Politica

Prescrizione, Bonafede: “Renzi isolato”. Lui: “Non abbiamo rotto, Pd segue M5s”. I dem: “Bluffa, ha votato contro il giusto processo”

Il ministro della Giustizia torna sul voto della Camera con cui è stata soppressa la proposta di legge di Enrico Costa e durante il quale Italia Viva si è espressa come il centrodestra. Il leader Iv ha ribadito la sua difesa: “Non abbiamo fatto il governo per diventare grillini”

“Prendo atto che Italia Viva si è isolata dalla maggioranza votando insieme a Forza Italia e alle opposizioni”. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, intervistato a Circo Massimo su Radio Capital, è tornato a parlare della soppressione della proposta di legge Costa grazie al voto compatto di Pd, M5s e Leu. Ma non solo, ha anche risposto alle critiche dell’ex premier Matteo Renzi, dicendo che la scelta dei suoi di schierarsi con le destre è una mossa per “isolarsi” da quanto sta facendo il governo al lavoro sul lodo Conte per mediare tra le richieste di Pd e M5s. Il leader Iv ha ribadito la sua difesa, come già detto ieri: “Non abbiamo rotto la maggioranza”, ha scritto su Facebook. “Abbiamo solo difeso lo stato di diritto”. Per i dem ha parlato il responsabile Giustizia Walter Verini: “Renzi bluffa”, ha scritto in una nota. “Italia viva ha votato con Salvini e con la destra per impedire, sostanzialmente, l’avvio della riforma del processo penale che non si limita solamente alla riforma della prescrizione, ma punta a garantire il giusto processo”. Sul punto è intervenuto anche il premier Giuseppe Conte che ha chiesto a Italia viva di “valutare la riforma del processo penale nel merito”. Perché, la “prescrizione è solo una norma in un disegno più ampio“.

Ma anche se Renzi nega che si stia lavorando per la rottura (“No”, il governo non rischia di cadere sulla prescrizione, ha detto in serata a Radio 1), i suoi non escludono che un volta in Aula replicheranno il voto con le destre: “Vedremo”, ha detto la renziana Lucia Annibali che siede in commissione Giustizia. “Noi votiamo nel merito come sempre. Stupisce piuttosto chi cede su principi costituzionali in nome di future alleanze. Noi abbiamo uniti i nostri voti alla destra? Vorrei ricordare che la riforma Bonafede è stata fatta durante il governo gialloverde da M5s e Lega. Noi vogliamo tornare alla riforma Orlando”. Proprio Andrea Orlando, ex ministro della Giustizia e ora vicesegretario Pd, ha replicato su Twitter: “È bello quando il tuo lavoro viene, passato un certo tempo, valorizzato ed addirittura esaltato. Senza alcuna strumentalità, poi. Sì, per certi aspetti è commovente”.

Il voto di ieri in commissione ha dimostrato che l’asse Pd-M5s-Leu è al momento compatto. Il governo sta lavorando sulla riforma dei tempi dei processi e le richieste dei democratici sono state accolte, dopo che lo stop alla prescrizione in seguito alla condanna di primo grado è stato accolto. “Il mio lavoro” è dare ai cittadini una riforma che permetta ai cittadini di avere un processo penale con tempi ragionevoli”, ha detto ancora Bonafede. Proprio una settimana fa c’è stato un vertice sulla giustizia nel corso del quale “sono state raccolte le diverse sensibilità” fino ad arrivare alla proposta di mediazione che prevede, sostanzialmente, di distinguere tra condannati e assolti in primo grado: in caso di condanna si interrompe la prescrizione, se invece l’imputato viene assolto scatta una sospensione lunga (che potrebbe essere di due anni). “Sto lavorando proprio per scrivere questa nuova proposta e portarla all’attenzione della maggioranza”, ha concluso il ministro. “Tutte le forze di maggioranza si sono sbloccate a seguito di questa proposta e abbiamo deciso di andare avanti. E ieri Italia Viva si è isolata rispetto a questo sblocco”. A parte Italia Viva, ha concluso, “vedo una maggioranza che ha deciso di andare avanti, con un Pd molto compatto”.

Renzi, come già aveva minacciato nelle scorse settimane, ha scelto di votare con Fi-Fdi-Lega, ma nega di voler spaccare l’alleanza che sostiene il Conte 2. “Non abbiamo rotto la maggioranza, abbiamo solo difeso lo stato di diritto”, ha scritto oggi su Facebook. “Continueremo a farlo, anche senza il permesso dei populisti: populisti nuovi e populisti vecchi. Abbiamo fatto un governo insieme per mandare a casa Salvini, non per diventare grillini”. Ma ha smentito di voler far cadere l’esecutivo: “Guardiamo i fatti: c’era una legge sulla prescrizione voluta dal Pd e dal ministro Orlando. Poi sono arrivati i populisti gialli-verdi e con i voti leghisti e grillini hanno cambiato la legge eliminando la prescrizione e rendendo i cittadini imputati a vita. Un obbrobrio giuridico. Noi ieri abbiamo votato per ripristinare la legge dei nostri governi, cancellando le misure giustizialiste e populiste. Mi dispiace solo che il Pd abbia scelto di seguire i grillini anche su questo, andando purtroppo a rimorchio dei Cinque Stelle”.

E come ieri, lo scontro si è spostato tra Pd e Italia viva. “Da una parte”, ha detto Verini rivelando un’intesa che al momento funziona con i 5 stelle, “c’è chi, responsabilmente, pensa di dover proseguire sulla strada concordata insieme a tutta la maggioranza per giungere ad un giusto processo che non duri più di cinque o sei anni. Una riforma del processo penale che garantisca una ragionevole durata del processo, modificando la riforma sulla prescrizione entrata in vigore lo scorso primo gennaio. Dall’altra chi continua a piantare bandierine spaventato, forse, da consensi fermi al palo, senza rendersi conto dell’abbraccio con Salvini in tema di giustizia“.