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Coronavirus, boom di preventivi assicurativi online in Lombardia e nelle 14 province della prima Zona Rossa

Secondo un'indagine di Segugio.it, gli automobilisti della parte d'Italia più colpita dal contagio hanno fatto massiccio ricorso al web per le polizze assicurative. Ora che il perimetro di sicurezza non ha più confini nel nostro Paese, probabilmente quel fenomeno si allargherà a macchia d'olio. Intanto, il mercato dell'auto si contrae

Come l’assalto ai forni e gli untori della peste, questo Covid-19 sarà purtroppo ricordato da un Alessandro Manzoni dei tempi moderni in una nuova versione de “I Promessi Sposi” che ci illustreranno, tra le altre cose, gli aspetti sociali di quello che stiamo vivendo. Il coronavirus infatti ci ha costretto a cambiare tutto: dalla socialità al lavoro, dalle abitudini alimentari alla vita domestica, dalla mobilità alle attività sportive.

Anche i comportamenti d’acquisto stanno subendo trasformazioni radicali, non solo nelle zone più colpite ma su tutto il territorio nazionale e in tutti i settori. Da un’analisi di Segugio.it, leader della comparazione nel comparto assicurativo, nella settimana tra il 24 febbraio e domenica 1 marzo che confronta i preventivi di assicurazione auto e moto effettuati sul portale con quelli della stessa settimana del 2019, emerge una fotografia che può essere analizzata da più punti di vista.

A livello nazionale si registra una crescita a doppia cifra dei preventivi online: in particolare quella che inizialmente era la Zona Rossa (Regione Lombardia e altre 14 province) prima che fosse allargata a tutta Italia, mostra una crescita del 25,1%, superiore alla stessa media nazionale. Un numero che dice tante cose: gli italiani hanno più tempo da dedicare all’attività di ricerca online dei prezzi migliori; non è vero che siamo degli analfabeti digitali perché, se serve, abbiamo e sappiamo usare gli strumenti in modo efficace e competente; il coronavirus non ci impedisce di pensare al futuro.

Emanuele Anzaghi, Vicepresidente di Segugio.it commenta così questi dati: “L’incremento dei volumi di preventivi che registriamo sul sito è un diretto riflesso dei vincoli alla socialità che il contenimento del coronavirus impone. La possibilità di confrontare e acquistare online la polizza di assicurazione, che è di fatto un prodotto dematerializzato, rassicura i consumatori e li spinge ad utilizzare maggiormente internet al posto dei canali fisici, trend che è ancora più evidente nelle aree più colpite dal virus”.

Sarà interessante capire se questa nuova tendenza sarà confermata, dopo magari essersi estesa a tutta Italia dopo il decreto governativo, quando tutto sarà superato, oppure se si tornerà a cercare il contatto umano con un assicuratore o un broker. Intanto l’altra domanda che viene da porsi riguarda il motivo sotteso a fare un preventivo online: si cerca di spendere meno per le assicurazioni dei mezzi che già si possiedono oppure si cerca di capire quanto potrebbe costare l’assicurazione di mezzi nuovi? Questa seconda ipotesi va in netto contrasto con quello che ci stanno dicendo i primi dati a disposizione relativi al mercato dell’auto, che sta subendo importanti contraccolpi legati alla diffusione del virus: nel mese di febbraio 2020 si è registrato un calo delle immatricolazioni in Italia dell’8,8%, inaspritosi negli ultimi giorni del mese, parallelamente all’entrata in vigore delle misure di contenimento del contagio.

E per le prossime settimane i numeri possono solo peggiorare: dall’indagine congiunturale del Centro Studi Promotor emerge che in febbraio il 79% dei concessionari auto hanno registrato un calo di presenze nei saloni e il 75% un basso livello di ordini. A livello internazionale il quadro non è migliore: in Cina, il calo delle immatricolazioni nella prima metà di febbraio è stato pari al 92% e la manifattura cinese di componentistica auto è sostanzialmente paralizzata, mettendo a rischio la filiera produttiva a livello globale.

Come la peste di manzoniana memoria è ormai un lontano ricordo, così anche il Coronavirus verrà superato, quello che bisognerà capire è come recupererà un settore già messo duramente alla prova dalle multe per le emissioni e dalla conversione all’elettrico dei produttori, che ormai da qualche anno combattono un unico nemico: l’inquinamento. Proprio lui, che nell’ultimo mese ha subito un crollo, come il calo delle immatricolazioni, e per lo stesso motivo: il Covid-19.