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Tav, al via i bandi per i lavori del tunnel in Italia. Salvini: “No a versione leggera”. Di Maio: “E’ regalo alla Francia”

"L'avis de marchés", l’invito a presentare candidatura relativi agli interventi, è diviso in due lotti, uno per i lavori di costruzione e uno per la valorizzazione dei materiali di scavo. L'azienda conferma l’impegno a verificare le volontà dei due governi al termine della selezione delle candidature, prima di procedere all’invio dei capitolati di gara alle imprese. Salvini contro l'ipotesi di Tav leggera. Di Maio: "Non ci abbiamo mai pensato"

Mentre continuano le tensioni sull’Alta Velocità Torino-Lione dentro il governo, il consiglio di amministrazione di Telt ha dato il via ibera alla pubblicazione dei bandi per i lavori del tunnel in Italia. Una “giornata storica”, secondo il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio che, al termine del consiglio d’amministrazione riunitosi a Parigi, ha anche ribadito: “Il cofinanziamento dell’Unione europea sale al 55% per la parte internazionale. Ottenuto il finanziamento al 50% anche per la tratta nazionale da Bussoleno al nodo di Torino”. Proprio i maggiori investimenti da parte di Bruxelles erano stati smentiti da Parigi a fine marzo e mai confermati dall’Unione europea. Oggi, il governatore ha invece dato garanzia che ci sarà l’aumento dei fondi. Alla riunione era presente anche la coordinatrice del Corridoio Mediterraneo, Iveta Radicova. Proprio la Radicova ha invitato Italia e Francia “a portare avanti il progetto secondo gli accordi, con l’obiettivo di dare un contributo a superare le sfide ambientali comuni”.

Lo scontro rimane dentro l’esecutivo. Il primo a parlare oggi è stato Salvini, che ha respinto l’apertura della viceministra M5s Castelli per una linea leggera. “La Tav ‘leggera’? Un treno passa sotto la montagna o no. Tertium non datur. A me piacciono i treni che corrono. C’è un progetto in itinere, spero che la lezione di ieri delle Olimpiadi sia servita “. Di Maio ha respinto ogni compromesso: “Sul Tav sono più di 20 anni che sentiamo discuterne. Era urgente già negli anni 90! Con un piano che, secondo gli accordi presi da chi ci ha preceduto, è un grandissimo regalo ai francesi. Se permettete, io penso prima al mio Paese e alla mia gente e ho fiducia nel fatto che il presidente Conte trovi una soluzione. Non abbiamo mai pensato ad un progetto di ‘Tav leggera’. Parliamo piuttosto di cose serie”. E tra i primi commenti su Facebook c’è quello di Alessandro Di Battista: “Sono d’accordo al 100 per cento”, ha scritto. L’ex deputato pentastellato negli ultimi giorni, dopo la pubblicazione del suo libro “Politicamente scorretto”, si è scontrato a distanza con il capo politico 5 stelle proprio sulla linea e sulle posizioni da tenere su alcuni dei dossier più importanti.

L’avvio della procedura per il lotto italiano del tunnel di base segna il completamento del percorso degli affidamenti dei lavori per la realizzazione dei 57,5 km del tunnel di base. L’importo stimato complessivo per l’affidamento dei lavori del tunnel di base della Torino-Lione, lato Italia, è di circa un miliardo di euro. “L’avis de marchés”, l’invito a presentare candidatura relativi agli interventi, è diviso in due lotti, uno per i lavori di costruzione e uno per la valorizzazione dei materiali di scavo. Sarà pubblicato nei prossimi giorni sulla Gazzetta Europea con l’esplicitazione della facoltà di interrompere senza obblighi e oneri la procedura di gara in ogni sua fase, come previsto dal Codice degli Appalti Pubblici francese. Telt conferma l’impegno a verificare le volontà dei due governi al termine della selezione delle candidature, prima di procedere all’invio dei capitolati di gara alle imprese.

“Scriverò domani al premier Conte”, ha detto sempre Cirio, “perché l’Ue sollecita una parola chiara dal governo italiano sulla volontà di proseguire con l’opera. La Regione Piemonte chiede, quindi, al presidente del Consiglio di dare certezza all’Europa e consentire a Telt di inviare i capitolati alle imprese che parteciperanno ai bandi approvati oggi. Chiediamo inoltre di nominare al più presto il presidente dell’Osservatorio per procedere con le compensazioni, oggi ferme, e su cui sono stati già stanziati 42 milioni di euro. Risorse che vanno immediatamente date al territorio. Ci batteremo per portare lo stanziamento complessivo, come promesso, a 100 milioni”.