Politica

Governo, Tria ribalta i retroscena della stampa: “Lite con Salvini? Siamo andati via insieme. Mai contrario a flat tax”

Il ministro dell'Economia parla di "notizia chiaramente falsa", liquidando così le ricostruzioni de La Stampa, Repubblica e Corsera su un suo litigio con il ministro dell'Interno durante il vertice a Palazzo Chigi. Già ieri l'Ansa specificava che Salvini non era uscito da solo, bensì in compagnia del titolare del Mef. Che aggiunge: "Mi chiedo chi diffonde queste notizie prive di fondamento. Cui prodest?"

È una “notizia chiaramente falsa, di colore”. Il ministro Giovanni Tria liquida così al suo arrivo all’Eurogruppo a Lussemburgo chi gli chiede conto dei retroscena apparsi questa mattina sui giornali. Racconti di un vertice economico, quello tenuto ieri a Palazzo Chigi, in cui sarebbero volati gli stracci e Matteo Salvini si sarebbe infuriato con il titolare del Mef per un suo presunto no alla flat tax. “È falso che io abbia litigato durante il vertice di Governo, che Salvini sia uscito perché arrabbiato con me, siamo usciti insieme“, sottolinea Tria. Che sulla misura fortemente voluta dalla Lega chiarisce: “Non sono mai stato contrario alla flat tax”, semmai “bisogna vedere la compatibilità” e il “quando”.

“La lettura dei giornali di stamattina ha destato il mio più grande stupore”, racconta sempre Tria.  La Stampa titola in prima pagina “Salvini ai ministri: tenetevi pronti“, alludendo a una nuova crisi nel governo e raccontando che durante la riunione sono volate “parole grosse tra il leader del Carroccio e il ministro Tria”. La prova del litigio sarebbe il fatto che Salvini ha lasciato in anticipo Palazzo Chigi, quando il tavolo con il premier Giuseppe Conte e Luigi Di Maio era ancora in corso. Lo sostiene anche Repubblica scrivendo di un ministro dell’Interno che “inciampa su Tria e ripensa al voto”. Così come il Corriere della Sera a pagina 2 sottolinea che Salvini “a metà incontro se ne va“.

Il primo a evidenziare che il vicepremier leghista avesse lasciato Palazzo Chigi prima della fine del vertice era stato l’Huffington Post. Senza raccontare però che un lancio dell’agenzia Ansa delle 11.24 spiegava: “Il vicepremier leghista Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giovanni Tria hanno lasciato dopo quasi due ore il vertice sui temi economici a Palazzo Chigi. La riunione però, a quanto si apprende, non è ancora terminata”. Un successivo lancio aggiungeva che il vertice proseguiva “sul tema Alitalia“, che riguarda direttamente il Mise di Di Maio. Mentre alle 11.58 l’Adnkronos sottolineava: “Tria e Salvini hanno lasciato la riunione perché avevano altri appuntamenti in agenda”.

Infatti alle 15 dello stesso giorno li ritroviamo insieme alla Camera dei deputati per il question time (vedi foto). Nel frattempo lo stesso Salvini ha dichiarato che è stato “un vertice molto utile e che “Conte e Tria sono d’accordo, ne abbiamo parlato stamattina, non aumenteremo alcuna tassa”. Circostanze confermate anche da Luigi Di Maio ai microfoni di Radio Anch’io: “Io ieri non ho visto il ministro Tria che diceva ‘no, la flat tax non si può fare o non si può contemplare alcun tipo di deficit'”. “Quando l’incontro è finito – ha aggiunto  – ci siamo alzati tutti quanti, il ministro dell’Interno non ha partecipato dopo a questioni più tecniche che riguardavano altri ministeri“.

“Mi chiedo chi diffonde e da dove vengono queste notizie del tutto destituite di fondamento che vengono passate alla stampa. Con un interrogativo: cui prodest?“. È quello che si domanda Tria al suo arrivo al vertice dell’Eurogruppo a Lussemburgo, ribadendo che “la notizia di un litigio è falsa o è inventata“. Una discussione sulla flat tax ovviamente c’è stata: Tria ha chiesto coperture certe anche perché, come spiega lo stesso ministro dell’Economia “abbiamo degli obiettivi di deficit da rispettare”. Su questi si basa anche il negoziato con l’Unione europea per evitare la procedura d’infrazione: “Dimostreremo che li raggiungeremo perché ci mettono in posizione di sicurezza”, dice Tria , specificando che “non ne abbiamo bisogno” di misure correttive. Per poi chiarire: “Non sono mai stato contrario alla flat tax”.