Cronaca

Maurizio Montella, se n’è andato il medico che per tutta la vita ha combattuto la Terra dei Fuochi

Oggi l’Istituto dei Tumori di Napoli “Fondazione Pascale” piange la scomparsa del dottor Maurizio Montella e si stringe intorno ai suoi cari.

Direttore facente funzione della Struttura Complessa di Epidemiologia e Prevenzione di uno degli Istituti oncologici più prestigiosi di Italia, non sei riuscito ad essere nominato in via definitiva prima di essere colpito anche tu dal cancro che in Campania, che – specie nelle Terra dei Fuochi – ci sta massacrando tutti ma non si deve neanche sapere.

Cittadino di Pozzuoli, Asl 2 Terra dei Fuochi, ti sei battuto tutta la vita come un leone non solo per produrre dati ma soprattutto perché trionfasse la verità nella tua terra. Hai indicato da sempre l’inquinamento delle falde acquifere come primo problema epidemiologico da monitorare con estrema attenzione e ancora oggi non abbiamo dati ufficiali da “Campania Trasparente” sulle acque. Siamo trasparenti solo sui terreni e sulla bontà delle pummarole, ma del tutto silenti sulle acque.

Dove hai detto da sempre che si doveva avere la massima attenzione. Inascoltato!

Siamo felici ed orgogliosi di proclamare al mondo che solo il 3% dei nostri terreni agricoli campani sono inquinati, ma ci si dimentica di specificare che stiamo parlando del 3% del 55% dei terreni agricoli esaminati che costituiscono soltanto non più del 10% dell’intero territorio regionale campano pari ad oltre 13500 km2! E il restante 90% di territorio non terreno agricolo, come sta?

E siamo comunque e certamente tra le Regioni meno inquinate di Italia, specie rispetto a terre come oggi la disastrata e massacrata Lombardia e province come quella di Brescia, dove hanno compreso e rispettato ed onorano la nostra lotta molto più e molto meglio che in Campania!

Il prossimo 17 maggio sarò per la ennesima volta a Brescia a spiegare il danno alla salute nelle Terre dei Fuochi come Brescia e ad onorare la memoria del campano vigile ambientale Michele Liguori, che ha strenuamente combattuto per tutta la sua vita contro le nostre ecomafie, ma che soltanto adesso e dopo Brescia riceve il giusto onore anche in Campania intitolando a lui Distretti di Polizia in Lombardia come in Campania. Si vuole che si sparli solo della Regione Campania quando il problema è di tutti ed almeno cinque volte maggiore in Lombardia.

Tu ti sei sempre battuto contro questa infamia di comunicazione distorta, senza rinunziare a dire la verità, dal momento che il danno alla reputazione delle sane pummarole campane non è mai stata colpa né dei cittadini né dei medici come noi che denunciamo la realtà dei fatti. Ma di chi non vuole che si sappia la Verità, soprattutto al Nord!

Nonostante un curriculum scientifico assolutamente eccezionale, hai rischiato più tu il licenziamento che io quando i tuoi dati gravissimi di mortalità di Napoli e Caserta nel 2012 (!) sono stati messi in prima pagina su tutti i tuoi giornali tuo malgrado. Non volevi assolutamente! Oggi quei dati sono confermati da tutti tranne che dai responsabili delle Asl competenti: loro non producono dati diversi, semplicemente continuano a tacere.

Grazie al sacrificio anche di carriera di pochissimi medici come te, definiti “allarmisti” ma semplicemente “non omertosi”, non solo la Campania ha avuto un barlume di verità, ma l’Italia intera ha aperto gli occhi sulla tragica situazione del danno alla salute pubblica dalle Terre dei Fuochi presenti in ogni regione.

Grazie a pochissimi medici come te, oggi abbiamo un’opinione pubblica matura per comprendere ad esempio il messaggio di Greta Thunberg, un ministro dell’Ambiente esperto di lotta alle ecomafie e una legge penale sugli reati ambientali che comincia ad essere efficace, e tutti cominciano a comprendere che sono innanzitutto reati di strage vera e propria nei confronti non delle pummarole ma degli esseri umani.

Scrive Pino Ciociola di Avvenire sul suo profilo Fb: “A un suo convegno del luglio del 2012, diciamo che senza dare gran che nell’occhio, mi ‘presi’ i dati sulle mortalità oncologiche a sud di Caserta e a nord di Napoli, che non si sarebbero dovuto divulgare, e poi, il 19 luglio del 2012 uscimmo in prima pagina. Erano sconvolgenti. Anche per me. E forse fu la prima volta che, sebbene inutilmente, si aprirono davvero gli occhi su quanto succede da quelle parti . (e non solo) . Ha dovuto arrendersi. Anche lui. Anche a lui diedero del terrorista, allarmista e via insultando. Spero che adesso, almeno, gli infami godano, ma tacciano. Siamo uno in meno in questa battaglia di pochissimi. O forse, visto che combatterà da lassù, uno in più. Ciao Maurì. La voglia di mollare c’è, ma, ora anche per te, continuerà a non prevalere”.

E già, pure io sono ancora qua