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Scuola e Università, Azzolina e Manfredi giurano da ministri: “Migliorare, non stravolgere”. “Studenti saranno al centro”

Diventa definitiva la divisione del dicastero dell’Istruzione decisa da Giuseppe Conte dopo l’uscita di scena, nei giorni di Natale, dell’ex ministro Lorenzo Fioramonti

Lucia Azzolina (M5S), già sottosegretario, che si occuperà di Scuola. Gaetano Manfredi, rettore dell’Università di Napoli e presidente della Conferenza dei rettori, titolare dell’Università e della Ricerca. I due nuovi ministri del Governo Conte 2, già annunciati durante la conferenza stampa di fine anno del premier, hanno giurato oggi pomeriggio. Il capo dello Stato Sergio Mattarella, già giovedì subito dopo il Consiglio dei ministri, ha firmato il decreto che ha previsto due figure al ‘vecchio’ Miur che occuperanno due diversi piani dello stesso stabile, lo storico palazzo di viale Trastevere. Diventa quindi definitiva la divisione del dicastero dell’Istruzione decisa da Giuseppe Conte dopo l’uscita di scena, nei giorni di Natale, dell’ex ministro Lorenzo Fioramonti.

“Da oggi comincia un lavoro nuovo al Ministero. Cambia il ruolo, aumentano le responsabilità, ma lo spirito è lo stesso: determinazione, ascolto, passione per un mondo che sento mio. E una convinzione: la scuola italiana funziona. Va migliorata, non stravolta. La scuola ha bisogno di cura, semplificazione, rapidità nelle decisioni, visione. E di concretezza”, ha scritto entusiasta la neo-ministra Azzolina subito dopo il giuramento.

E ha stilato le dieci priorità del suo mandato: i quattro bandi per i concorsi per i quali ha assicurato di aver già messo al lavoro gli uffici preposti; le materie delle seconde prove dell’esame di maturità che arriveranno entro fine gennaio, l’avvio “quanto prima del tavolo per il rinnovo del contratto: è urgente”. E ancora Azzolina cita “il nuovo ciclo di formazione degli insegnanti specializzati sul sostegno“, i provvedimenti attuativi del decreto scuola, primi fra tutti il nuovo regolamento per velocizzare la chiamata dei supplenti e quello per la ‘call’ che consentirà a chi vuole subito il ruolo e il contratto a tempo indeterminato di poter andare a insegnare volontariamente anche in un’altra regione diversa dalla propria.

E ancora, l’educazione civica: “alle scuole serve chiarezza. Produrremo le necessarie Linee guida”; il lavoro per velocizzare la spesa in materia di edilizia scolastica; un tavolo sull’innovazione didattica. Per la ministra “tutto il personale dovrà essere valorizzato. Prioritario sarà il tema della formazione: dei dirigenti, dei docenti, ma anche del personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario) sempre troppo poco considerato”. “Ho dato disposizione di avviare subito i processi di sburocratizzazione per semplificare quelle pratiche che rendono difficile la vita quotidiana di dirigenti e segreterie scolastiche – ha concluso, assicurando – mi metterò al servizio della scuola. Ogni giorno. C’è tanto da fare, ma è il lavoro più bello del mondo”.

Quanto a Manfredi, ha detto che la prima cosa che farà sarà “incontrare il Consiglio nazionale degli studenti, sono loro che fanno l’università”. Il giuramento, ha detto il docente, “è una grande emozione, una emozione straordinaria. E poi sento molto la responsabilità nei confronti del mio Paese, per cercare di fare bene”. Ai due neoministri i sindacati della Scuola dell’Università hanno fatto gli auguri di buon lavoro, invitandoli al tempo stesso a impegnarsi non per nuove riforme ma per finanziamenti che servano a farli funzionare meglio. “Sarà importante portare avanti il lavoro impostato negli ultimi mesi, per il quale ringrazio il precedente ministro Lorenzo Fioramonti, dando risposte tempestive alle giuste aspettative del mondo della scuola e dell’Università”, ha scritto il sottosegretario all’Istruzione Peppe De Cristofaro (Leu).