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Scuole chiuse, i numeri parlano chiaro: l’alleanza tra istruzione, editoria e digitale c’è e funziona

Non solo gridi d’allarme, c’è anche una buona notizia per il settore editoria: sono circa 2 milioni gli e-book scaricati dagli studenti italiani in queste settimane di emergenza. È quanto emerge dall’indagine realizzata dall’Associazione Italiana Editori-AIE per fotografare cosa è accaduto dal 24 febbraio al 7 aprile, con la chiusura delle scuole e con l’avvio della didattica a distanza.

In questo periodo di isolamento, uno studente su tre ha scaricato almeno un libro di testo in formato digitale dalle piattaforme degli editori scolastici, sostanzialmente raddoppiando il numero complessivo degli e-book scaricati durante tutto l’anno scolastico precedente. Una tendenza che risulta visibile anche nella scuola primaria: un alunno su cinque, vale a dire il 21%, ha scaricato il libro di testo in versione digitale.

Il valore si accentua con il procedere della scolarizzazione, infatti, nella scuola secondaria di primo grado lo ha fatto il 38% degli studenti e il 34% in quella secondaria di secondo grado. A questi valori vanno aggiunte le versioni sfogliabili dei libri di testo messe a disposizione – sempre gratuitamente – dagli editori pro tempore per aiutare, ad esempio, le famiglie i cui figli avevano lasciato i libri a scuola.
Gli editori scolastici sono scesi in campo per aiutare studenti e insegnanti.

E non ci sono solo gli e-book. Complessivamente i materiali digitali scaricati dalle piattaforme sono circa 4,4 milioni. In particolare, sono quasi 2 milioni i materiali integrativi – file word di approfondimento, presentazioni power point, mappe attive digitali, esercizi- a cui hanno avuto la possibilità di accedere insegnanti e studenti.

Sono, in media, 13.100 per materia nella scuola primaria, 30.800 per materia nella scuola secondaria di primo grado, 17.900 per materia nella scuola secondaria di secondo grado: in un mese di didattica on line, per ogni disciplina, gli insegnanti hanno avuto a disposizione in media circa 20mila materiali digitali di qualità, validati, efficaci, coerenti con l’impostazione didattica dei libri di testo da loro scelti.

L’alleanza tra editori e insegnanti si è tradotta in un “lavoro” di assistenza e di formazione sulle nuove modalità didattiche anche ai docenti. In quasi una classe su due (46%) c’è almeno una materia insegnata attraverso lo strumento della classe virtuale messo a disposizione dagli editori scolastici e che si integra con il libro di testo e gli altri materiali. Questo valore sale al 54% nella scuola secondaria di secondo grado e all’86% nelle scuole secondarie di primo grado.

Dal 24 febbraio al 7 aprile 691mila docenti hanno partecipato ad almeno un webinar di formazione gratuita. I numeri evidenziano che alcuni ne hanno seguiti anche più di uno. Nello stesso periodo sono state evase dagli editori scolastici 372mila le richieste di aiuto e di informazione, con ben 12mila telefonate giornaliere di assistenza per info a supporto di genitori e insegnanti.

Insomma, ancora una volta, l’Italia ha scoperto che i libri digitali non sono il diavolo, al contrario, rappresentano un valido alleato per superare le difficoltà causate da Covid-19.