Ambiente & Veleni

Savona, a Pertite le rane bloccano l’industria. Così un’azienda storica è paralizzata dagli anfibi

Nella commedia Le rane, Aristofane racconta che quando Dioniso, il dio del teatro, scese nell’Ade per riportare in vita Euripide, dovette imbarcarsi per attraversare l’Acheronte. Le rane del fiume intonarono in suo onore un coro così chiassoso che Dioniso ne uscì frastornato e, dopo aver protestato invano, riuscì a zittire i batraci solo imitando il loro verso.  Bene, pochi sanno che, in provincia di Savona, esiste una cooperativa di rane ancora più petulante, più combattiva dei gilet gialli e anche dei dimostranti  che hanno cercato di bloccare Tap e Tav: sono le rane di Pertite.

Se cercate su Google Maps, Pertite appare come una valletta con un stagno microscopico vicino a Millesimo, uno dei comuni della cosiddetta “Area di crisi industriale complessa”. La formula indica la mappa del declino industriale della provincia di Savona, un sisma economico che ha raggiunto il picco con la crisi di Piaggio e Bombardier, ma che convive con fenomeni in controtendenza. Uno di questi si materializza nelle macchine colossali che, dal 1923, vengono costruite a Millesimo dalla Ditta Fresia: trattori da aeroporto capaci di spostare un jumbo, spazzaneve colossali e camion capaci di spazzare le piste di interi aeroporti.

Mauro Fresia, il titolare, ci mostra un enorme spazzaneve che dietro un un rostro alto due metri digrigna i denti di due eliche gigantesche: “L’abbiamo progettato – dice – pensando ai gusti degli americani: amano le grandi dimensioni, le cabine panoramiche e un controllo a 360° sul lavoro della macchina”. Filmare uno come Fresia può causare il torcicollo a qualsiasi filmaker, perché ha una statura proporzionale a quella delle sue macchine. Suo padre, che ha 90 anni, è un patriarca che passa ancora l’intera la giornata in ditta distribuendo consigli agli operai e al figlio. “Esportiamo in più di 60 Paesi – racconta Mauro – e occupiamo 70 persone, a cui va aggiunto l’indotto”. In un contesto di “crisi industriale complessa”, una ditta come questa che, tra l’altro, si basa su un lavoro specializzatissimo e quasi artigianale, verrebbe tutelata e difesa a spada tratta, invece i mostri meccanici del signor Fresia sono stati battuti da un gruppo di rane.

“Nel 2009 il titolare della Fresia venne in comune – racconta Mauro Righello, sindaco di Millesimo sino al 2014 – mi disse che non riusciva più a far fronte alle spese e che doveva trasferirsi. Io, preoccupato sia per le conseguenze occupazionali che per l’immagine del territorio, ho fatto appello alla regione Liguria (allora guidata da Burlando) e insieme abbiamo progettato il trasferimento dell’azienda in un nuovo stabilimento che avrebbe avuto costi di gestione molto più bassi dell’attuale capannone che risale agli anni 60. L’area individuata, era quella di Pertite e, grazie a un contributo regionale che ci permetteva di acquistare altre aree, pensavamo a un vero e proprio polo della meccanica, che raccogliesse intorno alla casa madre anche i produttori l’indotto”.

“Avevamo tutto pronto per spostarci – aggiunge Mauro Fresia – noi lavoriamo per un mercato internazionale, ma abbiamo uno stabilimento obsoleto, vicinissimo al centro del paese. Se vogliamo buttar giù un capannone e rifarlo non lo possiamo fare. Il progetto era di vendere l’area in cui troviamo adesso e con i soldi coprire i costi del trasferimento e della nuova sede”.  Nel 2009 Righello avvia l’iter tecnico e quello delle autorizzazioni. Viene firmata una convenzione con la Regione, l’azienda, i sindacati, l’Unione Industriali, ma la pratica si chiude solo nel 2012… anche perché in questo percorso si inserisce, sollevata da alcuni ambientalisti, la questione delle rane,

“È venuto fuori – racconta Righello – che in un laghetto all’interno di Pertite ci sono delle rane, per altro non-autoctone, che andavano assolutamente tutelate. Così abbiamo dovuto costruire dei sentieri, per far defluire queste rane, altrimenti non sarebbe arrivata l’autorizzazione”. A quanto pare qualcuno temeva che le rane sarebbero state turbate dal tramestio degli uomini e dei buldozer che avrebbero lavorato in prossimità del loro “habitat“.

“Che ci sia un animaletto da preservare – dice il sindaco – di per sé è una cosa degnissima, ma che si debba studiare otto mesi come tutelare qualche rana bloccando un azienda che deve trasferirsi, i dipendenti e gli enti locali che vogliono una prospettiva, fa un po’ sorridere. Pensi che abbiamo dovuto pagare uno specialista che individuasse un modo per preservare le rane, il quale ha concepito una sorta di sentiero con dei ponticelli in legno che consentisse l’allontanamento delle rane quando fossero attive le macchine operatrici. La questione delle rane di per sé non ha impedito nulla, ma ha comportato un ritardo di tre anni”. Nel corso dei quali anni crolla il mercato edile in Liguria, Fresia non trova più un compratore disposto a rilevare l’area della vecchia sede e il trasferimento diventa impossibile. Ciò che resta intatto, sono i costi di gestione. Specie quelli di riscaldamento. “È triste dirlo – dice Fresia – ma questo è un Paese che non vuole l’industria. Pensi che qualcuno mi ha detto: basta costruire grandi macchine! Devi produrre ‘nanotecnologie’! Lei mi vede che chiamo gli operai e gli dico: ‘ragazzi da domani facciamo nanotecnologie’!”

Il Post del 20 gennaio, racconta che “Romeo”, una rana considerata l’ultimo esemplare di una rarissima specie boliviana, avrebbe trovato finalmente una femmina con cui accoppiarsi, grazie a una spedizione finanziata da una raccolta fondi promossa da Match.com, un sito di incontri. Forse l’italianissimo Gnoccatravel potrebbe patrocinare la trasferta delle rane di Pertite.

Foto di Mario Molinari