Scuola

Rientro a scuola, i numeri non tornano: i presidi hanno chiesto meno banchi ma molte più sedie di quelle messe a gara

Lo stesso commissario Arcuri, nel testo del bando aveva precisato che "le quantità indicate per ciascuna tipologia hanno un valore puramente indicativo nell'ambito del complessivo fabbisogno". Prorogato il termine del bando europeo, che slitta dal 30 luglio al 5 agosto

I banchi che dovranno essere consegnati alle scuole entro l’8 settembre non sono tre milioni ma 2.450.236, e le sedie tradizionali che servono non sono 700 mila, come stimato dal bando europeo pubblicato dal commissario straordinario Domenico Arcuri, ma 1.374.425 pezzi. Il commissario, con un avviso di rettifica, ha comunicato la proroga della scadenza del bando, che slitta da giovedì 30 luglio al 5 agosto. Di conseguenza, la sottoscrizione dei contratti sarà il 12 agosto e la consegna dei banchi anziché il 31 agosto va all’8 settembre. Ora emergono i numeri ufficiali, le reali esigenze della scuola italiana raccolte grazie a un puntuale monitoraggio del ministero dell’Istruzione che ha trasmesso i dati all’ufficio del commissario.

Cambiano perciò le carte in tavola: gli oltre 8mila dirigenti scolastici (8.808) che hanno risposto alla rilevazione del Miur hanno richiesto 2.009.991 banchi tradizionali, ovvero 500 mila in più rispetto alle previsioni di Arcuri per il lotto A. Servono anche più sedie tradizionali: 674.425 in più. Per il lotto B, invece, quello che riguarda le nuove sedute scolastiche “mobili” sul quale si è aperto un dibattito nel Paese, le previsioni del commissario (1,5 milioni) sono state maggiori delle necessità reali: le richieste sono infatti di 440.245 pezzi.

Siamo di fronte a un nuovo scenario, che non cambia il bando ma che sarà definito in sede di contrattazione con chi si aggiudicherà la gara. D’altro canto, proprio nel testo steso dal commissario “si precisa che le quantità indicate per ciascuna tipologia hanno un valore puramente indicativo nell’ambito del complessivo fabbisogno di tre milioni di banchi e sedute attrezzate innovative e saranno esattamente definite in sede di contratto, unitamente all’indicazione degli istituti scolastici destinatari, sulla base dei rispettivi fabbisogni, comunicati dal Ministero dell’Istruzione”. Arcuri, per affrettare i tempi, ha fatto delle previsioni pur sapendo che i numeri sarebbero potuti cambiare a seguito del monitoraggio effettuato dal Ministero per ottenere dai dirigenti informazioni puntuali. Restano le perplessità dei produttori e dei distributori di arredi scolastici che avevano definito una “missione impossibile” il fatto di consegnare meno di un mese (la sottoscrizione dei contratti era inizialmente fissata al 31 agosto) “la produzione di cinque anni di tutte le aziende nazionali certificate per fornire arredamento alle pubbliche amministrazioni”. Termine che è stato poi spostato all’8 ottobre.

Assufficio di Federlegno e Assodidattica hanno criticato Arcuri: “La capacità produttiva attuale potrebbe arrivare a 120mila pezzi consegnati entro fine di settembre, a patto che siano disponibili pannelli tubolari e altre componenti per la realizzazione dei banchi”. A questo punto, la paura è che la gara possa andare deserta. E circola l’ipotesi che il commissario non avrebbe fatto, prima della pubblicazione del bando, una verifica per capire la fattibilità dell’operazione. Ma, per quanto è stato possibile verificare, Arcuri prima di indire la gara si è confrontato con le associazioni di categoria, spiegando loro il fabbisogno e ricevendo anche delle disponibilità. Negli uffici del commissario straordinario sono ottimisti: giovedì si saprà il verdetto e a vincere la gara potrebbe anche essere un’azienda europea.

Banchi, distanze, nuove aule da cercare: in vista dell’apertura di settembre ogni istituto sta cercando soluzioni per tornare a scuola in sicurezza. Docenti, studenti e genitori sono alle prese con problemi organizzativi che vorremmo raccontare in presa diretta. Raccontateci le vostre esperienze, segnalateci idee e progetti: li raccoglieremo sulle nostre pagine per condividere da Nord a Sud questa fase complessa e magari trasformarla in un’occasione per migliorare edifici e didattica. Scrivete a lettere@ilfattoquotidiano.it