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Coronavirus, Gentiloni sulla proposta franco-tedesca per il Recovery Fund: “Un contributo importante”. Crimi: “500 miliardi? Pochini”

L'intesa tra Francia e Germania su un Recovery Fund da 500 miliardi di euro viene accolta con favore dal commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni, e da altri esponenti di centrosinistra. Letta: "Operazione fondamentale perché isola l'Olanda e stacca Berlino dai Paesi del No". Tiepido il M5s: "Un inizio". Spread in calo

Un “contributo importante”, un “passo avanti”, una “proposta nella giusta direzione”, un “inizio” anche se “pochini”. L’intesa tra Francia e Germania su un Recovery Fund da 500 miliardi di euro viene accolta con favore dal commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, che ricorda come toccherà a Bruxelles presentare il fondo e di essere “al lavoro per il piano” di aiuti basato sull’emissione di debito comune. La proposta franco-tedesca ha avuto già un primo effetto sui mercati, con lo spread Btp-Bund in netto calo attorno a quota 200.

“La Commissione Europea al lavoro per il piano e il fondo di Recovery. Una crisi senza precedenti impone risposte senza precedenti. Da Francia e Germania un contributo importante in questa direzione”, ha scritto Gentiloni su Twitter. Più cauto il reggente del Movimento Cinque Stelle, Vito Crimi: “Iniziamo dalla proposta che abbiamo e da qui costruiamo un vero e proprio intervento potente, perché 500 miliardi sono pochini per fare quello che serve realmente al nostro Paese”.

“Sicuramente è un primo passo per affrontare quello che stiamo vivendo in Italia e in Europa. Questo, insieme al programma Sure, che può essere un finanziamento di aiuto per la crisi che stiamo affrontando. Si direi che possono essere considerati dei buoni primi passi”, commenta la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo. Di un “passo avanti” si tratta anche per il ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola, che, in un’intervista alla Stampa afferma che con “la proposta franco-tedesca per il Recovery fund si sono superate alcune differenze presenti a inizio trattative”. Ora, aggiunge Amendola, “si parla finalmente di miliardi da raccogliere sui mercati, destinati ai settori e alle aree geografiche più colpite: siamo passati dall’ipotesi di un mix di prestiti e sussidi che ad aprile era di 300 miliardi, ai 500 miliardi di soli sussidi di ieri”.

Adesso il 27 maggio toccherà alla Commissione Ue presentare la sua proposta che aprirà il negoziato in vista del Consiglio europeo di giugno in cui dovrebbe essere approvato il bilancio europeo e, appunto, il Recovery Fund. “C’è ancora da lavorare e non escludo imprevisti. Noi crediamo che ai miliardi proposti sui sussidi se ne debbano aggiungere altri per investimenti e coesione sociale, utilizzando le idee dell’agenda strategica europea, a partire dal Green New Deal e da un nuovo impulso tecnologico per il tessuto industriale”, dice ancora Amendola.

“Quella di Merkel e Macron è una proposta agli altri 25, non è una decisione. Va nella giusta direzione come contenuti (dimensione e fondo perduto, non solo prestiti), osserva l’ex presidente del Consiglio, Enrico Letta specificando che “soprattutto è un’operazione per noi fondamentale perché stacca la Germania dai Paesi del No e isola l’Olanda”.