Musica

“Vasco Rossi ha ucciso Madonna!” Ecco le ragioni di un titolo diventato cult

Il rocker, a distanza di 30 anni, ha postato la prima pagina che il quotidiano La Notte gli dedicò l'11 luglio 1990, all'indomani dell'esordio a San Siro. Perché quel titolo "urlato", in qualche modo, rappresenta la svolta (non solo per Vasco) segnata da quel concerto

Vasco Rossi ha ucciso Madonna!” Era l’11 luglio del 1990, esattamente 30 anni fa, quando il quotidiano milanese La Notte fece un titolo diventato storico per i fan del Blasco. E anche per Vasco stesso, che il 10 luglio 2020, in occasione del trentennale della sua prima esibizione allo Stadio di San Siro (a cui fino al 2019 ne sarebbero seguite altre 28), lo ha mostrato sui suoi canali social. Un concerto trionfale, quello di San Siro ’90, che segnò non solo la svolta nella carriera del rocker di Zocca (da lì in poi trovò nei grandi raduni negli stadi la sua dimensione abituale), ma anche per la musica italiana, che proprio con quel concerto tornò a riprendersi i grandi stadi, appunto, che per tutti gli anni ’80 furono appannaggio solo delle grandi star internazionali.

La prima pagina de “La Notte”, immortalata anche nel film del concerto “Fronte del Palco live ’90” che documentò quell’esibizione a tutt’oggi cult per i fan, evidenziava proprio il concetto della star italiana che “uccide” quella ultra-celebrata, in questo caso Madonna, in quegli anni padrona della ribalta mediatica. L’esibizione di Miss Ciccone, la stessa sera a Roma, ebbe decisamente minor fortuna rispetto a quella di Vasco. E proprio il Komandante, su Instagram, in occasione del trentennale ha mostrato di nuovo con orgoglio quella copertina del giornale. “D’ora in avanti le star straniere prima di esibirsi qui devono bussare”, disse con la consueta chiarezza il Blasco all’indomani di quel bagno di folla. Detto fatto, poche settimane dopo Rossi rifiutò di aprire il concerto romano dei suoi idoli, i Rolling Stones, proprio perché chiamato per risollevare delle prevendite poco lusinghiere per delle star planetarie. Tutto il resto della carriera di Vasco, da Imola al Modenapark fino alla residency a San Siro dello scorso anno, ha confermato ciò che era parso chiaro già agli albori degli anni ’90.