Cronaca

Foligno, “Il maestro le disse: piccola, ti posso chiamare scimmia?”. Parla il legale della famiglia dei bambini nigeriani

In un esposto dei genitori dei bimbi vittima di aggressioni razziste da parte del maestro (sospeso) si ricostruiscono i fatti contestati. Ma dalle testimonianze di altri genitori emergono anche nuove violenze e privazioni, come il diniego del permesso ad andare in bagno, la visione di film sulla Shoah senza un adeguato accompagnamento e contestualizzazzione. Per il maestro erano tutti "esperimenti"

Atti persecutori, maltrattamenti, violenza privata con l’aggravante dell’odio razziale e della minore età dei soggetti passivi: sono questi i reati per i quali Mauro Bocci, l’insegnante di Foligno che avrebbe rivolto insulti razziali nei confronti di due minori nigeriani, potrebbe finire sotto processo. A chiedere che il maestro venga sottoposto ad un procedimento penale è l’avocato Silvia Tomassoni, mamma di una bambina della scuola del terzo circolo dov’è avvenuto il fatto e legale della famiglia nigeriana. A ricostruire la vicenda che ha coinvolto il maestro Bocci è l’esposto presentato in queste ore alla Procura. “I miei assistiti sono rimasti vittime di ben tre episodi. Il bambino che frequenta la quinta elementare l’8 febbraio durante la ricreazione – spiega l’avvocato Tomassoni – è stato invitato dal maestro a seguirlo. Ingenuamente il bimbo l’ha fatto e si è trovato in un’aula (ndr non la sua) dove è stato additato con un “guardate com’è brutto”. Ma non basta.

Secondo quanto riporta l’esposto il 9 febbraio l’insegnante, supplente a contratto fino al prossimo mese di giugno, sarebbe entrato in aula e avrebbe detto all’alunno di colore: “Ma che brutto che è questo bambino nero! Bambini, non trovate anche voi che sia proprio brutto? Girati, così non ti devo guardare”. Parole che hanno fatto seguito ad un gesto altrettanto vessatorio: il maestro, infatti, avrebbe fatto girare il banco del bambino verso la finestra e l’avrebbe inviato a guardare fisso fuori dalla finestra aggiungendo “Non ti voltare così non vedo come sei brutto”.

A finire additata dal maestro Bocci sarebbe anche la sorella del bambino nigeriano: “Secondo quanto hanno riportato i bambini e quanto mi ha riferito la famiglia – spiega Silvia Tomassoni – a fine gennaio l’insegnante in quarta elementare si sarebbe rivolto alla bambina dicendole: “Io conosco tuo fratello tu sei brutta come lui. Che nome lungo ti hanno dato i tuoi genitori ti posso chiamare scimmia?”. Frasi che hanno mortificato i due bambini: “Non volevano più andare a scuola. Sono stati i genitori – spiega il legale – ad insistere per non darla vinta al maestro. Hanno rassicurato i bambini e hanno informato la preside che è venuta a sapere degli episodi l’11 febbraio scorso, quando si è impegnata con i genitori a verificare i fatti e a trasmettere il tutto all’ufficio scolastico regionale”.

A peggiorare la situazione dell’insegnante ora ci sarebbero anche altre accuse non contenute nell’esposto. Secondo alcuni genitori, il docente più di una volta avrebbe impedito ai bambini di andare in bagno e alcuni se la sarebbero fatta addosso. Non solo. Secondo quanto riportato da una maestra all’avvocato Tomassoni, in una quinta nelle ultime due settimane il maestro avrebbe mostrato ai bambini un film sulla Shoah con scene piuttosto violente e crude lasciando la classe incustodita e senza un adulto che li aiutasse a contestualizzare gli episodi. Dal canto suo, Bocci, che nel frattempo è stato sospeso dall’insegnamento continua a difendersi dicendo che si è trattato di un “esperimento sociale” e che avrebbe avvertito i bambini a far tempo. Una strategia difensiva che il legale della famiglia respinge: “E’ un argomento che il maestro ha tirato fuori a posteriori. Esperimenti di questo genere non si fanno e non è vero che i bambini erano stati informati”.