Capitoli

  1. Lo Scaffale dei Libri, la nostra rubrica settimanale: diamo i voti da Kyto Aya agli scrittori in fuga vero Canada, Messico, e… Berlino
  2. Un litro di lacrime
  3. Appuntamento con la Lady
  4. The Passenger
Cultura

Lo Scaffale dei Libri, la nostra rubrica settimanale: diamo i voti da Kyto Aya agli scrittori in fuga vero Canada, Messico, e… Berlino

Vita nei boschi. In Canada. In mezzo alla neve e al ghiaccio nel 2019. Nascosta sotto quintali di coperte e di fianco ad una stufa a legna in una piccola capanna. Attorniata da lupi e animali selvaggi. Lontano dalla deriva della società dei consumi e dai ritmi devastanti della vita contemporanea. Gabrielle Filteau-Chiba questa fuga dal mondo ha provato almeno a descriverla nel suo agile romanzetto di nemmeno un centinaio di pagine. Nella tana (Lindau) è una sorta di block notes giornaliero poeticamente descrittivo di stati d’animo e natura circostante, con una piccola postilla finale ogni giorno che riguarda una curiosa lista delle cose da fare e non fare per sopravvivere. Il tono è screziato da cupezza, ironia e malinconia. Le considerazioni in prima persona spaziano dal femminismo radicale, alla difesa di ambiente e radici indigene, fino ad un anticonformismo socio-economico tendente, ma mai realmente, esiziale. Lo stile però rasenta il parossismo della reiterazione che invece di affondare, ravvivando, il colpo in una sorta di maelstrom dello spirito e dell’anima, cuoce a fuoco lento l’unica minestra disponibile di un vago autocompiacimento. Peccato, perché lo sforzo idealistico è encomiabile, le suggestioni spaziali e mentali sanno di autentica radicalità esperienziale. Una lettura curiosa, naif, a suo modo ribelle, sulla lontana, forse meno cosciente, scia di un Henry Thoreau, e cugina minore di Christopher McCandless. Da leggere a lume di candela con cuffia d’alpaca in testa. Voto: 6+