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Jacob Blake, la protesta antirazzista blocca l’Nba: i giocatori boicottano i play-off, i Milwaukee Bucks non scendono in campo

I giocatori dei Bucks sono rimasti negli spogliatoi e hanno deciso di non entrare per il riscaldamento. Gli avversari dei Magic sono invece regolarmente scesi in campo ma a 3 minuti e 56 secondi dall'inizio del match sono tornati anche loro negli spogliatoi. Gara-5, prevista per le 22 ora italiana, non si giocherà

Il caso Jacob Blake arriva anche in Nba. E questa volta non bastano le scritte “Black lives matter” o i gesti di solidarietà: i giocatori hanno deciso di boicottare i play-off. In America la protesta antirazzista è riesplosa a tre mesi dalla morte di George Floyd, dopo che a Kenosha, Wisconsin, un poliziotto ha sparato diversi colpi di pistola alla schiena del 29enne afroamericano. Blake è rimasto paralizzato, mentre nelle successive manifestazioni due persone sono morte: un 17enne bianco è stato arrestato per omicidio volontario. Le notizie sono arrivate anche nella “bolla” di Orlando, dove si stanno disputando i play-off Nba. E i Milwaukee Bucks hanno deciso di fare il primo passo: non si sono presentati in campo per gara-5 contro Orlando Magic, prevista per le 22 ora italiana. La squadra della stella Giannis Antetokounmpo, la squadra più forte della stagione regolare, è anche la prima a dire basta. Ora l’effetto domino coinvolgerà tutto il basket americano.

La cronaca della serata – I giocatori dei Bucks, tra cui anche Antetokounmpo, sono rimasti negli spogliatoi e hanno deciso di non entrare in campo per il riscaldamento. Gli avversari dei Magic sono invece regolarmente scesi sul parquet: secondo le prime ricostruzioni, avrebbero voluto giocare, ma a 3 minuti e 56 secondi dall’inizio del match sono tornati anche loro negli spogliatoi. Il risultato è che al suono della sirena che preannunciava l’imminente via alla partita sul parquet c’erano solo gli arbitri. E’ cominciata una lunga trattativa, ma secondo quanto riportato da ESPN e The Athletic la gara non si gioca. Anzi, i giocatori di Orlando avrebbero manifestato la volontà di non accettare nemmeno la vittoria a tavolino.

E il boicottaggio potrebbe proseguire: questa notte anche Houston-Oklahoma City, scrive la Gazzetta dello Sport, non si gioca. I giocatori di Rockets e Thunder hanno deciso di aderire a una protesta condivisa da molti i giocatori della lega. Come testimonia il tweet di LeBron James: “WE DEMAND CHANGE. SICK OF IT”, scrive il campione dei Lakers. Il “cambiamento” chiesto passa da gesti forti, come il boicottaggio. Il caso Jacob Blake rischia di far saltare anche gara 1 della semifinale Nba tra Toronto e Boston. L’allenatore dei Raptors, Nick Nurse, ha fatto sapere – prima della scelta dei Bucks – che l’idea di un boicottaggio per la sfida contro i Celtics “è sul tavolo“. Nurse ha aggiunto che le squadre cercano modi per protestare contro il razzismo sistemico e la brutalità della polizia aggiungendo che ha anche sentito parlare di un paio dei suoi giocatori disposti a lasciare il campus NBA e tornare a casa. La semifinale al meglio delle sette partite della Eastern Conference dovrebbe iniziare giovedì sera al Walt Disney World Resort di Orlando.