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Consiglieri regionali col bonus, dal Veneto all’Emilia: la Lega è la più coinvolta. Salvini: “Ho sentito Zaia, non li ricandidiamo”

Nello scandalo del bonus 600 euro per le partite Iva percepito dai politici (parlamentari e non solo), al momento il partito che risulta più coinvolto è la Lega. Non ci sono infatti solo i due deputati Dara e Murelli, sospesi nelle scorse ore, ma anche una sfilza di consiglieri regionali che continuano a emergere. Sono infatti almeno sette quelli del Carroccio: tre in Veneto, due in Piemonte, uno in Emilia-Romagna e uno in Liguria. Gli altri sono: un dem in Piemonte, uno di Forza Italia in Friuli Venezia Giulia e sempre in Friuli un civico e l’ex governatore Tondo (nel misto). In totale, come trapelato dall’Inps a inizio settimana, sono circa 2mila gli amministratori locali che hanno chiesto il sussidio, ma se gli eletti in Comune molto spesso non vivono di sola politica (e la loro richiesta può essere giustificata), diverso è per gli eletti in Regione che vantano un’indennità che può oscillare tra gli 8mila e i 12mila euro annui.

Nel Carroccio ora si apre la questione di come sanzionare chi ha percepito il bonus. Dopo la sospensione dei deputati e dei consiglieri coinvolti, oggi Matteo Salvini in conferenza stampa da Forte dei Marmi ha ribadito: “Abbiamo già deciso, Zaia l’ho sentito, non saranno ricandidati. In Veneto vinceremo con almeno il 70% dei consensi”. Il riferimento è proprio al caso dei tre veneti che hanno chiesto il sussidio e che erano in corsa per la ricandidatura. Il vice di Zaia in Veneto, Gianluca Forcolin, finito sotto accusa anche se alla fine a lui il bonus era stato poi negato, nelle scorse ore ha attaccato i vertici del partito: “Mettiamo in chiaro una cosa, io non sono furbetto”, ha detto a Repubblica. “E poi, scusate: il governatore della Lombardia è ancora al suo posto e io vengo cacciato dalle liste per una pratica inevasa? Io non sono neanche presente negli elenchi dell’Inps”. Il riferimento è al governatore Attilio Fontana, indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla fornitura di camicia alla regione durante la crisi covid.

I consiglieri regionali della Lega col bonus – In Veneto sono tre i leghisti sotto accusa: Riccardo Barbisan e Alessandro Montagnoli e il vice presidente della giunta Gianluca Forcolin. In Piemonte si tratta invece di Claudio Leone e Matteo Gagliasso. In Liguria invece Alessandro Puggioni. Infine in Emilia-Romagna, l’ultimo emerso in ordine di tempo: Stefano Bargi.

Gli altri consiglieri coinvolti – Al momento, sempre stando alle autoconfessioni, risulta anche un consigliere Pd del Piemonte, Diego Sarno e il consigliere Fi del Friuli-Venezia-Giulia Franco Mattiussi. Sempre in Friuli, anche il consigliere della lista i CittadiniTiziano Centis e l’ex presidente ora nel Misto Renzo Tondo,

L’ultimo caso emerso: il consigliere regionale del Carroccio in Emilia – L’ultimo leghista a essere stato sospeso è Stefano Bargi, di Sassuolo (Modena), 31 anni, che nei mesi scorsi è stato confermato al secondo mandato da consigliere. Lo riportano i giornali locali. Bargi, gestisce, insieme a due soci, il locale ‘Beerstop’ di Maranello (Modena). Sentito dal Corriere di Bologna e dalla Gazzetta di Modena, ha spiegato che l’associazione di categoria della quale fa parte ha suggerito alla sua società di fare la richiesta. Così sono arrivati due bonus da 600 euro, uno ad aprile e uno a maggio che, sempre secondo Bargi, sono stati messi a disposizione della società per far fronte ai mancati guadagni del lockdown. Adesso rischia la sospensione dalla Lega, anche se invita il suo partito a fare una valutazione dei singoli casi. “Lo confermo e non mi giustifico – le parole di Bargi riportate dal Corriere di Bologna – ma ora non voglio passare da ladro, visto che il nostro locale offre lavoro a diverse persone e non fa nulla di illecito. Quei soldi posso ridarli anche domani e se c’è da pagare per questo errore pagherò. Ma quando ci hanno detto che quel bonus come società ci spettava, con i miei soci abbiamo deciso di richiederlo. L’unica cosa della quale posso accusarmi è di non aver pensato ad uscire dalla società nel momento della richiesta del bonus avendo anche un ruolo politico”.

I quattro consiglieri provinciali in Alto-Adige – Come fa sapere la Tageszeitung sarebbero quattro i consiglieri provinciali che hanno fatto richiesta per avere le 600 euro. Sono i consiglieri Svp Helmut Tauber e Gert Lanz e l’assessore Arnold Schuler nonché il consigliere di opposizione del TeamK Paul Köllensperger, fa sapere la Tageszeitung. Mentre Tauber e Köllensperger hanno fatto richiesta e hanno già avuto il bonus, glia altri due non avrebbero percepito la somma.