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Tajani, caos durante plenaria Ue: ‘Parole su Mussolini indegne, si dimetta’. Lui si scusa: “Sono convinto antifascista”

Verdi, sinistra, socialisti e liberali contro il forzista durante la plenaria a Strasburgo: “Sminuisce i crimini del fascismo”. Il presidente, che non si è presentato in Aula, fa retromarcia “Chiedo scusa”. L’Anpi: “Il Duce fece cose buone? Lo dica in Etiopia”. Alessandra Mussolini: "Bella fratè"

“Parole indegne e inaccettabili”. E ancora:” Si dimetta”. O: “Il fascismo non è un valore europeo”. Mezzo Parlamento Ue, durante la plenaria di Strasburgo, ha protestato contro il presidente ed esponente di Forza Italia Antonio Tajani. Che poco dopo, con una nota, ha preso le distanze dalle sue stesse parole assolutorie su Mussolini (“Fino alla guerra con Hitler ha fatto cose positive”, aveva detto ieri a Radio24). “Sono un convinto antifascista”, ha fatto marcia indietro oggi con una nota. “Mi scuso con tutti coloro che possano essersi sentiti offesi dalle mie parole”. Le sue dichiarazioni hanno infatti sollevato polemiche in Italia, ma ancora di più non sono passate inosservate in Europa. E oggi, proprio durante l’assemblea plenaria in cui si discutevano le linee guida sul Bilancio e in assenza dello stesso Tajani che invece è rimasto a Roma, sono intervenuti Verdi, Liberali, socialisti e Gruppo della sinistra Gue/Ngl chiedendo le sue dimissioni tra applausi e fischi. Contro l’esponente di Forza Italia anche M5s e liberali. Mentre Fi ha gridato alla strumentalizzazione. Infine l’Anpi ha attaccato: “Vada a dire quelle cose in Etiopia”. Sul caso è intervenuta anche la stessa Alessandra Mussolini: “Se proprio devo dire una cosa, lo dico alla romana: ‘bella frate'”, ha concluso.

Le scuse di Tajani a quasi 24 ore di distanza
Il presidente del Parlamento Ue Tajani, dopo che già ieri su Twitter aveva gridato alla manipolazione dei media, in una nota ha deciso di scusarsi per le sue dichiarazioni: “Da convinto antifascista”, ha scritto in una nota, “mi scuso con tutti coloro che possano essersi sentiti offesi dalle mie parole, che non intendevano in alcun modo giustificare o banalizzare un regime antidemocratico e totalitario”. E ha continuato: “Sono profondamente dispiaciuto che, malgrado la mia storia personale e politica, qualcuno possa pensare che io sia indulgente col fascismo. Sono sempre stato convintamente antifascista. Ho sempre ribadito che Mussolini e il fascismo sono stati la pagina più buia della storia del secolo passato, senza alcun distinguo. Mi sono sempre battuto contro ogni forma di dittatura o totalitarismo. Come ho detto con grande fermezza lo scorso ottobre in Plenaria, l’Europa nasce dalla sconfitta del fascismo ed è l’argine più solido contro ogni totalitarismo”.

Il caos in Aula: “Parole indegne, deve dimettersi”. Anpi: “Vada in Etiopia a dirlo”. La grillina Agea: “Figuraccia internazionale”
Se le polemiche erano già iniziate ieri, oggi la situazione è precipitata durante la plenaria a Strasburgo. “L’Ue è stata creata proprio per non rivivere mai più i regimi fascisti, chiedo al presidente di ritirare le sue dichiarazioni altrimenti dovrà dimettersi”, ha detto l’esponente dei Verdi Philippe Lamberts accolto dagli applausi. Alcuni, dai banchi opposti, hanno replicato con i fischi. Intanto sul fronte italiano, si è esposta l’Anpi: “Il fascismo ha fatto cose buone? Tajani lo vada a dire in Etiopia dove intere popolazioni, bambini, donne, uomini, del tutto innocenti, sono state sterminate dall’uso, voluto da Mussolini, dei gas”, ha detto la presidente Carla Nespolo. “L’aggressione all’Albania, alla Grecia e alla Jugoslavia? L’onorevole Tajani, lo ignora”. Anche i 5 stelle hanno preso posizione contro il presidente del Parlamento Ue: “Tajani deve chiedere immediatamente scusa per le sue parole vergognose sul fascismo o deve assumersi le responsabilità delle sue parole”, ha detto la capa-delegazione 5 stelle Laura Agea. “Le critiche mosse oggi al Parlamento europeo sono giuste e legittime. Questa figuraccia internazionale non fa bene all’immagine dell’Italia che – lo voglio dire con forza – non ha nessuna nostalgia del fascismo e rinnega quella pagina buia della propria storia. Le sue parole non rappresentano i cittadini italiani”.

Il gruppo della sinistra Gue/Ngl ha chiesto direttamente le dimissioni di Tajani: “Esprimiamo shock e indignazione“, si legge in una nota. “Il regime fascista in Italia fu una tragedia che si diffuse in tutto il mondo, culminando in una guerra mondiale che uccise centinaia di milioni di persone con una distruzione senza precedenti. Le dichiarazioni di Tajani sono oltraggiose e completamente inaccettabili. Come può qualcuno rappresentare la principale istituzione democratica nell’Ue ricorrere agli stessi vecchi slogan che i fascisti e l’estrema destra hanno usato fin dalla fine della guerra per giustificare il regime di Mussolini?”. Il Gruppo Gue/Ngl “richiede le dimissioni immediate di Tajani. L’Europa sta affrontando una dura lotta contro l’estrema destra e le organizzazioni apertamente neofasciste”. In Aula ha parlato l’eurodeputata tedesca Ska Keller, candidata di punta dei Verdi europei, ha detto: “Tajani deve ritirare i suoi commenti che banalizzano il fascismo o dimettersi da presidente” dell’Eurocamera. “Come presidente dell’Europarlamento deve essere in prima linea per difendere i valori europei. Il fascismo di Mussolini non è certo uno di questi”.

Per i Socialisti ieri aveva parlato il leader Udo Bullmann: “Affermazioni incredibili”, ha scritto su Twitter. “Come può un presidente del Parlamento europeo non riconoscere la natura del fascismo? Abbiamo bisogno di chiarimenti rapidi. Due ore dopo la lode a Mussolini, Tajani incontra Salvini e Meloni, gli italiani di estrema destra. Dopo Orban è questo il profilo futuro del Ppe?”. Per gli italiani è intervenuta la capa-delegazione Patrizia Toia: “Dichiarazioni gravi”, ha detto, “e non possono essere considerate solo una gaffe per diverse ragioni. Innanzitutto perché sminuiscono la gravità e i crimini del totalitarismo, che non può avere attenuanti, con luoghi comuni che sono imperdonabili da parte di qualsiasi cittadino italiano. In secondo luogo perché non provengono da un cittadino italiano qualunque, ma dal presidente in carica del Parlamento europeo. Un Parlamento che è nato come risposta al disastro dei totalitarismi in Europa. Terzo, non si può ignorare il fatto che, in questo momento storico l’estrema destra è pericolosamente in crescita in molti Paesi europei e che in vista delle elezioni europee una parte del Ppe considera un’opzione praticabile l’alleanza con i sovranisti, così come avviene in Austria”.

Tra chi protesta anche il leader dei Liberali Guy Verhofstadt: “Le domando, sulla base del regolamento, di chiedere al presidente del Parlamento europeo” Antonio Tajani “di ritirare le sue affermazioni” su Benito Mussolini e “di scusarsi”, ha detto rivolgendosi al vicepresidente dell’Eurocamera Rainer Wieland (Ppe). L’eurodeputato Gonzalez “Pons”, ha sottolineato Verhofstadt, “ha perfettamente ragione quando dice che è stupido da tutte le parti suscitare questo dibattito” in aula sulle dichiarazioni di Tajani, “mischiandolo con la campagna elettorale che alcuni sembrano aver già iniziato. Il primo a dover rispettare tutto ciò è proprio il presidente del Parlamento europeo. È lui che non deve iniziare la campagna elettorale italiana”.