Scuola

Roma, non ci sono sedie e banchi: alunni a lezione nei laboratori. Monreale, mancano bidelli: un istituto resta chiuso

C’è chi è senza sedie e banchi e chi si ritrova senza collaboratori scolastici al punto da non poter aprire la scuola. Due storie, due casi registrati in due angoli diversi del Paese: a Roma e a Monreale, in Sicilia. All’istituto comprensivo “Uruguay” manca l’arredo scolastico per tre classi: due prime della secondaria di primo grado e una prima elementare. Insomma, l’aula c’è ma mancano i banchi e le sedie. La richiesta del materiale è stata fatta come sempre a giugno ma non è ancora arrivato nulla e così la preside Angela Minerva ha dovuto inventarsi una soluzione: i ragazzi fanno lezione nei laboratori anziché nelle loro classi. Una “pezza” che non soddisfa nessuno visto che in questo modo i laboratori diventano inutilizzabili dalle altre classi. “Stiamo affrontando un’emergenza – spiega la capo d’istituto – senza avere ancora in mano soluzioni certe. Stiamo parlando di 60-65 ragazzi che dall’inizio della scuola non abbiamo potuto accogliere nelle loro aule. Per due classi abbiamo optato per l’uso dei laboratori di arte e di informatica mentre per la terza classe abbiamo recuperato del materiale in disuso, vecchio e l’abbiamo rimesso in aula”. Una soluzione che non piace nemmeno alla dirigente: “Si sono creati degli inevitabili disagi: nel laboratorio d’arte non c’è il personal computer e non c’è nemmeno la lavagna multimediale. Inoltre a causa di questo spostamento i laboratori non sono utilizzabili dalle altre classi”. Eppure la preside a giugno aveva fatto richiesta del materiale: “Avevo risposto alla richiesta di fabbisogno del Municipio III. Ci dev’essere più rispetto – precisa Minerva – dei tempi d’avvio dell’anno scolastico. Da che mondo e mondo si sa che la scuola apre il 16 giugno e per quella data dev’essere tutto pronto”.

Ad Aquino, frazione di Monreale, invece, stamattina la scuola non è stata proprio aperta. Mamme, papà, bambini ma anche insegnanti hanno trovato i cancelli sbarrati a causa dell’assenza dei collaboratori scolastici. Tutti a casa in malattia e la scuola si è bloccata. I “bidelli” che avrebbero dovuto presentarsi presso i locali della scuola alle 7,30 per predisporre gli spazi per la mattinata in realtà hanno comunicato alla sede centrale della scuola di dover prendere dei giorni di malattia. Difficile a quell’ora per la segreteria trovare una soluzione immediata tant’è che per ore hanno cercato un supplente facendo scorrere la graduatoria ma solo a mezzogiorno ne hanno trovati due. “Nel frattempo – spiega la preside reggente Concetta Giannino – un bidello in servizio in un’altra scuola è stato mandato con i mezzi propri ad Aquino per acconsentire ad insegnanti e bambini di entrare e iniziare, seppur in ritardo, le lezioni. La concomitanza della malattia e la carenza di personale ci hanno messo in crisi”. Dall’altro canto al plesso sono assegnati solo tre collaboratori, un numero esiguo a dispetto delle numerosissime richieste fatte dalla scuola all’ufficio scolastico regionale.