Economia

Dazi, Usa aumenta quelli sull’importazione dei mezzi Airbus dal 10 al 15%. Bloccati quelli al 25% di ottobre: nessun contraccolpo per Italia

L'agroalimentare italiano non è interessato dagli aumenti delle tasse sulle importazioni, come si evince dal confronto tra i codici doganali riportati dall'ufficio del rappresentante Usa per il Commercio. Di Maio. "La nostra azione diplomatica e l'amicizia con gli Stati Uniti hanno scongiurato il peggio"

Dal 18 marzo, gli Stati Uniti aumenteranno i dazi sui velivoli Airbus importati dall’Europa dal 10% al 15%. Lo ha annunciato l’ufficio del rappresentante del Commercio americano, sulla base della sentenza Wto (Organizzazione mondiale per il commercio) contro i sussidi pubblici europei al consorzio Airbus. “Con la leadership del presidente Trump, gli Usa hanno vinto il più grande premio nella storia del Wto il 2 ottobre del 2019, quando sono state autorizzate contromisure su 7,5 miliardi di beni” per pratiche commerciali scorrette nell’Unione europea e nel Regno Unito, si legge nella nota del rappresentante al Commercio americano. Bloccati, invece, gli aumenti dei prodotti europei al 25% individuati lo scorso ottobre, tra i quali c’erano anche alcune merci italiane, con solo lievi modifiche alla lista: è stato rimosso, ad esempio, il succo di prugna e aggiunti i coltelli da cucina importati da Francia e Germania, anche se l’ufficio per il Commercio Usa si è riservato la possibilità di attuare ulteriori modifiche sulla lista di merci colpite dall’aumento delle tariffe.

“Un grande dispiacere”, ha commentato il costruttore europeo Airbus all’Afp. In una nota ha affermato di voler continuare la discussione con gli Usa con l’obiettivo di “mitigare gli effetti delle tariffe il più possibile”. La decisione, secondo Airbus, penalizza anche le richieste delle compagnie aeree Usa che dovranno ora pagare queste tariffe.

Nessun contraccolpo per l’Italia in questa nuova ondata di aumenti: dal confronto tra i codici doganali riportati dall’ufficio del rappresentante Usa per il Commercio (Ustr), nelle due liste di ottobre e odierna non risultano colpiti prodotti Made in Italy. “Il lavoro fatto in questi mesi ha dato i suoi frutti. L’agroalimentare italiano non compare nella lista dell’Ustr americana appena pubblicata dei prodotti soggetti a dazi. Abbiamo scongiurato il rischio che le nostre eccellenze subissero danni irreparabili. Nell’incontro che ho avuto con il segretario all’Agricoltura statunitense, Sonny Perdue, il 30 gennaio scorso a Roma lo avevo ribadito a chiare lettere. Tenete l’agroalimentare italiano fuori dalla vicenda Airbus. E avevo raccolto condivisione e disponibilità”, ha esultato il ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova.

Soddisfatto anche il minsitro degli Esteri, Luigi Di Maio: “L’Italia oggi esce indenne dalla revisione della lista dei prodotti soggetti a dazi che gli Usa avevano emanato lo scorso ottobre. Sono stati colpiti altri Paesi ma non il nostro – ha dichiarato – Sono salvi i vini, l’olio d’oliva e gli altri prodotti italiani che rischiavano dazi fino al 100%. La nostra azione diplomatica e la nostra amicizia con gli Stati Uniti hanno scongiurato il peggio per le nostre aziende. Così difendiamo il Made in Italy, così difendiamo i prodotti della nostra terra, orgoglio della nazione”.