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Coronavirus, colloquio Conte-Crimi su crisi e uso del fondo salva Stati: da M5s via libera a bond Ue “ma senza condizionamenti”

In queste ore a livello europeo si valuta quali misure straordinarie adottare a livello europeo per far fronte all'emergenza economica e il ricorso al fondo salva Stati non è escluso. Dal capo politico dei 5 stelle è arrivato il via libera allo strumento dei bond, ma rimane secca l'opposizione al Mes. Contrario anche il Carroccio. E in vista dell'Eurogruppo del 24 marzo, gli olandesi già frenano: "Ci impegneremo d assicurare che una forma appropriata di condizionalità sia rispettata per ogni strumento utilizzato"

Un colloquio telefonico per parlare dei dossier sul tavolo del governo e confrontarsi sulla posizione che intende avere il Movimento 5 stelle sul fronte delle misure economiche. Il premier Giuseppe Conte e il capo politico M5s Vito Crimi si sono sentiti in mattinata e, secondo quanto riferito dall’agenzia Ansa, hanno parlato delle misure restrittive adottate nelle ultime ore per l’emergenza coronavirus, ma anche dei prossimi interventi di rilancio dell’economia. E su questo fronte il leader 5 stelle ha dato il suo appoggio alla richiesta di emissione di bond Ue (i cosiddetti coronabond), ma senza “condizionamenti”. In queste ore si sta effettivamente discutendo a quali “misure straordinarie” applicare per affrontare una situazione senza precedenti, non solo a livello sanitario, ma anche a livello economico. R tra queste c’è anche il ricorso ai coronabond o al cosiddetto fondo salva Stati.

Quello di Crimi a Conte non è un via libera scontato, considerata la forte contrarietà espressa dal M5s al ricorso a strumenti come il fondo salva Stati. Intanto lo stesso Crimi, sulla sua pagina Facebook, ha rilanciato l‘appello di 67 economisti italiani pubblicato su Micromega e rivolto all’Europa e alle sue istituzioni. “Lo sottoscrivo a mia volta”, si legge, “perché molti dei punti da loro proposti mi trovano assolutamente d’accordo. Purtroppo, l’Europa dei vincoli e dell’austerità resiste, non ha ancora mollato gli ormeggi. Se non si deciderà a farlo una volta per tutte, questa sarà la sua condanna. Il Mes è una delle zavorre di cui ci dobbiamo definitivamente liberare per costruire finalmente l’Europa del XXI secolo, un’Europa che sia in grado di sopravvivere ai cambiamenti che stiamo vivendo e di dare risposte ai popoli che ne fanno parte”. Ma anche nei 5 stelle gli animi non sono molto sereni: “Ultimo avviso a chi volesse approfittare dell’emergenza”, ha scritto su Facebook il senatore grillino Mario Giarrusso. “Oggi Ecofin, domani Eurogruppo, giovedi Consiglio europeo. Il Mes non può essere attivato senza il consenso del parlamento. Chi dovesse solo provarci andrebbe dritto a casa. Tutti sono utili e nessuno è indispensabile. Morto un papa se ne fa un altro”. Nessuna citazione diretta, ma il riferimento ai leader 5 stelle che stanno gestendo la crisi è molto chiaro.

Contro il ricorso al fondo salva Stati (il cosiddetto Mes), continua a schierarsi Matteo Salvini con il Carroccio. “Non voglio più sentire la parola Mes“, ha dichiarato a Rtl 102.5. “Magari l’unica lezione che molti stanno apprendendo è che siamo l’Italia è che non dobbiamo farci più umiliare da nessuno”. Sull’utilizzo dei fondi europei, ha aggiunto: “I fondi europei ci servono ma messo a chiare lettere che non sono a debito degli italiani perché se ci danno tot miliardi, ma ce li segnano sul conto da restituire entro X alle condizioni Y, allora è una truffa, un crimine. Se qualcuno sta pensando di mettere a debito della popolazione italiana i soldi che abbiamo versato in passato e che ora ci servono mettendoceli sulla lista dei debiti da riscuotere nei prossimi anni a precise condizioni a cui dovremo sottostare, è un pensiero criminale”.

Il concetto della necessità che i fondi utilizzati non siano “prestati all’Italia con condizioni”, non c’è solo l’accordo di 5 stelle e Carroccio. Lo stesso vicesegretario Pd Andrea Orlando ha dichiarato a Rainews 24: “Fino a qui abbiamo avuto la copertura della Bce, è stato superato il patto di stabilità, ma noi non possiamo indebitarci oltre un certo segno, abbiamo bisogno di altre risorse. Discutiamo da dove prenderle, se dal Mes o con dei bond, ma questo problema oggi tocca l’Italia ma da qui a poche settimane toccherà il resto d’Europa”.

Il problema è che sul fronte europeo la linea non è condivisa. Se nel corso dell’ultimo Eurogruppo della settimana scorsa era stata Angela Merkel a frenare, oggi ha parlato il ministero delle finanze olandese. “L’Olanda”, si legge in una nota a commento dell’Eurogruppo di domani, “è impegnata ad assicurare che una forma appropriata di condizionalità sia rispettata per ogni strumento utilizzato, come richiesto dall’attuale Trattato del Mes”. Ovvero, la richiesta che i soldi siano dati “senza condizioni” trova molte più resistenze di quelle che appaiono. I ministri, continuano gli olandesi, discuteranno per capire “che ruolo Commissione Ue e Mes possono giocare per combattere la crisi. Il Mes ha diversi strumenti disponibili ai Paesi che affrontano o probabilmente affronteranno difficoltà finanziarie”.