Televisione

Domenica Live, perché Barbara D’Urso e Alessandro Di Battista non sono sullo stesso piano

Carmelita, come la chiamano i suoi fan, con postura perfetta e impettita sembra seduta su un alto cuscino, e il leader grillino seduto sua una poltrona normale. Una differenza resa visibile con l'inquadratura larga, più volte ripetuta

Alessandro Di Battista e Barbara D’Urso non sono sullo stesso piano. Allo stesso livello, alla stessa altezza. No, non si tratta di un giudizio di valore verso il politico del Movimento 5 Stelle e la conduttrice di Domenica Live ma proprio di un dato di fatto. Chiunque avrà seguito l’intervista nel contenitore di Canale 5 si sarà accorto di questo strano dislivello tra l’intervistatrice e l’intervistato.

Carmelita, come la chiamano i suoi fan, con postura perfetta e impettita sembra avere sotto un cuscino molto alto, e il leader grillino seduto sua una poltrona normale. Una differenza resa visibile con l’inquadratura larga, più volte ripetuta. La stakanovista di Cologno Monzese che tutto controlla nelle sue trasmissioni ha scelto anche le due sedute o si è trattato di una semplice casualità? 

In comunicazione si dibatte di prossemica, di posizioni e in questo caso il ruolo di chi intervista è sicuramente, visivamente, dominante rispetto a chi risponde alle domande, non certo pungenti, della presentatrice. L’ultima ospitata politica nello stesso spazio risale al 9 dicembre con in studio Antonio Tajani, il cuscino sembra scomparso. Stesso discorso per il ministro Bonafede sette giorni prima, distanza in questo caso favorita dalle posizioni in cui si sono accomodati in poltrona.

Mentre la chiacchierata volgeva al termine la D’Urso ha ricordato a modo suo ad “Alessandro”, a cui ha dato del tu per tutta l’intervista, l’appuntamento con la fiction La Dottoressa Giò: “Queste sono le tue battaglie, io ho altre battaglie a cui tengo moltissimo che ho trasferito in una fiction che si chiama la Dottoressa Giò che va in onda questa sera, oltre a battersi contro la violenza sulle donne ci sarà anche l’outing di uno dei suoi ragazzi che non aveva il coraggio di dire che era omosessuale”.

La prossima volta occhio alla poltrona, non a quella di Montecitorio ma di Cologno Monzese.