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Stati Uniti, Hallquist vince le primarie dei democratici: nel Vermont la prima candidata transgender

Affronterà il repubblicano, attualmente in carica, Phil Scott. “Stanotte abbiamo fatto la storia”, ha detto ai suoi supporters nel discorso della vittoria. La sua nomination conferma un trend visibile nelle primarie democratiche di quest’anno: molte candidate donne e molti candidati che appartengono alla comunità Lgbtq

Un’altra notte di primarie negli Stati Uniti, in attesa delle elezioni di novembre. E un’altra notte che resterà nella storia. I democratici in Vermont hanno nominato la prima candidata transgender alla carica di governatore. Christine Hallquist, 62 anni, affronterà il repubblicano, attualmente in carica, Phil Scott. “Stanotte abbiamo fatto la storia”, ha detto Hallquist ai suoi supporters nel discorso della vittoria. La sua nomination conferma un trend visibile nelle primarie democratiche di quest’anno: molte candidate donne e molti candidati che appartengono alla comunità Lgbtq. Tra le nominate, c’è per esempio Ilhan Omar, una somalo-americana in lizza per il quinto distretto del Minnesota. Nel caso di vittoria a novembre, Omar sarà la prima donna musulmana eletta al Congresso degli Stati Uniti.

Hallquist non è la prima transgender a competere per una posizione di rilievo nella politica Usa. Lo scorso novembre un’altra transgender, Danica Roem, aveva battuto il candidato repubblicano e conquistato un seggio nell’assemblea legislativa della Virginia. È stata proprio la campagna politica di Roem a ispirare Hallquist. “Il suo insegnamento mi ha ispirato – ha spiegato Halquist -. Non ha niente a che fare con la politica di genere. Roem mi ha insegnato a conquistare ogni voto, girando di casa in casa, bussando alle porte, lasciando un biglietto scritto a mano se la gente non è in casa”.

Hallquist è una candidata nuova alla politica. Ha passato gli ultimi dodici anni della sua vita guidando un’impresa energetica, la Vermont Electric Cooperative. La transizione da uomo a donna si è conclusa nel 2015, quando Hallquist era già ceo della società. La cosa è stata sottolineato dalla stessa candidata, e con una certa ironia, durante molti dei suoi comizi. Mentre per anni ha diretto la Vermont Electric da uomo, Hallquist si è ritrovata al vertice della società da donna. L’atteggiamento nei suoi confronti è immediatamente cambiato. “Un tipo è anche arrivato a dirmi che dovevo sorridere di più – ha raccontato – E io gli ho risposto, ma chi diavolo sei per dirmi di sorridere. La transizione mi ha insegnato quanta strada devono ancora fare le donne”.

La candidata democratica ha spiegato che la sua entrata in politica è direttamente legata alla presidenza Trump. “La ragione per cui io sono qui – ha detto – va trovata in quello che è successo nel 2016. In fisica diciamo che per ogni azione c’è un’azione uguale e contraria. Bene, io sono sicuramente una reazione al 2016”. Hallquist sfiderà, a novembre, il repubblicano Phil Scott, attualmente in carica. Scott è riuscito a mantenere un buon indice di popolarità in uno Stato tradizionalmente democratico, anche se ultimamente ha perso l’appoggio di buona parte dei conservatori del Vermont. Scott ha infatti sponsorizzato e firmato una legge particolarmente restrittiva sulla vendita e l’uso delle armi, ciò che gli ha alienato le simpatie dei repubblicani ma che promette di conquistargli l’appoggio di molti democratici.

La strada verso la carica di governatore è quindi tutta in salita per Christine Hallquist. Lei dice di puntare sullo sviluppo di infrastrutture e accesso a nuove fonti di energia e a Internet (un tema, quello di Internet, particolarmente sentito in uno Stato prevalentemente rurale). Tra le promesse della candidata ci sono anche l’assistenza sanitaria universale e iniziative più decise per combattere il cambiamento climatico. Una cosa comunque è certa: la candidatura di Hallquist è destinata a ottenere una forte visibilità nazionale e a dirottare molti finanziamenti da gruppi e istituzioni che si trovano fuori del Vermont. “La vittoria di Christine è un momento fondamentale nel movimento per l’eguaglianza transgender ed è importante soprattutto se consideriamo quante poche persone trans occupano posti ad ogni livello del governo”, ha dichiarato Annise Parker dell’Lgbtq Victory Fund.

Christine Hallquist non è la sola persona trans che quest’anno ha affrontato le primarie. Alle Hawaii si è presentata Kim Coco Iwamoto, che ha però perso la sfida per diventare la candidata democratica per la carica di lieutenant governor. Tra le persone trans che sono ancora in corsa c’è però Alexandra Chandler, che cercherà di ottenere la candidatura democratica per il terzo distretto del Massachussetts. Chandler, che ha lavorato nell’intelligence della marina Usa, dice di essere un’esperta di questioni militari e della sicurezza, ma di voler essere soprattutto “la voce dei bambini trans americani”.