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Alitalia, Fassina: “Grave e inaccettabile che decreto sia stato infilato nella legge di Bilancio”. E ribadisce critiche sul fondo salva-Stati

Il decreto legge su Alitalia? Trovo grave e inaccettabile che sia stato inserito nel maxi-emendamento al disegno di legge di Bilancio in corso di approvazione al Senato. In questo modo, il decreto Alitalia non potrà essere discusso né al Senato, né alla Camera. Per la prima volta nella storia della Repubblica parlamentare, avremo un decreto che diventa legge senza poter essere esaminato dai due rami del Parlamento“. Sono le parole del deputato di LeU, Stefano Fassina, intervistato da Lanfranco Palazzolo per Radio Radicale.

Il parlamentare critica duramente anche il ritardo con cui dal Senato uscirà il testo della legge di Bilancio: “Come l’anno scorso, anche quest’anno sarà impedita la realizzazione di una lettura con modifiche della legge di Bilancio. Per quanto mi riguarda, è grave che questo si ripeta per il secondo anno di seguito. Il presidente Conte ha detto che dal prossimo anno si seguirà un programma di legislatura? Trovo che sia assolutamente necessaria questa iniziativa del presidente del Consiglio, al fine di chiarire come andare avanti, perché certamente non si può andare avanti così. E’ indubbio fino a oggi si è andati avanti sostanzialmente sulla base delle emergenze, a cominciare dalla legge di Bilancio. Poi c’è stata la vicenda Ilva e ora il caso Alitalia. Si sono, insomma, susseguite emergenze che hanno messo in evidenza tutte le debolezze di una coalizione di governo che è nata all’improvviso“.

Fassina, infine, ribadisce le sue perplessità sul trattato di revisione del Mes, invitando tutti a non valutarlo sulla base di schematismi partitici: “Se continuiamo a ragionare tra sovranisti ed europeisti puri, tra responsabili e irresponsabili, tra ‘terroristi’ e salvatori del nostro rapporto con la Ue, non andiamo da nessuna parte. Bisogna entrare nel merito. Il testo revisionato del Mes aggrava i rischi del default del debito pubblico italiano e della conseguente ristrutturazione. Non che prima non ci fossero, ma le regole che vengono definite portano a una sorta di circolo vizioso che, a sua volta, rischia di auto-avverarsi – chiosa – Per quanto mi riguarda, è un testo che non può essere sottoscritto. Ci sono anche problemi che riguardano il contesto, perché quelle norme si inseriscono in un quadro di stagnazione, di pressione da parte della Germania per l’aumento dei tassi di interesse e di una discussione sull’unione bancaria, che vede ancora una volta la Germania protagonista di un’offensiva per far pesare i titoli di Stato nei bilanci delle banche. Credo, quindi, che la maggioranza, in tutte le sue componenti, debba stare al merito del trattato e non prestarsi ai giochi politici della Meloni (che ieri ha invitato il M5s a non votare il trattato sul Mes, ndr), né alle strumentalizzazioni e al terrorismo fatto nell’invocazione dei mercati”.