Scuola

Istituti paritari in crisi: cento in meno ogni anno. “Resistono i più costosi, ma così diventa una scuola di ricchi per ricchi”

L’emorragia maggiore si verifica nelle scuole dell’infanzia, specialmente in periferia e nel Centro e nel Sud d'Italia. Suor Anna, direttrice di una scuola cattolica: "Le famiglie non ce la fanno più a pagare le tasse e la retta e scelgono di non iscrivere i figli agli istituti privati"

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la chiusura della storica scuola milanese cattolica paritaria Vittoria Colonna: ogni anno chiudono un centinaio di istituti con oltre 12mila iscritti in meno, poi dirottati per la maggior parte verso la scuola statale. I dati parlano chiaro: nell’anno scolastico 2017/2018, le scuole paritarie erano 12.662 e gli alunni 879.158 mentre nell’anno 2018/2019 le scuole paritarie sono diminuite a 12.564, per un totale di 866.805 alunni costretti a cambiare istituto.

L’emorragia maggiore si verifica nelle scuole dell’infanzia: nel 2018/2019 erano 524.031 i bambini frequentanti 8.957 scuole, mentre l’anno precedenti erano ben 541.447 distribuiti in 9.066 istituti paritari. Le ragioni di questa crisi le conosce bene suor Anna Monia Alfieri, che gestisce una scuola paritaria cattolica ed è esperta di politiche scolastiche: “Le famiglie non ce la fanno più a pagare le tasse e la retta e scelgono di non iscrivere i figli alle scuole paritarie. Gli istituti che negli anni hanno sostituito lo Stato con la libertà di scelta educativa avevano rette che andavano da 2.500 a 3.800 euro e si sono indebitate. Ora le stesse congregazioni non riescono più a sostenere l’indebitamento e sono costrette a chiudere”. E’ il caso dell’istituto Vittorio Colonna, che con un comunicato stampa pubblicato sul sito della scuola ha fatto sapere alle famiglie che al termine di quest’anno scolastico concluderà le attività: “La Provincia d’Italia delle Figlie del Cuore di Maria – cita il comunicato firmato dalla Superiora provinciale Beatrice Mukakabera – che nel tempo e anche nel recente passato non ha lesinato i suoi sforzi, colmando anno dopo anno questo deficit, e ciò anche con la vendita di beni del patrimonio, ora non dispone più di mezzi umani e materiali adeguati per sostenere l’Opera Istituto Vittoria Colonna e per far fronte alle perdite significative che ogni anno si registrano”.

A chiudere sono soprattutto le scuole di periferia e del Centro Sud d’Italia. “Le scuole – precisa suor Anna Monia Alfieri – che hanno le rette dagli 8mila euro in su non hanno nessuna crisi e continuano ad esistere ma sono le scuole dei ricchi per i ricchi. Se rapidamente non si mette mano per garantire la libertà di scelta educativa avremo un’Italia con un sistema scolastico dinastico. Stiamo perdendo un patrimonio. La scuola pubblica non ce la fa ad assorbire gli studenti delle paritarie che chiudono: ad esempio, con la chiusura della Vittoria Colonna non vi sono né paritarie vicine né scuole statali che hanno posto. Che fanno le classi pollaio? Si rivolgeranno a questo punto ad alcune scuole paritarie laiche. Se questi 300 alunni della Vittoria Colonna andranno tutti nella scuola statale aumenteranno i costi dello Stato, chiaramente. Questa non è una battaglia per i ricchi perché loro le scuole se le possono scegliere. Le 300 scuole paritarie che sono state chiuse negli ultimi anni sono quelle che avevano rette di 2.500, 3mila euro. Adesso dobbiamo cercare di salvare quelle che hanno una retta tra i 3mila e i 4mila euro”.