Scuola

Le aule ci sono ma non si possono usare: il paradosso di una scuola romana. La preside: “Necessarie per garantire il distanziamento”

Le classi non hanno l’agibilità ma sono a norma: la vicenda burocratica si trascina dal 2013. La dirigente Claudia Gentili ha fatto appello alla sindaca Virginia Raggi: dal Campidoglio assicurano che faranno il possibile perché la scuola possa avere gli spazi a settembre

C’è chi è alla ricerca di spazi per assicurare la ripresa delle lezioni e chi, come la dirigente dell’istituto comprensivo “Elisa Scala” di Roma, Claudia Gentili, le aule le ha ma non le può utilizzare a causa della burocrazia. È la stessa preside a definire la vicenda “assurda” e a fare appello in queste ore alla sindaca Virginia Raggi per ottenere quegli spazi necessari per ricominciare l’attività didattica.

Tutto ha inizio nel 2013. Quando Claudia Gentili arriva all’istituto “Scala”, nella periferia di Roma, il dipartimento patrimonio di Roma Capitale dovrebbe consegnare alla scuola cinque nuove aule collegate all’edificio principale. Improvvisamente si scopre che mancano alcune certificazioni e ulteriori lavori di messa in sicurezza. Nel giro di poco tempo tutto viene sistemato, ma si viene a sapere che le aule sono state edificate su un terreno di proprietà delle suore della congregazione “Don Guanella”.

A quel punto le carte passano nelle mani della Giustizia: il Comune di Roma presenta un ricorso e lo vince nel gennaio del 2019, ma tutto resta bloccato.“Da mesi non so più nulla di quegli spazi ma ora che ho bisogno di trovare soluzioni per far fronte all’emergenza Covid, vorrei avere la possibilità di utilizzarle. Ho scritto alla sindaca ma non ho avuto risposta. Ho inviato una lettera anche al dirigente dell’ufficio scolastico regionale perché possa sollecitare un intervento dell’amministrazione comunale al più presto. Al momento queste aule non hanno l’agibilità ma sono a norma. Si tratta di classi molto ampie che potrebbero accogliere anche 35 bambini. Non possiamo perderle”.

A causa della mancata manutenzione sono apparse le prime infiltrazioni d’acqua e il giardino pensile è stato vandalizzato. Per la preside si tratta di spazi cruciali: “Senza quelle aule dovrò fare per le classi del tempo pieno i doppi turni. Serve al più presto un decreto ad hoc per il mio istituto. Si tratta di volontà politica. Da gennaio a settembre che ha fatto il Comune?”. La preside è battagliera. Lavora a Tor Bella Monaca, sud est di Roma, con 700 bambini e una popolazione di 240 mila abitanti. Quelle aule per lei sono oro visto il fabbisogno di spazi aggiuntivi.

Una situazione che al Comune di Roma conoscono bene e che si dicono pronti ad affrontare. Dal Campidoglio spiegano che la procedura sta proseguendo il suo iter che al momento è in capo all’assessorato all’urbanistica: “Serve una delibera – ci spiegano – che permette di procedere all’esproprio sanante, ovvero che mette ordine e completa una procedura che negli anni non è stata chiusa”. Fatto questo atto, il tutto passerà nelle mani del dipartimento infrastrutture e infine avverrà l’assegnazione al Municipio VI, che potrà finalmente dare le chiavi delle aule alla scuola.

Nessuno si pronuncia sui tempi vista la complessità dell’iter, ma al Campidoglio assicurano che faranno il possibile perché la preside possa avere le aule a settembre.