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Sicilia, in commissione all’Ars primo sì a ‘mini sanatoria’ con il voto dei renziani. Pd, M5s e Legambiente attaccano: “Pagina pietosa”

La Commissione Territorio e Ambiente dell'Assemblea regionale siciliana ha approvato l'allargamento delle maglie per il condono edilizio del 2003 ( quello del governo di Silvio Berlusconi) che escludeva dal provvedimento le aree sottoposte a vincolo totale e relativo. A favore anche il voto di Edy Tamajo di Italia viva. I dem: "Colpo di mano". I 5 stelle: "Questa norma aggredisce drammaticamente il territorio siciliano". Gli ambientalisti: "Incostituzionale". L'assessore Cordaro nega le accuse: "Non è un condono"

Il primo sì c’è stato. Un primo passo ma deciso verso l’approvazione in Sicilia di un “condono edilizio”, le opposizioni ne sono certe. E gridano al colpo di mano. Martedì 7 luglio, infatti, in commissione Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana c’è stata una prima votazione che ha registrato una maggioranza compatta a favore di un articolo che M5s, Pd e Attiva Sicilia (cioè il gruppo formato dagli ex 5 stelle) avevano chiesto di abolire. La maggioranza aveva perfino messo sul tavolo un accordo che prevedeva l’abolizione dell’articolo a favore di un sì trasversale sulla riforma edilizia, riferiscono dalle file dell’opposizione. L’articolo è infatti inserito in un testo del 2016 adesso rivisto dopo che era stato impugnato dallo Stato. La maggioranza a sorpresa ha invece serrato le file, potendo contare anche sul voto di Italia Viva (col voto di Edy Tamajo).

Così il partito di Renzi in Sicilia vota ancora una volta con la maggioranza di Nello Musumeci. Era già successo lo scorso 17 giugno quando l’Assemblea ha approvato la legge sulla semplificazione voluta dal renziano Luca Sammartino, che prevedeva anche i pieni poteri per il governatore in caso di emergenza sanitaria. Così, dopo il primo voto in commissione Ambiente, si rinnova l’allarme di una sanatoria sugli abusivismi edilizi in Sicilia. L’art. 18 contiene un allargamento delle maglie per il condono edilizio del 2003 ( quello del governo di Silvio Berlusconi) che escludeva dal provvedimento le aree sottoposte a vincolo totale e relativo. L’articolo contenuto nel ddl al vaglio della commissione siciliana estenderebbe, dunque, il condono alle aree con vincolo relativo. Per questo dai partiti di opposizione ma anche dagli ambientalisti il grido è unanime: “Una sanatoria per gli abusivismi in aree paesaggistiche”.

Grida al colpo di mano, il Cinquestelle, esperto di diritto ambientale, Giampiero Trizzino: “Più volte abbiamo ribadito che, qualora la norma sulla sanatoria in aree paesaggistiche fosse stata stralciata, avremmo votato a favore del testo della maggioranza. Ciò nonostante, il Governo Musumeci, in un primo momento apparentemente propenso a convergere verso la proposta di ritiro della norma, ha, invece voluto proseguire su una strada a senso unico adducendo, peraltro, motivazione del tutto irragionevoli e infondate”. E Trizzino è certo: “Si tratta di una norma che, ancora una volta, aggredisce drammaticamente il territorio siciliano. Non è accettabile prevedere l’estensione dell’applicabilità del condono edilizio degli immobili realizzati in aree sottoposte a vincoli di tipo paesaggistico, idrogeologico, archeologico, tenuto conto di quanto chiarito dalla Corte costituzionale, secondo cui anche le Regioni a statuto speciale, come la Sicilia, non possono incidere sui limiti della sanatoria che sono di competenza esclusiva del legislatore nazionale”. D’accordo con Trizzino anche Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd: “Oggi è stata scritta una pagina di brutta politica, con la maggioranza che, nonostante le richieste dell’opposizione, ha fatto valere la legge dei numeri e votato l’articolo 18 del ddl sull’edilizia che punta spianare la strada all’ennesima sanatoria”. E il Pd annuncia battaglia: “Ci opporremo in ogni modo all’approvazione definitiva di una sanatoria che comprometterebbe il valore di una legge che invece dovrebbe servire a ordinare ed incentivare la materia dell’edilizia nell’Isola”. Mentre in commissioni qualcuno minimizza: “Il voto oggi era sull’articolo 18, bisognava decidere se fare un apposito ddl o tenerlo nel testo edilizia ed esaminare gli emendamenti correlati. I deputati hanno deciso di tenerlo nel testo edilizia”. E anche l’assessore Regionale all’ambiente, Toto Cordaro, chiarisce: “Nessun accoro, ho detto che qualora la Commissione avesse votato per lo stralcio dell’articolo avrei recepito l’indicazione della commissione senza rigidità di alcun tipo e sarei stato disposto a inserire la norma in un testo a se stante. La presidente della commissione, Giusy Savarino, ha messo ai voti questa opzione, richiesta dal consigliere Trizzino ed è stata bocciata: quel che è successo è semplice e lineare”. E l’assessore è certo: “Nessun condono edilizio. Le soprintendenza dovranno comunque esprimere il loro parere: di cosa stiamo parlando? Inseriamo invece una norma che fa finalmente certezza del diritto”.

Non usa mezze parole, invece, il presidente di Legambiente, Gianfranco Zanna: “Una vergogna, una pagina pietosa, che estende i benefici del condono del 2003, chiamato comunemente mini-sanatoria, anche agli abusi edilizi ricadenti nelle aree vincolate”. Per l’ambientalista ci sono evidenti rischi pure sulla costituzionalità della norma: “È incostituzionale – continua Zanna – e lo sanno bene. Lo abbiamo scritto, nei giorni scorsi, nella lettera aperta ai parlamentari regionali citando i pareri dell’Ufficio legale della Regione e le sentenze della Corte Costituzionale. Qualora fosse approvata in Aula, ma speriamo in un sussulto di dignità degli inquilini di Sala d’Ercole, sarà inevitabilmente impugnata dal Consiglio dei Ministri. Ma nel frattempo il danno al territorio, al paesaggio e alle bellezze della nostra Isola sarà già stato fatto”.