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Coronavirus, sottosegretario Variati: “Governo verso diffida contro Calabria. Serve unità, altrimenti i cittadini non capiscono più niente”

E’ probabile una diffida nei confronti della Calabria. Questo è un momento molto particolare e molto critico, quindi servirebbero intesa e collaborazione. Non si tratta tanto di gerarchia delle regole, però, insomma, bisogna stare dentro un filo, altrimenti i cittadini non ci capiscono più niente“. Lo annuncia ai microfoni di “24 Mattino”, su Radio24, il sottosegretario all’Interno, Achille Variati, a proposito della discussa ordinanza della Regione Calabria con cui la presidente Jole Santelli autorizza da domani la riapertura di bar, ristoranti e pasticcerie con tavoli all’aperto.

Circa i dati differenziati dei contagi nelle varie regioni italiane, Variati spiega: “Nella prima fase della pandemia era assolutamente necessaria una cornice unitaria e ferma. Ora, in questa seconda fase, il governo ritiene che tendenzialmente dal 18 maggio potranno fare delle aperture maggiori quelle Regioni che hanno indice di contagio basso, un numero scarso di nuovi positivi, una rete di assistenza sanitaria adeguata, la presenza di covid hospital e di alberghi per asintomatici. In altri termini, non è che il governo si diverta a tener chiuse le persone in casa o le attività. Solo uno sciocco può pensare che gli aiuti di Stato possano sostituire realmente il reddito di produzione. Quindi – continua – ci sarà questa nuova fase collaborativa tra governo e Regioni. Una cosa non ci possiamo permettere: un ritorno di pandemia forte nel Paese, perché a quel punto i cittadini non saprebbero a quali autorità credere, non saremmo nelle condizioni di fare tutto ciò che abbiamo fatto finora e ovviamente sarebbe il disastro totale, anche a livello economico. All’interno di ogni Regione, quindi, il governatore e gli enti locali devono assicurare quelle condizioni che ho prima citato. Questo, allo stato attuale, non è in tutto il Paese”.

Riguardo a eventuali fughe dal Nord al Sud a partire dal 4 maggio, il sottosegretario esprime timori, ma puntualizza: “Sono stati oltre 9 milioni i cittadini italiani controllati dall’inizio di questa maledetta avventura. La percentuale dei sanzionati è piuttosto bassa e il numero delle persone che finora non hanno rispettato le regole è confortante. Però ogni giorno che passa qualche indicazione di troppo di presidenti delle Regioni sta portando a riempire le piazze e le strade“.