Politica

Renzi, Sisto: “Difende Berlusconi? Fa il garantista perché gli servono voti. Non è credibile, né affidabile. È il mercante fiorentino della politica”

Renzi difende Berlusconi contro i magistrati di Firenze che indagano Berlusconi sulle stragi di mafia? Ora fa il garantista perché gli servono voti, non ha un briciolo di credibilità. E’ il mercante fiorentino della politica“. Sono le parole del deputato di Forza Italia, Francesco Paolo Sisto, intervistato nella trasmissione “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus.
“Io sono abituato a ragionare in termini di metodo come i medici – spiega – Applico l’anamnesi, la diagnosi, la prognosi e la terapia. Parlare di Renzi in questo senso è assolutamente impossibile. E’ come un sintomo che poi manifesta una malattia completamente diversa e che si cerca di curare con un farmaco che non c’entra niente. Renzi è colui che ha provocato questo assurdo governo tra il M5s e la sinistra con punto esclamativo e punto interrogativo. E poi viene a fare il garantista a casa nostra. E’, insomma, una brutta copia di Berlusconi assolutamente non credibile, perché magari domani, se gli serve una nomina o una carica in più, dirà esattamente il contrario”.

E aggiunge: “Siamo di fronte a una parodia della serietà in politica, perché il garantismo esige cultura, competenza e soprattutto coerenza. Qui l’unico partito veramente garantista è sempre stato storicamente Forza Italia. Ora Renzi è in zona Cesarini e per accreditarsi un appeal elettorale, dopo aver spaccato il Pd e aver massacrato Zingaretti, si mette a fare il garantista. E‘ come in un omicidio, per cui il movente è del tutto indifferente. Così è anche per Renzi: il suo movente non mi interessa, perché può essere variabile. Io prendo atto che lui si fa beffa del garantismo, perché aderisce a questa idea del garantismo per interessi personali, quali sono sempre stati alla radice delle sue scelte”.

Sisto rincara: “Renzi è il mercante fiorentino della politica di notevole spessore e anche di notevole ingegno, ma l’ingegno mercantile non sempre corrisponde agli interessi del Paese. Io ho vissuto il periodo nazarenico e quella fu una esperienza che avrebbe meritato di più, perché convergere sulle riforme per poi farle insieme era una bella operazione nell’interesse del Paese. E’ saltata perché Renzi è obiettivamente inaffidabile. Sulla inaffidabilità non si costruisce niente. E’ come pensare di costruire una cattedrale sulla sabbia – continua – Italia Viva? Io non penso che il mercante voglia scegliersi il cliente, qualsiasi cliente gli va bene per gli acquisti. Italia viva mi ricorda più “Viva l’Italia” di De Gregori piuttosto che Forza Italia, da cui il partito di Renzi è lontano anni luce. Renzi non ha nessun punto di contatto con Forza Italia, se non il tentativo di essere simpatico come Berlusconi, cosa che è impossibile“.

Il giurista sottolinea: “Renzi ha creato questa spaccatura interna al Pd solo per sparigliare le carte e per riprovare a riprendersi una scena, che aveva irrimediabilmente perso dopo il flop seguito al tentativo di sopraffazione costituzionale, che è stato il referendum del 2016. E’ un problema tutto interno alla sinistra. Non ho assolutamente la sensazione, ma anche dal punto di vista plastico, che in Forza Italia ci possa essere qualcuno interessato a questo abbraccio mortale con Renzi. Mi sembra più un trampolino di sopravvivenza che un progetto politico”.

Commento finale sulla riforma della giustizia: “Devo turarmi il naso perché è veramente difficile parlare di riforma della giustizia in questa ritrovata unione contro natura tra Orlando e Bonafede. Siamo alle soglie di un giustizialismo senza pari, perché siamo di fronte a una norma clamorosamente e dolosamente incostituzionale. Non so cosa altro ci aspetti. Ho pensato al taglio delle mani per i ladri e alla ghigliottina. Il processo penale è nato per evitare che qualcuno sia ingiustamente dichiarato colpevole e per punire solo i colpevoli. Noi faremo di tutto per opporci e per evitare questa riforma. Ci stenderemo a terra come facevano le donne negli anni ’70 nelle manifestazioni di strada“.