Cronaca

Ponte Morandi, Autostrade fa ricorso contro il Decreto Genova: “Ma non bloccheremo i lavori di ricostruzione”

"A conferma di ciò, il ricorso non conterrà istanza di sospensiva", si legge in una nota. La decisione è stata presa dal Consiglio d'amministrazione di Aspi riunito oggi, occasione in cui il presidente Fabio Cerchiai ha annunciato di voler lasciare il suo incarico. Tutto questo mentre il sindaco-commissario per la ricostruzione Marco Bucci organizzava gli incontri per scegliere chi demolirà e chi ricostruirà il ponte

A quattro mesi dal crollo del ponte Morandi, Autostrade per l’Italia annuncia che farà ricorso contro il decreto Genova, contenente le misure per la ricostruzione, ma non chiederà la sospensiva per non ritardare o ostacolare la ricostruzione del viadotto Polcevera, crollato il 14 agosto scorso. La decisione è stata assunta oggi dal Consiglio d’amministrazione della Società. In una nota, Aspi fa sapere che “il Consiglio di Amministrazione di Autostrade per l’Italia, riunitosi in data odierna, tenuto conto dei pareri dei legali che assistono la Società, ha autorizzato la presentazione del ricorso avverso il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri di nomina del Commissario straordinario per la ricostruzione ai sensi della Legge n. 130/2018 e di alcuni decreti emessi dal Commissario stesso“. “Nel ricorso -prosegue la nota- Autostrade per l’Italia rappresenterà di non avere intenzione di determinare in alcun modo ritardi o ostacoli alla ricostruzione del viadotto Polcevera e, di conseguenza, la dovuta difesa dei diritti e degli interessi della Società non rallenterà le attività avviate dal Commissario; a conferma di ciò, il ricorso non conterrà istanza di sospensiva”.

Sempre nel corso del cda, il presidente Fabio Cerchiai ha annunciato di voler lasciare l’incarico in Autostrade per l’Italia. “Alla luce della nuova dimensione e complessità raggiunta dal Gruppo Atlantia, a seguito del perfezionamento dell’acquisizione di Abertis, il residente Fabio Cerchiai ha anticipato l’intendimento di formalizzare le proprie dimissioni dal Consiglio e dalla carica una volta che sarà concluso il processo di individuazione del suo sostituto”. È quanto si legge in una nota della società. l’amministratore delegato, Giovanni Castellucci, ricorda Aspi, aveva già espresso pubblicamente la sua intenzione, a valle del closing Abertis, di rinunciare alla carica, come era previsto sin dal 3 agosto scorso. Il Consiglio di amministrazione ha conferito mandato a Castellucci di avviare le procedure per l’individuazione del suo sostituto.

Tutto questo mentre il sindaco-commissario per la ricostruzione Marco Bucci organizzava gli incontri per scegliere chi demolirà e chi ricostruirà il ponte. La matassa sembra dipanarsi e il decreto con i nomi che demoliranno è annunciato per domani. Intanto pare confermata la data dell’avvio del cantiere, fissata per il 15 dicembre. Bucci, secondo fonti ben informate, ha fatto dialogare il raggruppamento Salini Impregilo-Fincantieri-Italferr con le dieci aziende individuate per la demolizione e la stessa strada l’ha percorsa con Cimolai. Sono colloqui decisivi anche per scegliere chi ricostruirà. Al sindaco piace l’idea di cominciare a ricostruire mentre è ancora in corso la demolizione.

Ci vorranno altri giorni, invece, per sapere chi ricostruirà. Bucci ha incontrato ancora una volta, in modo separato, Salini e Cimolai. Secondo indiscrezioni pare che il raggruppamento abbia qualche chance in più rispetto alla ditta di Pordenone. Il tentativo di farle collaborare, che era stato proposto anche da esponenti del Governo, non avrebbe mosso neppure un passo trovando chiusure da entrambe le parti. A pesare per il raggruppamento targato Salini ci sarebbe l’esperienza di Fincantieri a rispettare i tempi di consegna e il fatto che Salini Impregilo è l’unico general contractor in Italia che sta crescendo. In più c’è l’aspetto che Fincantieri è un’azienda di Stato e questo piace alla politica. Tutto ciò non significa che Cimolai non sia sinonimo di garanzia ed esperienza, ma da spifferi che arrivano dai corridoi comunali pare che ad oggi Salini sia in vantaggio.

In attesa di leggere il decreto per la demolizione, va avanti l’attività per la cessione degli immobili che saranno abbattuti. La scadenza dei termini è il 20 dicembre: una ventina di pratiche sono già state chiuse. E se il cantiere per la demolizione potrà prendere forma già il 15 dicembre, per la demolizione vera e propria ci sarà da aspettare ancora alcuni giorni. Servirà il via libera della procura che potrebbe avvenire lunedì 17, giorno dell’udienza nell’ambito dell’incidente probatorio in cui saranno discusse le modalità di demolizione presentate dalla struttura commissariale. E a proposito il tribunale ha emesso una nota in cui dice: “L’udienza del 17 dicembre sarà dedicata, attraverso l’ascolto di periti e consulenti delle parti processuali, anche alla possibile interferenza tra le esigenze di acquisizione e conservazione delle prove penali e le esigenze urbanistiche. Sarebbe errato leggere tali esigenze come in contraddizione tra loro, poiché tutte le attività in corso sono dirette alla tutela di interessi primari della collettività”.

Il commissario per l’emergenza, il governatore Giovanni Toti, ha firmato il decreto per dare il via a 300 assunzioni per far uscire gli enti dalle difficoltà nate in seguito al crollo del ponte. Si tratta di uno stanziamento di 10 milioni: il personale sarà ripartito tra Comune (204 unità), Giunta regionale (56), Camera di Commercio (8) e Amiu, la municipalizzata per l’ambiente (32).