Cultura

“Sola lì rimase Speranza”, al MACRO di Roma il progetto artistico di Roberta Maola che “chiama all’azione” anche chi osserva

L'appuntamento è per il 21 e il 22 dicembre nella Black Room del Macro-Museo d’Arte Contemporanea. L'artista: "I visitatori non saranno passivi ma parteciperanno attivamente. Chiederò loro cos'è la speranza". Beatriz Leal Riesco: "Il percorso artistico di Roberta Maola, fino ad oggi caratterizzato da disegni iperrealisti a matita su carta, realizzati con impressionante maestria e minuziosità, compie con questo progetto un passo in avanti, dimostrando la sincronia dell'artista con il suo tempo"

“Non una mostra, ma un’opera partecipata“, durante la quale gli osservatori sono coinvolti in prima persona nella creazione. Roberta Maola racconta così il suo ultimo progetto artistico “Sola lì rimase Speranza”, in programma il 21 e il 22 dicembre nella Black Room del Macro-Museo d’Arte Contemporanea di Roma. “Dopo due mostre personali”, racconta l’artista a ilfattoquotidiano.it, “ho pensato di realizzare qualcosa di nuovo in grado di rendere i visitatori partecipanti attivi e non semplici osservatori. Di guardare e poi trasformare in pensiero le loro sensazioni. Per questo sabato dopo aver mostrato un mio disegno a matita chiederò cos’è per loro la speranza. E’ la stessa domanda che mi sono fatta prima di prendere carta e matite. Risposta che le persone potranno scrivere su un foglio e riporlo in una teca, anche questa una mia particolare installazione. Alla fine aprirò la teca e le riposte verranno distribuite”. Speranza è la parola chiave del progetto di Roberta Maola: “Per me la speranza è empatia“. La citazione scelta per introdurre il percorso, non a caso, è del poeta greco Esiodo: “Ma la donna di sua mano sollevò il grande coperchio dell’orcio e tutto disperse, procurando agli uomini sciagure luttuose. Sola lì rimase Speranza”. Dove “il coperchio dell’orcio” è il vaso di Pandora che, secondo la mitologia greca conteneva tutti i mali del mondo.

Il testo critico è stato scritto dalla curatrice spagnola Beatriz Leal Riesco, famosa tra le altre cose per aver curato l’African Film Festival di New York: “Le opere proposte dall’artista”, si legge, “saranno gli strumenti attraverso i quali il pubblico interagirà costruendo a propria volta un’opera partecipata, simbolo di un dono che ognuno di noi può fare agli altri: il regalo autentico della collaborazione, dell’impegno e della solidarietà. Il percorso artistico di Roberta Maola, fino ad oggi caratterizzato da disegni iperrealisti a matita su carta, realizzati con impressionante maestria e minuziosità, compie con questo progetto un passo in avanti, dimostrando la sincronia dell’artista con il suo tempo e collocandola al centro, affinché in futuro possa occupare differenti spazi di riflessione“. Beatriz Leal Riesco affronta anche l’importanza del coinvolgere gli spettatori nel processo artistico: “Di fronte alla lettura veloce e acritica dell’informazione delle reti social e delle piattaforme di consumo audiovisivo, concepite per addomesticarci e condurci a un binge-watching sterile ed infinito, questa installazione ci obbliga innanzitutto a una riflessione attenta, seguita poi da una chiamata all’azione. Ci troviamo davanti a un coraggioso gesto, trasformatore della pulsione visiva in pensiero. Un pensiero che diventa testo per trasformarsi, in ultimo, in una voce collettiva ma non per questo priva d’identità”.

Roberta Maola, dopo un diploma artistico, una laurea in psicologia e una carriera interrotta nelle risorse umane per seguire la sua passione artistica, si è avvicinata al mondo del Macro Asilo di Giorgio de Finis che ha trasformato un intero museo in un vero e proprio “organismo vivente“. Che permette a più discipline di entrare in contatto con loro e “invita all’incontro e alla collaborazione persone e saperi in una logica di costante apertura e partecipazione della città e del pubblico. Per questo l’ingresso è sempre libero a tutti”. E conclude Maola: “Il museo”, in questo modo, “non è visto più come un luogo di passaggio, ma uno spazio in cui le persone posso sostare senza avere fretta“.

Nel corso del weekend professionisti di diversi settori, come psicologi, artisti e scrittori, si alterneranno in più incontri. Tra questi parteciperanno Tomaso Binga, Lelio Bizzarri, Laura Cianca, Stefano Crispino, Giulia Del Papa, Roberto Gramiccia, Michela Lardieri, Paola Romoli Venturi e Silvia Stucky. Il progetto artistico “Sola lì rimase Speranza” è realizzato con il patrocinio dalle associazioni culturali Hidalgo, Officina d’arte, Aspic Psicologia e SIPAP-Società Italiana Psicologi Area Professionale.

Sabato 21 ore 17-22
ore 17,00 Accoglienza;
ore 18,00 Lettura di Laura Cianca a seguire interventi di Stefano Crispino, Roberto Gramiccia e Roberta Maola;
ore 19,00 Performance di Tomaso Binga.

Domenica 22 ore 10-13 e 15-20
ore 10,00 Accoglienza;
ore 11,00 Laboratorio espressivo “Il peso specifico delle parole” condotto da Lelio Bizzarri;
ore 15,00 #AUTORITRATTO in Sala Cinema;
ore 17,00 Lettura di Michela Lardieri a seguire “Risposta Performativa” di Paola Romoli Venturi;
Performance “Equilibri” di Silvia Stucky;

Lettura di Michela Lardieri a seguire il pubblico sarà invitato a partecipare, assumendo un ruolo attivo, all’azione performativa collettiva “Il sentimento esposto” di e con Roberta Maola.