Cronaca

Sulla provinciale lecchese come in Fast and Furious: circuito clandestino tra le rotonde e centinaia di spettatori (senza mascherine)

La Sp342 all'altezza di Nibionno è stata chiusa fra le 23 e le 2 di venerdì notte: almeno una cinquantina di macchine, tutte truccate, si sono sfidate come nei film della serie cult. In corso le indagini per capire chi ha organizzato la corsa e chi ha partecipato

Hanno chiuso un pezzo di provinciale, trasformandola in un circuito clandestino per macchine truccate. Per quasi tre ore, infatti, dopo le 23 di venerdì sera, la Sp342 nel Lecchese all’altezza di Nibionno ha ospitato prove su strada non autorizzate: derapate, accelerazioni e curve a tutto gas fra le due ali di folla impazzite. Come in un film della serie cult Fast and Furious.

Il rombo dei motori è stato avvertito da chi abita nelle vicinanze della provinciale. E non sono mancati neppure gli spettatori: secondo le prime informazioni, infatti, erano presenti almeno 300 appassionati, concentrati soprattutto nella zona delle rotonde. Spettatori assiepati e spesso senza mascherina, incuranti delle prescrizioni contro il covid.

Sempre stando alle prime informazioni, il circuito era lungo un paio di chilometri e comprendeva le rotonde tra Nibionno e Bulciago, attrazioni principali per le traiettorie spericolate e pericolose. Nessuno per fortuna si è fatto male. Della vicenda si stanno occupando gli agenti della polizia locale di Nibionno che stanno cercando di fare chiarezza su come è stata organizzata la corsa e chi ne è il promotore.

Alla fine hanno preso parte alla manifestazione clandestina una cinquantina di macchine, forse anche di più, tutte “preparate“. Quelle regolari, infatti, sarebbero state escluse da subito. Le fuoriserie venivano parcheggiate in un luogo riparato, si dice un parcheggio sotterraneo, e da lì poi partivano verso le curve del circuito improvvisato. Gli agenti stanno raccogliendo tutto il materiale per risalire ai piloti che hanno partecipato alla serata. Potrebbero essere stati reclutati attraverso internet, ma anche questo è un aspetto sul quale gli investigatori stanno ancora lavorando.