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Renault-Fca, Di Maio: “Operazione fallita a causa dell’interventismo della Francia Rimpasto? No, ora ministro politiche Ue”

Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio a Radio 24 rispondendo a una domanda sull'assenza del governo italiano sul dossier. "Neanche Renault è contenta dell’interventismo dello Stato francese. Se si fa mercato, una grande azienda parla con la sua omologa, non è che interferiscono ministri e presidenti della Repubblica"

“È l’interventismo di Stato che ha provocato il fallimento dell’operazione” Renault-Fca: “La Francia non ha fatto bella figura, noi anche se in contatto con Fca, abbiamo rispettato una operazione di mercato”. Il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio risponde così a una domanda sull’assenza del governo italiano sul dossier durante una intervista a Radio24. “Neanche Renault è contenta dell’interventismo dello Stato francese. Se si fa mercato, una grande azienda parla con la sua omologa, non è che interferiscono ministri e presidenti della Repubblica“. 

Il vicepremier torna anche sul confronto sempre teso con Bruxelles. La Ue chiede “tagli” ma “io credo che sia arrivato il momento di dire un’altra cosa: si fanno sicuramente tutti i tagli delle spese inutili dello Stato anche quest’anno, si fa la lotta all’evasione, con il carcere per i grandi evasori, però dobbiamo abbassare la tassazione per riuscire a fare ripartire l’economia e questo lo dobbiamo fare anche con dei margini che ci deve dare l’Unione europea sugli investimenti, sull’abbassamento del cuneo fiscale“. Il capo politico del M5s ribadisce l’impegno del governo sulla valutazione di quanto comunicato da Bruxelles sui conti: “Staremo attenti a quello scritto nella lettera ma dobbiamo rispondere con la politica non con la burocrazia, la trattativa delle prossime settimane e dei prossimi mesi la deve fare la politica non qualche burocrate. La Ue non ci sprona a fare un piano di medio termine” sul debito come ha detto “bene Mario Draghi” ma “tagliate e risparmiate sui diritti dei cittadini”. La stessa ricetta degli “ultimi 15 anni che ha indebolito l’Europa” tanto che con la guerra dei dazi “si è fermata persino la Germania”. 

Sul fronte interno, intanto dopo il chiarimento con la Lega, i dossier sul tavolo sono molti. Con Matteo Salvini “ci siamo detti chiaramente che se si va avanti si va avanti sugli obiettivi che ci siamo dati, per combattere e non per vivacchiare o tirare a campare”, ma era necessario “incontrarci per fare ripartire tutto, le tante promesse” da mantenere, “dal salario minimo all’abbassamento delle tasse, dobbiamo metterci al lavoro prima possibile”. Nell’incontro “non c’è stata alcuna discussione su ruoli e rimpasti“, ha assicurato il vicepremier, sottolineando però che bisogna “nominare assolutamente” il ministro delle politiche Ue: “credo che nelle prossime settimane individueremo sia il ministro sia i sottosegretari da rimpiazzare”. 

Il versante giudiziario riserva una nuova grana al governo gialloverde: il 13 giugno è attesa la sentenza del processo che vede implicato, tra gli altri, il viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia, accusato di turbativa d’asta quando era assessore lombardo: “Mi auguro che il viceministro Garavaglia sia innocente. Altrimenti auspico che lasci come successo con Rixi”. Quanto al caso del sindaco leghista di Legnano, che ha ritirato le dimissioni nonostante un’indagine per corruzione, Di Maio è chiaro: “Un caso come questo non sarebbe mai avvenuto nel Movimento 5 Stelle. Ne abbiamo avuto uno in 10 anni, lo abbiamo espulso e deve stare lontano da noi per chilometri”.