Politica

Tabacci spacca +Europa: “Emma Bonino ha scelto l’opposizione a Conte con i nemici dell’Ue. Un incomprensibile suicidio”

Il presidente di Centro democratico toglie il simbolo che ha permesso all'ex ministra di correre alle scorse elezioni. E la attacca per aver deciso di non sostenere il governo Pd-M5s

Bruno Tabacci spacca +Europa e toglie il simbolo di Centro democratico dal progetto che ha permesso a Emma Bonino di presentarsi alle scorse elezioni senza raccogliere le 25mila firme necessarie. La ragione del divorzio improvviso? L’ex ministra ha deciso di votare contro il governo Conte 2. “Un incomprensibile suicidio”, ha detto Tabacci in un’intervista al Corriere della sera. “Sinceramente non ho ancora capito perché Emma, che rispetto e ho sempre ammirato per le sue battaglie, ha voluto distruggere +Europa”. Proprio sul sostegno alla formazione giallorossa, il partito si è diviso: i tre deputati alla Camera (Magi, Fusacchia e lo stesso Tabacci) hanno votato a favore. Mentre la senatrice Emma Bonino si è espressa contro. “Tre di noi hanno votato sì all’esecutivo Conte, solo Emma si è dissociata”, ha continuato. “Ho messo a disposizione di +Europa il nostro simbolo per consentire alla lista di esistere, perché per loro raccogliere le firme per presentarsi alle elezioni del 2018 e con la legge attuale sarebbe stato impossibile. Ora quel simbolo lo tolgo“, una decisione irrevocabile perché “non voglio che venga accostato ad un partito che nel momento in cui ci sarebbe solo da festeggiare perché Salvini si è messo fuorigioco e l’Italia ritorna in Europa da protagonista, anziché dire “avevamo ragione” decide di mettersi all’opposizione dove ci sono solo i nemici dichiarati dell’Europa: Meloni, Salvini e una Fi allo sbando”.

Secondo Tabacci, la Bonino e i suoi guarderebbero al progetto dell’ex Pd Carlo Calenda: “Probabilmente tra la disponibilità a stare davvero insieme e ibridarsi e il richiamo al ritorno ai Radicali ha prevalso quest’ultimo. Solo che di Pannella ce n’è stato uno solo. Ma oggi vedo un loro disperato tentativo di abbraccio a Carlo Calenda. Se andare all’opposizione non fosse stata una scelta suicida, ora non si sentirebbe l’esigenza di aggrapparsi a un bravo ex ministro che sulla politica però, diciamo, zoppica non poco”. Ma ora che è avvenuto lo strappo, Tabacci e Centro democratico dove pensano di approdare? In Italia viva di Matteo Renzi? “La sua è un’operazione ancora difficilmente leggibile. Ascolteremo cosa dirà alla Leopolda, per ora ho visto solo gruppi parlamentari e un’operazione molto di palazzo, ma se si tratta di un partito personale non posso essere interessato: le leadership plurali hanno radici più profonde e sguardi più lunghi. Al momento comprendo più Zingaretti quando dice che non ha capito Renzi”. Allora li attira di più il Partito democratico? “Il Pd che si appresta a ritrovare i compagni di ieri, che recupera la Boldrini ma si sposta a sinistra – conclude – ha bisogno anche del centro se non vuole dare l’immagine di un remake. Ma non abbiamo fretta, non inseguiamo nessuno”.

Quindi, in mattinata è arrivata la nota ufficiale del Consiglio Nazionale di Centro Democratico. “Spiace”, si legge, “che il gruppo dirigente di +Europa e la senatrice Emma Bonino si siano collocati all’opposizione di un governo che tutta l’Europa ha dimostrato di apprezzare e che ha indicato come commissario europeo per l’Italia una figura di grande autorevolezza come Paolo Gentiloni“. Una posizione definita “tanto politicamente assurda quanto inspiegabile”: “Questa lacerazione politica fa venir meno il ruolo di Centro Democratico come soggetto fondatore di Più Europa e portatore del simbolo”. E si conclude: “Il Consiglio Nazionale di Centro Democratico pertanto accoglie e sostiene la decisione del suo presidente Bruno Tabacci di dimettersi dalla presidenza di Più Europa, unitamente ai propri rappresentanti nella segreteria nazionale (2), nella direzione nazionale (9) e nell’assemblea nazionale di Più Europa (30)”. Centro Democratico “continuerà la propria azione politica e parlamentare coerentemente nell’area del centrosinistra e a sostegno del governo attuale”.

Infine è stata diffusa la lista dei dirigenti nazionali che si sono dimessi da +Europa “in disaccordo con la scelta di Emma Bonino di collocare Più Europa all’opposizione”. Dalla Segreteria nazionale di Più Europa: Margherita Rebuffoni e Carlo Romano. Dalla Direzione Nazionale di Più Europa: Roberto Capelli, Giovanni D’Avenia, Marina Del Zompo, Diego Masi, Margherita Rebuffoni, Carlo Romano, Angelo Sanza, Bruno Tabacci, Valentina Prodon. Dall’Assemblea Nazionale di Più Europa: Francesco Attaguile, Antonello Barbieri, Anna Maria Busia, Roberto Capelli, Gianfranco Chelini, Martina Cito, Isabella Conte, Luigi Corbani, Giovanni D’Avenia, Marina Del Zompo, Antonella Dragotto, Matteo Forin, Fulvio Giacomassi, Piermatteo Grieco, Maria Grazia Guida, Diego Masi, Massimo Molinari, Giuseppina Piccirillo, Santo Primavera, Valentina Prodon, Margherita Rebuffoni, Giuseppe Riccio, Andrea Salvati, Angelo Sanza, Luigi Scaglione, Gilberto Sogliani, Bruno Tabacci, Elena Torri, Mariangela Volpato.