Economia

Conti pubblici, scontro Italia-Austria. Tria: “Noi come Grecia? Vienna pensi prima di parlare”. “Dovrebbe dirlo a Salvini”

Il ministro dell'Economia risponde anche al vicepremier Salvini che aveva ventilato la possibilità di sforare tutti i parametri europei. E archivia come una boutade elettorale la frase di Carlo Calenda su una possibile Italexit

Giornata di botta e risposta sui conti italiani per il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che oggi in diversi momenti ha risposto alle frasi di Carlo Calenda su una possibile Italexit, a Matteo Salvini che ha dichiarato di non vedere alcun problema nello sforamento del rapporto debito/Pil fino al 140% e, infine, si è lanciato in uno scontro a distanza con il suo omologo austriaco, Hartwig Löger, che ha parlato del rischio che l’Italia diventi una nuova Grecia. “Dovrebbe pensare prima di parlare”, ha risposto Tria. Ma la replica del collega di Vienna, presente insieme a lui all’Eurogruppo di Bruxelles, è arrivata in serata: “Pensare prima di parlare? È un suggerimento più appropriato per il signor Salvini. Negli ultimi tempi noto che Tria ha ceduto a Salvini e non guarda la verità in faccia”.

Dopo aver liquidato le dichiarazioni di Carlo Calenda su una possibile Italexit come “una boutade da campagna elettorale”, il ministro dell’Economia è tornato sulle affermazioni del suo collega al Viminale: “Dovrebbe attenersi ai documenti ufficiali del governo – ha detto – C’è un Def che è stato approvato dal governo ed è stato approvato dal Parlamento, che ha fatto anche una risoluzione in cui chiede, com’è noto, di non aumentare l’Iva, ma tutto negli obiettivi di finanza pubblica specificati nel Def. E quindi il governo sta attuando solo quello che è scritto nel Def”.

Le parole di Salvini, però, hanno sollevato i mugugni dei commissari europei e dei colleghi dell’Eurogruppo che, però, Tria ha voluto rassicurare: “Mi aspetto che (l’atteggiamento della Commissione nei confronti dell’Italia, ndr) rimanga uguale. Abbiamo un’interlocuzione continua e quella rimarrà dopo le elezioni. Credo che tutti debbano leggere i documenti ufficiali del governo, è normale che in campagna elettorale i mercati finanziari siano un po’ in fibrillazione, ma i fatti finora sono questi e per ora ci atteniamo ai nostri obiettivi. Il governo sta attuando solo quello che è scritto nel Def”, ha poi concluso ripetendo che il rapporto debito/Pil non salirà fino al 140%.

Il titolare del Tesoro ha anche, per l’ennesima volta, contestato il metodo di calcolo dei parametri a cui sono ancorate le richieste di correzione dei conti che arrivano da Bruxelles. “Penso che debba cambiare la politica economica in Europa e anche quella fiscale, il fiscal compact e anche il modo in cui si stima l’output gap è una metodologia che porta a una politica strutturalmente deflattiva e quindi dannosa per l’insieme dell’Europa”. Bisogna “cominciare a guardare alla politica economica come Europa e non come singolo Paese”, perché “la politica fiscale deve interessare l’economia europea nel suo complesso”. Quindi “se c’è un Paese che deve fare una politica fiscale più restrittiva per un periodo, deve essere compensata da una politica fiscale diversa negli altri Paesi”.

Ma il ministro italiano vuole anche rispondere alle parole, riprese anche in un comunicato, del suo omologo austriaco che ieri aveva detto: “Noi non siamo disposti a pagare per il debito italiano. Se si spinge in alto deliberatamente la spirale del debito italiano, non si può più escludere che l’Italia diventi una seconda Grecia”. “L’Italia ha pagato abbondantemente per debiti altrui, per aiutare gli altri paesi non avendo mai chiesto un euro – ha risposto Tria – Non credo che l’Austria abbia pagato quanto l’Italia, che è terzo contributore, per aiutare gli altri paesi, compresa la Grecia. Invito gli altri amici europei a pensare prima di parlare“. Peraltro, ha aggiunto, “sui titoli di Stato italiani molte persone hanno fatto un sacco di soldi, sono uno dei titoli che rende di più, è un problema per l’Italia che paga alti tassi di interessi, ma è un buon affare per chi acquista“.

In serata è arrivata la controreplica di Löger che non ha accettato l’invito di Tria a pensare prima di parlare: “Pensare prima di parlare? È un suggerimento più appropriato per il signor Salvini. Il ministro delle finanze italiano Tria è uno scienziato, un vero esperto. Dall’inizio del suo mandato ha espresso alcune opinioni chiare che erano critiche nei confronti delle dichiarazioni provenienti da Salvini – ha poi concluso – Sfortunatamente noto che Giovanni Tria è stato più morbido ultimamente, in particolare in Italia, e che non si trova di fronte alla realtà”.