Politica

Salvini chiama la piazza contro il Conte 2: “Manifestazione il 19 ottobre. Vediamo se M5s chiederà ai suoi militanti dell’inciucio col Pd”

Il leader della Lega, nella consueta diretta Facebook, annuncia quella che chiama "la giornata dell’orgoglio" contro il nuovo esecutivo giallorosso. Un governo che "è nato a Bruxelles" con un premier che "si legge Conte, si scrive Monti". Poi attacca Mattarella: "Anche lui viene dal Pd". E in vista delle possibili alleanze Pd-M5s alle regionali dice: "Noi siamo coerenti, non abbiamo i culi disponibili per tutte le poltrone del mondo". Domani non parteciperà alle consultazioni con Conte

Pontida il 14-15 settembre, i gazebo il 21 e 22 settembre, ma soprattutto una mobilitazione nazionale il 19 ottobre. Anche se solo tre giorni fa aveva detto che non avrebbe fatto appello alla piazza. Matteo Salvini, nella ormai consueta diretta Facebook, organizza la road map del dissenso al Conte 2, chiamando a raccolta i militanti della Lega. “Segnatevelo, sarà la giornata dell’orgoglio” dice durante uno streaming in cui attacca anche il Capo dello Stato Sergio Mattarella e il premier incaricato, accusandolo di essere “l’avvocato dei poteri forti”: “Conte è il primo iscritto al Partito Democratico. Ora ci si trova ad avere il Presidente della Repubblica che arriva dal Partito Democratico, il Presidente del Consiglio che ha ammesso di aver votato Partito Democratico e magari avranno anche il vicepresidente. Si legge Conte, si scrive Monti“. Sottolinea che “siamo ancora in tempo per andare a votare, la sovranità appartiene al popolo” e, per rompere il nuovo esecutivo, si appella ancora una volta al voto sulla piattaforma Rousseau che dovrà sancire l’ok della base al Conte 2 prima del suo insediamento. “Vediamo – dice – se M5s chiederà ai suoi militanti dell’inciucio col Pd“. E secondo quanto si apprende da fonti di agenzia, il leader della Lega non guiderà la delegazione domani alle consultazioni con il premier incaricato Giuseppe Conte. Alle 10.30 quindi ci saranno solo i due capigruppo di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo.

Chiama ancora una volta quello che si sta delineando “giochino di palazzo” e “governo delle poltrone“, che “è minoranza non solo in Italia ma anche nel parlamento. Non è ancora nato e già è fondato sull’odio per Salvini“. E, alla luce delle dichiarazioni del Commissario al bilancio Ue uscente Oettinger, insiste sul complotto che dall’Europa ha reso possibile la nascita dell’esecutivo giallorosso. “Ieri l’ho detto educatamente al Presidente della Repubblica, il governo è nato a tavolino da Bruxelles. Oggi, guarda caso, parla l’ex commissario tedesco al bilancio Oettinger, che ha sempre battagliato contro l’Italia, e dice che Bruxelles è pronta a fare qualsiasi cosa per il nuovo governo e a ricompensarlo. È di una gravità incredibile. Cosa è stato promesso? Cosa è stato svenduto? Questo governo non nasce in Italia, ma a Bruxelles per far fuori quel rompipalle di Salvini e il primo partito in Italia. L’Unione europea oggi getta la maschera”.

Quella del 19 ottobre però non suona soltanto come una manifestazione contro il Conte bis, ma come una tappa della campagna elettorale in vista delle regionali in Umbria, Calabria ed Emilia-Romagna e delle possibili coalizioni che si delineano. “Vedo che addirittura il governatore Bonaccini ha chiesto al M5S di allearsi in vista delle prossime regionali in Emilia Romagna. Rispondo dicendo che il diritto di voto esiste e che il 27 ottobre si voterà in Umbria e poi anche nelle altre regioni. Noi manteniamo la nostra coerenza“, sottolinea, aggiungendo: “Abbiamo detto ieri ‘mai col Pd’ e lo diremo anche in futuro. Non abbiamo i culi disponibili per tutte le poltrone del mondo”. Non mancano neanche gli sfottò a Conte, che – prosegue nella diretta Facebook – parla di un nuovo umanesimo, manca che risolva il problema della pace nel mondo e della ricrescita dei capelli per chi li sta perdendo, così nel programma c’è tutto” e gli attacchi frontali al Pd: “Vi dico che io non mollo, ve lo dico dopo qualche minuto di rabbia, non per il mio destino personale, rabbia perché è in corso un furto della democrazia“. Chi è “stato sconfitto a tutte le elezioni sta cercando di rientrare dalla finestra. Unico collante – insiste ancora – sono le poltrone“.