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Polonia, la Corte di giustizia accoglie il ricorso Ue: “Sospendere l’abbassamento dell’età pensionabile dei giudici”

La legge, entrata in vigore ad aprile, ha permesso al premier conservatore Andrzej Duda di far ritirare anticipatamente 27 magistrati supremi e sostituirli con altri di sua nomina. La Commissione Ue aveva deferito la Polonia chiedendo una procedura d'urgenza. La Corte ha sospeso in via cautelare le disposizioni: "Rischio di pregiudicare in modo grave l'indipendenza della magistratura"

Sospendere immediatamente l’abbassamento dell’età pensionabile dei giudici”. L’ordine diretto a Varsavia arriva dalla Corte di giustizia dell’Unione europea, che ha accolto la richiesta di provvedimento cautelare proveniente dalla Commissione. Il 3 aprile scorso è entrata in vigore in Polonia la legge che abbassa da 70 a 65 anni l’età di pensionamento dei magistrati, permettendo così al premier conservatore Andrzej Duda di ritirare d’ufficio 27 giudici su 74 della Corte suprema – tra cui la presidente, Małgorzata Gersdorf – e sostituirli con altri da lui nominati. Una riforma giustificata dal governo con la volontà di liberarsi dei membri più anziani della “casta” dei giudici supremi, considerati inefficienti e ancora legati al regime comunista. I magistrati ultra 65enni possono restare in servizio solo chiedendo un’apposita proroga di 3 anni (non rinnovabile) allo stesso premier, che può decidere a sua discrezione se concederla, senza possibilità di ricorso.

Alla fine di settembre la Commissione Ue ha deferito la Polonia alla Corte di giustizia, sostenendo che la nuova normativa costituisse una “minaccia sistemica” allo stato di diritto e pregiudicasse “in modo grave e irreparabile l’indipendenza della magistratura in Polonia e quindi l’ordinamento giuridico dell’Ue”. L’esecutivo europeo ha chiesto alla Corte una decisione con procedimento accelerato e la sospensione cautelare della normativa polacca, che è stata concessa con un’ordinanza firmata dalla vicepresidente Rosario Silva de Lapuerta. Una sospensione che avrà efficacia retroattiva: i giudici rimossi dall’incarico potranno riprendere a esercitare le proprie funzioni fino alla decisione definitiva. Se le nuove disposizioni non saranno sospese, si legge nell’ordinanza, c’è il “rischio reale di un danno grave ed irreparabile nei confronti dei magistrati interessati”.

Non solo: la Corte ha invitato il governo polacco ad astenersi dal nominare nuovi giudici in sostituzione di quelli interessati dal pensionamento anticipato, ciò che il premier Duda ha già fatto il 10 ottobre con l’investitura di 27 nuovi magistrati. Il premier polacco Mateusz Morawiecki – a Bruxelles per il Consiglio europeo – ha confermato di aver ricevuto l’ordinanza, precisando che il governo risponderà a Bruxelles dopo averla analizzata. La posizione del partito di centrodestra al potere in Polonia (Diritto e Giustizia) è che l’organizzazione dell’ordine giudiziario sia una questione di esclusiva rilevanza nazionale.