Politica

Non si fanno mai le domande giuste ai politici: ecco quelle che faremmo noi di Critica Liberale

di Enzo Marzo

È l’”uovo di Colombo”, ma nessun politico e/o giornalista da anni sa far reggere in piedi sul tavolo un uovo. La nuova Cristoforo Colombo è Elly Schlein, la giovane “Coraggiosa” che ha preso il massimo delle preferenze in Emilia-Romagna. Semplice, spiega lei: “Bisogna fare la ‘domanda giusta’”. E ha dato l’esempio affrontando Matteo Salvini per chiedergli: “Ma perché per 22 volte non ti sei presentato alle riunioni sui negoziati di Dublino?”. E Salvini fa scena muta. Bocciato.

In questi ultimi due anni quante domande avrebbero potuto rivolgere al Demagogo dell’estrema destra i nostri assonnati politici o coloro che lo dovrebbero fare per professione e invece sono imboscati nella nebbia del potere, al motto di “non si sa mai”?

Elly Schlein non lo afferma espressamente, ma sottintende che, se nessuno fa la “domanda giusta”, vuol dire che c’è una rete soffocante di complicità che stringe politica e informazione, anche quella politica e quella informazione che nel teatrino della comunicazione recitano (male) il ruolo dei due avversari che imprecano l’un contro l’altro, a uso della massa che deve restare sempre più immersa nell’ignoranza fino alla cima dei capelli.

Le domande giuste sono anche quelle semplici. E ce n’è per tutti.

Per Luigi Di Maio: “Scusi, voleva scassare tutto il mondo. Ma perché, appena è diventato Capo, si è precipitato a Napoli, con televisioni appresso, a baciare la teca di San Gennaro come un qualunque democristiano o comunista degli anni 50?”. E già che c’è perché non risponde a quest’altra domanda: “Avevate giudicato giustamente la riforma Renzi sulla Tv pubblica come tra le più liberticide del mondo. Allora perché, appena al potere, l’avete fatta vostra, lottizzando a piene mani e varando addirittura il patto Salvini-Berlusconi per uno come Marcello Foa?”.

È possibile che nessun giornalista abbia avuto l’ardire leonino di chiedere a Matteo Salvini: “Quando ha candidato il suo amico Armando Siri, prima a parlamentare e poi addirittura a Sottosegretario al governo, era a conoscenza che avesse patteggiato una condanna per bancarotta fraudolenta? Sì o no? Si è meravigliato quando ha appreso che era indagato per corruzione in una inchiesta che si snoda tra Palermo, Trapani e Roma?”. Lo ammettiamo, ci sarebbe persino da divertirsi con Salvini e le sue bufale.

Quanto sarebbe interessante conoscere anche la risposta a questa domanda: “È vero o no che lei fa tenere lezioni nella scuola di formazione per i giovani leghisti da uno come Alexander Dugin, spin doctor di Vladimir Putin, che gira per l’Europa a propagandare una sorta di autoritarismo euro-asiatico, fondamento teorico del partito nazional-bolscevico da lui fondato, con tanto di bandiera agghiacciante con la falce e martello ma richiama la svastica? Glielo ha confessato al fasullo anticomunista Silvio Berlusconi?”. Attendiamo con ansia.

Continuiamo il gioco. Perché non chiedere ai leader del centrodestra: “Provate un leggero imbarazzo nel vedere il video in cui la neoeletta presidente della regione Calabria, Jole Santelli, sostiene (salvo poi smentirlo) che l’Isis corrisponde a un progetto contro il terrorismo musulmano?”. Oppure: “Avete riso quando in Tv, fuori da Montecitorio, due deputati leghisti hanno sostenuto con una certa sicurezza che Jeremy Corbyn è il ministro degli Esteri israeliano?”.

Ah, dimenticavo Giorgia Meloni. Perché non chiederle seccamente: “Su Giancarlo Pittelli, arrestato per associazione mafiosa, è rimasta dello stesso parere di quando, nel 2017, lo accolse a braccia aperte nel suo partito giudicandolo ‘un valore aggiunto per la Calabria e per tutta l’Italia’?”.

Davvero sfortunata, la Giorgia, perché potrebbe incontrare finalmente un giornalista vero con la “domanda giusta”: “Lei nel 2014, nella campagna elettorale per le Europee, azzardò a dire: ‘A Latina possiamo contare obiettivamente su quella che è forse una delle migliori classi dirigenti di Fratelli d’Italia’. Si riferiva a Pasquale Maietta, già deputato e tesoriere di Fratelli d’Italia e indagato per associazione a delinquere e maxi evasione fiscale? Se questa è una delle ‘migliori classi dirigenti di Fratelli d’Italia’, mi può fare obiettivamente qualche nome delle ‘peggiori’?”.

Ma perché prendersela soltanto con questi mediocrissimi politici? I giornalisti come abbiamo detto non sono da meno. Alcuni giorni fa (30 gennaio) Maurizio Belpietro, su La Verità, ci ha regalato in prima pagina un titolo indignato a 9 colonne: Un assaggio di quel che ci attende; INTESA PD-M5S: CASE AGLI ABUSIVI; La regione Lazio guidata da Zingaretti riserverà il 10% degli alloggi popolari a chi occupa edifici senza averne diritto. L’ennesimo premio all’illegalità sulla pelle degli italiani in lista da attesa da anni. E un incentivo a delinquere.

Maurizio Belpietro sa bene che i “camerati” di CasaPound occupano abusivamente dal 2003 (duemilatre) un intero palazzo nel centro di Roma. Lo scorso anno la Corte dei Conti ha calcolato che l’occupazione illegale dello stabile fino ad allora aveva causato un danno alle casse dello Stato di 4 milioni e 500mila euro, che avrebbero dovuto essere risarciti, per omessa disponibilità del bene e mancata riscossione dei canoni, da otto dirigenti dell’Agenzia del Demanio e del Ministero dell’Istruzione, quest’ultimo proprietario dell’immobile. Belpietro potrebbe copiare il suo titolo di mercoledì: “L’ennesimo premio all’illegalità sulla pelle degli italiani in lista da attesa da anni. E un incentivo a delinquere”.

Qual è la “domanda giusta”? “Caro direttore ‘indignato’, nei cinque anni de La Verità e nei precedenti anni di Libero e de Il Giornale, quanti titoli a nove colonne in prima pagina ha dedicato a CasaPound? Il numero, per favore”.

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