Diritti

Trentino, chi insulta Agitu è incoraggiato da una politica che urla contro il diverso

La valle dei Mocheni è una valle meravigliosa, che si trova in un paradiso naturale chiamato Trentino. Ovviamente, essendo trentino pure io, si può dire sicuramente che la mia analisi sia di parte, ma vi posso assicurare che vi sono posti davvero vicini al paradiso in questi luoghi. Non sempre, però, in paradiso si trovano solo gli angeli, poiché i posti meravigliosi di questa nostra madre Terra, spesso nascondono personaggi che poco hanno a che vedere con la pace e la tranquillità dei luoghi. È il caso dell’uomo, che di umano ha veramente molto poco, che in questi giorni è assurto alle cronache addirittura internazionali, per aver aggredito brutalmente una giovane donna imprenditrice nel settore agricolo, che ha l’unica colpa di avere il colore della pelle diverso.

La ragazza, peraltro, è perfettamente integrata nella comunità mochena locale, dove è apprezzata e rispettata; lo stesso sindaco del paese si è detto profondamente addolorato per la vicenda, dando piena e totale solidarietà alla giovane imprenditrice. Solidarietà che è pervenuta subito da tutti gli esponenti politici. Tuttavia, mi preme sottolineare che, se da una parte una comunità montana, tipicamente abbastanza chiusa e riservata, accetta con vera amicizia l’integrazione della giovane etiope, dall’altra la politica nazionale, fatta da urla e strepiti contro gli immigrati, non favorisce certo la diffusione della cultura dell’accoglienza e del rispetto.

Mi viene da dire che il soggetto indagato di persecuzione sia stato, molto probabilmente, mosso da incitazioni al disprezzo dei “diversi” proprio da chi, invece, dovrebbe smorzare i toni e favorire il dialogo tra i cittadini – sì, perché siamo tutti cittadini – anche magari di colore diverso o di idee diverse. E questa politica urlante, perennemente alla ribalta e messa in campo dal ministro dell’interno Matteo Salvini, non fa altro che instillare nella mente degli esseri “ meno pensanti” il diritto divino a considerare gli altri come esseri inferiori; e, quindi, comunicare indirettamente che il colore diverso della pelle significa automaticamente immigrato clandestino, immigrato ruba lavoro, persona da allontanare.

Intanto, in valle dei Mocheni, le forze dell’ordine indagano…sperando che le indagini non durino troppo e che, nel frattempo, le minacce dell’energumeno ignorante rimangano solo tali e non diventino un triste episodio di cronaca nera che coinvolge un’altra donna. Perché di violenza alle donne ne leggiamo anche troppo, perché di violenza gratuita e istigata da chi invece dovrebbe sedare gli animi, non ne abbiamo proprio bisogno.

Forse, invece che dare solidarietà dopo i fatti, varrebbe la pena pesare le parole prima, evitando criminalizzazioni del “diverso”, che portano certi esseri poco umani a sentirsi titolati a minacciare e perseguitare il “diverso” (per fortuna) di turno.