Musica

L’ironia di Brunori Sas a FqMagazine: “Non ho portato ‘Per due che come noi’ a Sanremo per rispetto nei confronti nei miei colleghi, non avrebbero avuto speranze!”

Il cantautore sforna il disco più bello della sua carriera con undici brani ricchi di musica, testi che arrivano dritto al cuore e che raccontano non solo l'amore tra due persone, ma che va a fondo nell'animo umano cercando di capire il senso del nostro posto nell'universo

La vita degli uomini è fatta di amore, relazioni ma anche riflessione spirituale. Brunori Sas sposta il baricentro del suo messaggio musicale a tre anni da “A casa tutto bene” con il nuovo album dal titolo emblematico “Cip!”. Il cantautore si trasforma in un pettirosso, combattente e piccolino, per entrare a fondo nell’animo umano, lungo le undici canzoni inedite, trainate dai singoli “Al di là dell’amore” e soprattutto l’intensa ballad “Per due che come noi”, che entra dritto al cuore e che sicuramente sarebbe arrivata sul podio del Festival di Sanremo 2020, se solo l’artista avesse deciso di partecipare. Un album nato tra la Calabria e Milano, prodotto dallo stesso Brunori Sas con Taketo Gohara e che sfocerà live dal 3 marzo con una sfida importante: la prima volta nei palazzetti italiani.

Perché hai scelto il pettirosso per rappresentare il tuo album?
Il disegno che c’è sul disco l’ha fatto un bravissimo illustratore, Robert Figlia, l’ha dipinto a mano solo per me e ne vado orgoglioso. Questa immagine rappresenta l’essenza del disco. Il pettirosso è un uccellino, che canta in gelidi inverni, mi piaceva l’idea del canto quando fuori c’è freddo. Mi piace anche l’idea di un piccolo animale fiero, non propriamente tenero. Questo è un disco che rispetto al mio passato è dotato di una leggerezza più simile a questo uccellino.

“Per due che come noi” avrebbe sbaragliato a Sanremo 2020, perché non hai partecipato?
Per rispetto ai colleghi, sarebbe stato meglio. Sono una persone sensibile e buona e quindi era inutile andare con un pezzo, quando poi gli altri non avrebbero avuto speranze. Per questo sono rimasto fuori dai giochi (ride, ndr).

Nel brano “Il mondo si divide” sottolinei quanto sia stia sempre in bilico tra la decisione “giusta” e quella più conveniente, la nostra società come si pone?
Ho cercato da una parte di raccontare la difficoltà della scelta etica e della difficoltà di essere buoni rispetto alla facilità del fingersi di essere cattivi. La scelta etica viene messa in discussione alla radice. C’è un interrogativo sul senso e sul significato dell’etica… Non ti so dire cosa sta accadendo oggi nella società, ma quello che vedo, per tanti motivi, è una messa in discussione seria su tutti i principi e valori per cui siamo stati educati e cresciuti. C’è c’è tanto odio espresso perché siamo stati, in passato, obbligati ad amare, invece l’odio che è stato sempre proibito oggi paradossalmente, ci dà una energia in più, come fosse un sentimento più vero e autentico.

Rimanendo sempre in tema di società, gli over 50 criticano il movimento delle sardine e Greta Thunberg. Perché?
Sicuramente l’impostazione che non piace agli Over è più estetica che di etica di questa cosa, perché sembra frivola. È un duro scontro di visione con la vecchia guardia perché ha una visione romantica del concetto di serietà, quindi certe cose non vanno dette in maniera frivola e giocosa col sorriso con le labbra, anche se Greta è un personaggio serio. Quello che viene criticato è il mondo che si è creato attorno a questi personaggi e la comunicazione social, ossia una comunicazione rapida e apparentemente priva di approfondimento. Lì, secondo me, ci dobbiamo interrogare su ciò che è utile tra l’etica dei principi e quella dei fatti.

Hai condotto nel 2018 “Brunori Sa” su Rai Tre. Ripeteresti quell’esperienza?
Ho imparato una certa dose di umiltà nel giudicare chi fa tv perché è difficile fare la buona tv e che sia ritmata. È uno strumento complesso. C’è stata una grande fatica nel fare una sintesi e io nel timore di fare poco, ho messo forse tanta carne al fuoco. A posteriori qualcosa è stato cucinato bene, altre cose meno. Mi piacerebbe ripetere questa esperienza, ma confrontarmi con mondi altri. Ho avuto l’impressione di raccontare troppo il mio mondo, forse la tv funziona di più se ti incontri e ti scontri con qualcosa che sia lontano da te.

Brunori Sas Tour 2020 abbandona i teatri per i palazzetti. È una sfida che ti sei posto?
Il tour nei teatri e nei club ha funzionato, sentivamo l’esigenza del teatro-canzone e ha funzionato. Mi è piaciuto molto chiacchiere per il pubblico anche per affrontare certa mia timidezza. Questo è per certi versi un disco più spudorato e quindi necessitava di una nuova dimensione Live.