Scuola

Coronavirus, a Bolzano (dopo quella tedesca) riparte anche la scuola italiana: servizio ad hoc per i figli di chi non può fare smartworking

In ritardo di una settimana rispetto a tedeschi e ladini, l'assessore Vettorato riesce a trovare l'intesa con i presidi: dal 25 maggio per scuole d'infanzia ed elementari partirà il "servizio d'emergenza". Priorità ai bambini di operatori sanitari e servizi sociali: "Le famiglie che hanno già presentato richiesta, saranno contattate nelle prossime ore"

Il 25 maggio partirà il “servizio di emergenza” anche per le scuole italiane della provincia autonoma di Bolzano. Lo ha annunciato l’assessore alla scuola italiana, Giuliano Vettorato. Dopo il mancato accordo con i dirigenti, che avevano espresso dei dubbi sul protocollo di sicurezza e sulla loro responsabilità, si è riaperto un confronto e nella giornata di martedì si è arrivati all’intesa. Mentre lunedì le scuole tedesche aprivano i loro cancelli ai bambini, senza particolari problemi, sul tavolo dell’assessore leghista si discuteva proprio dei dettagli del progetto con il sovrintendente Vincenzo Gullotta e la presidente dell’associazione nazionale presidi locale, Laura Cocciardi.

L’assessore parla “di lavoro di rete”: “Durante il tavolo tecnico ci siamo confrontati su diverse tematiche e alla fine abbiamo trovato una linea comune che rappresenta la soluzione migliore. Riteniamo di avere condiviso insieme un’ottima proposta. Partiremo entro la data del 27 maggio e potremo così dare un contribuito valido alle famiglie che hanno chiesto un supporto al mondo della scuola, in questo periodo molto difficile”. Il servizio, concentrato solo nella fascia della mattina (dalle ore 8 alle ore 12.30), sarà infatti offerto solo a chi è in grado di dimostrare di non poter fare smartworking, di non avere alcuna persona maggiorenne in casa cui poter affidare i bambini, di non avere la possibilità di fare orari flessibili. In più è stata data la priorità ai figli di operatori sanitari e dei servizi sociali. Riguarda la scuola d’infanzia e le elementari.

L’intesa con i dirigenti è arrivato dopo la rassicurazioni fornite da Vettorato: sarà garantire il servizio con cooperative e con insegnanti volontari. “Tutti – spiega l’assessore contattato da ilfattoquotidiano.it – volevano dare delle risposte alle famiglie che sono tornate al lavoro. Avremo i protocolli firmati anche dall’Asl come hanno richiesto i sindacati. Ci stiamo già attrezzando con i termoscanner. Le famiglie che hanno già presentato richiesta, saranno contattate nelle prossime ore dai singoli istituti per le modalità di avvio. Accanto a questa opportunità le scuole continueranno a realizzare tutte le attività collegate con la didattica a distanza, che rappresenta per bambini e studenti di tutti i gradi scolastici uno strumento indispensabile per la prosecuzione del loro percorso di studi”.

Soddisfatto anche il consigliere del M5S, Diego Nicolini che dalle pagine del Corriere dell’Alto Adige aveva espresso la sua critica: “Le famiglie, ma solo italiane, vengono di nuovo piantate in asso. Le direttive Inail stanno arrivando, ma intanto si cerchi la strada per dare a tutti le stesse opportunità, l’assessore ha il dovere di aprire un confronto e di trovare soluzioni”. Ora è lo stesso Nicolini ad ammettere che l’avvio del servizio anche per le famiglie italiane “è una buona notizia”: “Vettorato non ha coinvolto il mondo della scuola e si è ritrovato quella risposta. Per fortuna ha cercato una soluzione, seppur in zona Cesarini. Andrebbe solo chiarito meglio che non si tratta di scuola, di fare didattica ma di una sorta di custodia dei bambini”.