finito il lockdown. In Liguria si passerà invece dall’80 al 60% a partire dal 31 ottobre, mentre misure analoghe sono già in vigore in Campania e Marche.

L’intenzione è quella di frenare la diffusione del virus proprio nei luoghi di maggiore assembramento, anche se c’è il rischio che le delibere stiano arrivando troppo tardi: dopo l’entrata in vigore dell’ultimo dpcm, infatti, si è abbassata sia la percentuale di lavoratori che vanno in ufficio o in azienda ogni giorno, sia il numero di studenti delle superiori che affollano bus e metropolitane per andare a scuola. Rispetto alle ultime settimane, infatti, le presenze sui mezzi pubblici si sono ridotte in modo significativo, rendendo più facile anche per le Regioni l’adozione di provvedimenti del genere. La stessa ministra dei Trasporti Paola De Micheli, in audizione al Senato, lo ha confermato dati alla mano: “Il calcolo dei flussi che abbiamo analizzato con l’Inail da aprile in poi ci diceva che da un totale di 30 milioni di fruitori del trasporto pubblico locale giornalieri, noi avremmo avuto sui mezzi un carico intorno ai 22 milioni, perché c’è stata già una riduzione naturale legata al tema del Covid e dello smart working, ma ad oggi le Regioni ci dicono che complessivamente siamo arrivati ad un 50% in questa ultima settimana, da lunedì abbiamo una indicazione di circa 15 milioni di persone“.

Le Regioni hanno comunque deciso di andare avanti con la riduzione della capienza, specie a fronte degli ultimi dati dei contagi. La giunta della Toscana, oltre a dimezzare i posti, ha programmato con un ulteriore stanziamento di 4 milioni di euro, dopo i 3 di fine agosto, per potenziare il Tpl con servizi aggiuntivi. In programma c’è il ricorso a 200 bus turistici e Ncc. “Con questa delibera – spiega in una nota l’assessore regionale ai trasporti Stefano Baccelli – facciamo un decisivo passo avanti“. Secondo i calcoli fatti dalla Regione, grazie ai 200 bus aggiuntivi e a un “corretto e ben coordinato” impiego della didattica a distanza prevista dal nuovo Dpcm, sarà possibile raggiungere l’obiettivo della riduzione ad un effettivo 50% della capienza dei bus in Toscana, “così da migliorare drasticamente il livello di sicurezza del trasporto pubblico locale per tutti gli utenti”. “Mi auguro che il governo e le altre Regioni imitino la Toscana”, ha detto il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci.

Anche la Liguria si è mossa nella stessa direzione. A partire da sabato 31 ottobre, la capienza massima consentita sul trasporto pubblico scenderà dall’80 al 60%. Lo prevede una nuova ordinanza del presidente della Regione Giovanni Toti. Dall’ordinanza è escluso il trasporto ferroviario. La misura invece è valida per il trasporto urbano ed extraurbano, e resterà in vigore fino al 24 novembre. Un’ordinanza dello stesso tenore era già in vigore in Campania. Nelle Marche, la scorsa settimana il presidente Francesco Acquaroli ha ridotto la capienza massima per i trasporti pubblici al 60%.