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Usa, Trump incontra i perseguitati religiosi e fa una gaffe dopo l’altra. E a Nadia Murad: “Perché le hanno dato il Nobel? È incredibile”

Ennesima gaffe di Donald Trump, questa volta nello studio Ovale e con un premio Nobel per la pace, quello che sogna anche lui di poter avere un giorno.
“E per quale ragione ti hanno dato il Nobel?“, ha chiesto il presidente a Nadia Murad, ventiseienne attivista yazida per i diritti umani, insignita nel 2018 del premio Nobel per la pace (insieme al medico e attivista congolese Denis Mukwege) per aver denunciato le violenze inflitte dai miliziani dell’Isis a lei e a centinaia di altre donne yazide.  C’è stato un momento di imbarazzo generale e qualche secondo di silenzio tra i sopravvissuti di diverse persecuzioni religiose, invitati alla Casa Bianca a margine di un incontro al dipartimento di stato. Anche perchè la giovane aveva appena finito di raccontare quel terribile giorno in cui le milizie dell’Isis, arrivate nel villaggio di Kocho, nel Sinjar, Iraq del nord, distrussero in poche ore il mondo che fino ad allora aveva conosciuto. “Hanno ucciso mia madre e sei dei miei fratelli”, aveva detto l’attivista. “Dove sono loro adesso?“, l’aveva interrotta Trump. “Li hanno uccisi, sono in una fossa comune a Sinjar ed io sto ancora combattendo per vivere sicura”, aveva ripetuta incredula Murad, chiedendo al tycoon di fare qualcosa per far tornare mezzo milione di Yazidi, minoranza etno-religiosa irachena, fuggiti nel 2014 in Germania per evitare di essere massacrati dai miliziani del Califfato islamico. Poi è arrivata la domanda imbarazzante.  “E quindi hai vinto il premio Nobel? È incredibile. Te l’hanno dato per quale ragione? Forse puoi spiegarlo”, ha chiesto Trump gelando i presenti. “Per quale ragione? Per questo, per tutto ciò che mi è capitato. Ho denunciato al mondo che l’Isis aveva stuprato migliaia di donne Yazide. Quella fu la prima volta che una donna dell’Iraq usciva allo scoperto e parlava di quello che era successo”. “Oh, davvero?”, ha commentato il presidente, lasciando tutti sconcertati