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Sri Lanka, uno dei kamikaze era una donna. Il presidente: “Si dimettano capo della polizia e segretario della Difesa”

Il ministro della Difesa ha dichiarato che uno degli attentatori aveva studiato nel Regno Unito e poi in Australia. Intanto, secondo i media locali, il presidente del parlamento dello Sri Lanka ha riferito alla camera dei rappresentanti: "Alcuni ufficiali di alto livello dell'intelligence hanno deliberatamente nascosto le informazioni dei servizi segreti"

Il presidente dello Sri Lanka Maithripala Sirisena ha chiesto al capo della polizia, Pujith Jayasundara, e al Segretario del Ministero della Difesa, Hemasiri Fernando, di dimettersi in seguito alle gravi carenze sulla sicurezza che hanno portato agli attentati terroristici del giorno di Pasqua. Intanto, emergono sempre maggiori dettagli sugli attacchi. Il ministro della Difesa Ruwan Wijewarden, secondo quanto riporta The Guardian, ha riferito che uno degli attentatori suicidi che hanno preso parte agli attacchi di Pasqua aveva studiato nel Regno Unito e poi in Australia. Stando sempre alle sue dichiarazioni, uno dei nove kamikaze che hanno causato le 359 vittime sarebbe una donna. Resta alta comunque l’allerta nell’isola: nella mattinata di mercoledì 23 aprile, secondo il tabloid The Sun, la polizia ha fatto brillare uno scooter imbottito di esplosivi che era parcheggiato vicino al cinema Savoy di Colombo.
Intanto Lakshman Kiriella, presidente del parlamento dello Sri Lanka ha riferito alla camera dei rappresentanti: “Alcuni ufficialidi alto livello dell’intelligence hanno deliberatamente nascosto le informazioni dei servizi segreti“, avrebbe detto secondo alcuni media indiani che hanno riportato quanto scritto dai giornali cingalesi. Aggiungendo: “Le informazioni c’erano ma gli alti papaveri della sicurezza non hanno intrapreso le contromosse appropriate”. E l’ambasciatore statunitense ha parlato alla Cnn: “Il governo dello Sri Lanka ha ammesso errori nella raccolta e nella condivisione di informazioni”.

“Molti degli attentatori avevano legami con l’estero”
Il ministro della Difesa, Ruwan Wijewardene, ha parlato in una conferenza stampa. Il membro del governo ha dichiarato che uno degli attentatori suicidi che hanno preso parte agli attacchi di Pasqua aveva studiato nel Regno Unito e poi in Australia. Wjewardene ha inoltre confermato che molti degli attentatori avevano legami con l’estero: “Molti di loro avevano una buona istruzione e provenivano da famiglie della classe media o medio alta, erano piuttosto indipendenti finanziariamente e le loro famiglie piuttosto stabili dal punto di vista finanziario. E questo è un fattore preoccupante“, ha aggiunto il ministro. Tra gli arrestati infatti c’è anche Mohamed Ibrahim, facoltoso uomo d’affari e ricco commerciante di spezie che è il padre di almeno due dei terroristi.

Il governo neozelandese non era a conoscenza di alcuna “rappresaglia” 
Il 23 aprile sempre il ministro della Difesa, Ruwan Wijewardenem, aveva parlato anche della rivendicazione dell’Isis che definiva gli attentati una “rappresaglia” per gli attacchi alle moschee di Christchurch. Ma martedì 23 aprile il premier neozelandese Jacinda Ardern ha fatto sapere che il governo non era a conoscenza di alcuna informazione d’intelligence sul fatto che la strage dello Sri Lanka fosse stata pianificata come rappresaglia.

La polizia ha fatto brillare uno scooter
Cresce il bilancio delle vittimesalite a 359 dopo alcuni decessi in ospedale. Lo ha riferito la polizia che durante la notte ha effettuato nuovi raid che hanno portato all’arresto di altre 18 persone: il numero dei detenuti collegati agli attentati sale così a 58. Secondo fonti coinvolte nelle indagini, almeno altre nove persone sarebbero ancora ricercate.
Almeno cinquecento sono invece i feriti negli attacchi che sono stati causati da nove attentatori tra cui una donna, come ha riferito il ministro della Difesa. Secondo il sito cingalese Newsfirst che cita fonti di polizia la donna è moglie di un attentatore e durante una perquisizione ha fatto esplodere una bomba uccidendo se stessa e i suoi due figli. Anche il fratello del sospetto kamikaze, che la polizia ha tentato di catturare, avrebbe fatto detonare una bomba uccidendo tre agenti.
L’allerta resta elevata, dopo che anche il primo ministro, nei giorni scorsi, aveva parlato della possibilità di nuovi attacchi perché altri terroristi sarebbero ancora in giro per il Paese “armati e molto pericolosi”. Mercoledì la polizia dello Sri Lanka ha fatto brillare uno scooter che era rimasto parcheggiato tutta la notte vicino al cinema Savoy di Colombo. Gli agenti avevano tentato di aprire il sellino del motorino e, trovandolo bloccato, hanno deciso di chiedere l’intervento degli artificieri. Secondo il tabloid The Sun  lo scooter era stato imbottito di esplosivi.

Media locali: “Il ministro accusa ufficiali dell’ intelligence di aver nascosto informazioni”
I media dello Sri Lanka rilanciati da quelli indiani hanno invece parlato dello scontro politico tra il presidente Sirisena e il primo ministro Wickremesinghe che avrebbe causato una catastrofica falla nella sicurezza permettendo agli attentatori di portare a termine gli attentati. Secondo queste fonti, Lakshman Kiriella, ministro delle partecipazioni statali oltre che presidente del Parlamento cingalese, ha dichiarato in aula: “Alcuni ufficiali dell’intelligence di alto livello hanno deliberatamente nascosto le informazioni dei servizi segreti”. “Le informazioni c’erano ma gli alti papaveri della sicurezza non hanno intrapreso le contromosse appropriate”, ha inoltre aggiunto. Stando al racconto dei media locali, il ministro ha spiegato che informazioni su possibili attacchi suicidi furono ricevuti dall’intelligence indiana il 4 aprile e che un incontro del Comitato di Sicurezza fu presieduto dal presidente Sirisena il 7 aprile ma le informazioni non furono condivise più ampiamente. Effettivamente l’ambasciatore degli Stati Uniti ha sottolineato alla Cnn che “il governo dello Sri Lanka ha ammesso errori nella raccolta e nella condivisione di informazioni” escludendo tuttavia che gli americani avessero conoscenze preliminari sui possibili attentati. Il ministro delle partecipazioni statali cingalese avrebbe però anche rilanciato: “Qualcuno sta controllando questi ufficiali di massimo livello. Il Comitato di Sicurezza sta facendo politica. Dobbiamo investigare”.

La crisi tra il primo ministro e il presidente cingalese
Lo Sri Lanka è spezzato da divisioni politiche sin da una crisi costituzionale avvenuta lo scorso anno, quando il presidente Sirisena ha rimosso il primo ministro Wickremesinghe sostituendolo con il precedente primo ministro Mahinda Rajapaksa. La posizione di Wickremesinghe fu ripristinata dopo l’intervento della Corte Suprema ma il governo rimase profondamente diviso. I media riferiscono che il ministro delle partecipazioni statali ha evidenziato proprio questa situazione di tensione tra i due come causa delle falle nella sicurezza. Inoltre, il portavoce del governo ha riferito che il primo ministro Wickremesinghe era stato rimosso dal Comitato di Sicurezza a dicembre e nemmeno dopo l’attentato i membri dell’organo hanno accettato di partecipare a un incontro convocato da lui. Un altro particolare è stato evidenziato dai giornalisti cingalesi: il presidente Sirisena era fuori dal paese per una visita privata nel giorno degli attacchi.