Cultura

Operazione Mercurio, una sorprendente caccia al tesoro e all’assassino nel labirinto della Storia

Il giornalista e inviato de La Stampa, Paolo Colonnello, e lo storico ellenista, Antonio Aloni, hanno costruito un noir mediterraneo nell'isola di Creta dove ogni pagina regala uno profumo, un sapore e un indizio. Un racconto lungo i gradini della storia recente e passata fino agli Egizi della XIII dinastia, ritornando agli anni '80 e tornando indietro fino all'età minoica

Ora che siete lì con la valigia quasi pronta e dovete fare la lista dei libri da portare in vacanza, da leggere sotto l’ombrellone o stesi su un plaid, ricordatevi di aggiungere all’elenco Operazione Mercurio (SEM) di Paolo Colonnello e Antonio Aloni. Il giornalista e inviato de La Stampa e lo storico ellenista, già ordinario all’Università di Torino, hanno costruito un labirinto di suspence a Creta, un noir mediterraneo dove ogni pagina regala uno profumo, un sapore e un indizio. Un caccia all’uomo e anche a un tesoro che procede lungo i gradini della storia recente e passata: dagli Egizi della XIII dinastia agli anni ’80 e poi tornando indietro fino alla seconda Guerra mondiale e all’età minoica. Giocato su più piano temporali, in un intreccio sempre più intigrante, il romanzo parte con l’omicidio di un ufficiale greco sul liminare dell’invasione nazista dell’isola di Afrodite e capitolo dopo capitolo, da quei giorni del 1941, dipana un racconto che cattura, insegna e sorprende.

Due i protagonisti del romanzo: il commissario Maki Markaris e la spia nazista Andreas. Il primo, 50enne dallo sguardo acuto e la pancetta in agguato, ha due grandi passioni: l’azzurro mare che scintilla sotto il sole della Grecia e la caccia al polpo, che conserva nel congelatore dei reperti organici del commissariato di Chaniá e che mangia arrostito. Siamo nel 1985 e il poliziotto deve risolvere il mistero della morte di due fratelli. Il secondo è un greco dal passato oscuro e venduto ai tedeschi agli ordini di Hitler, inviato nell’isola per aiutare le truppe a conquistare un avamposto nell’Europa meridionale e fiaccare la resistenza degli antares: il racconto qui ritorna indietro di 40 anni. Tra loro lo sguardo scintillante e le lunghissime gambe di Afroditi, una giovane archeologa rimasta orfana di un padre pescatore che conservava il segreto più importante dell’isola tramando fin dai tempi più antichi per la leggenda del Minotauro.

“Si può dire che questo libro sia nato sotto un ombrellone, sulla spiaggia di Falasarna, proprio vicino alle rovine dell’antica cittadina di pirati rasa al suolo e seppellita dai romani. Un episodio cruento che nella bellezza di quei luoghi, tra sabbia dorata e cieli azzurrissimi, mi ha ispirato questa storia, un po’ thriller, un po’ avventura all’Indiana Jones e infine piena di riferimenti alla cultura classica e alla mitologia greca – racconta Paolo Colonnello al fattoquotidiano.it -. In fondo Creta è una delle culle mediterranee della cultura occidentale, proprio grazie alle sue stratificazioni e contaminazioni: dai minoici, agli ellenici, dai romani ai veneziani, ai turchi, agli inglesi, ai tedeschi… In questo coacervo di popoli e culture, non potevano che nascondersi misteri o rivelarsi leggende, come il famoso labirinto (esiste o non esiste? Mah…), oppure, ancora, avere conferma sospetti archeologici che siamo andati a verificare perfino a Berlino. Tutto ciò è stato reso possibile grazie alla straordinaria collaborazione con il mio amico Antonio Aloni, scomparso ormai quasi tre anni fa, uno dei più importanti grecisti italiani, nonché cittadino onorario di Creta, isola che mi ha fatto conoscere e amare e che lui conosceva come le sue tasche. Non solo geograficamente, ma nell’anima, nelle tradizioni, nella storia”. E chi legge il libro viene praticamente immerso in questa atmosfera, come è capitato del resto all’autore: “Per me è stata un’avventura nell’avventura. Aloni ha dato a questo libro, credo, una profondità culturale che io penso emerga senza disturbare. E poi, come me, Antonio era un appassionato di gialli e dunque, ci siamo divertiti moltissimo a immaginare una trama che sorprendesse il lettore con qualche colpo di scena. Io poi mi sono occupato delle ricerche storiche, in particolare dell’invasione nazista (con meticolosi sopralluoghi sui luoghi della battaglia), mentre lui si è dedicato più alla parte archeologica che comunque conosceva a sufficienza… Il trucco per l’uniformità della scrittura è stato interpretare i personaggi: quando ho descritto il commissario Maki Markaris ho descritto Antonio. E quando lui se ne è accorto, mia ha attribuito il ruolo del suo vice….le donne, da Afroditi a Eleni, sono un mia “invenzione”….perché io credo che in fondo, nonostante il titolo è la copertina abbastanza “dura” questo sia un libro abbastanza femminile…”.