Politica

Rotondi: “Di Maio e il post di Jerry Calà? Noi potremmo candidare Pippo Franco alle Europee, sarebbe l’anti-Grillo”

Luigi Di Maio ha retwittato Jerry Calà, scrivendo “Libidine, doppia libidine, libidine coi fiocchi!”? Questa è l’Italia dei comici, il nuovo bipolarismo viaggia sui terreni della comicità, sui teatri di provincia o su quelli più rilevanti. Ma gli antesignani in questo senso fummo noi”. Sono le parole pronunciate ai microfoni di Ecg Regione, su Radio Cusano Campus, da Gianfranco Rotondi, segretario di Rivoluzione Cristiana e vicepresidente del gruppo di Forza Italia alla Camera. Il deputato spiega: “Dodici anni fa candidammo fa proprio nelle mie fila il comico Pippo Franco. Ma fu troppo presto. Ebbe anche qualche voto a Roma. E’ una idea che magari potrebbe essere riproposta oggi alle elezioni europee. E magari Pippo Franco diventa l’anti-Grillo. Del resto, la candidatura di Pippo Franco piacque tanto al presidente Giulio Andreotti, che quell’anno diede un voto bipartisan: alla Camera votò An, perché c’era il suo avvocato Giulia Bongiorno, e al Senato votò Pippo Franco, che era capolista per la Dc. Pippo Franco è una persona di carisma e di intelligenza”. Rotondi commenta anche il suo ultimo tweet, a proposito del governo M5s-Lega: “Ogni governo ha la propria luna di miele. in questo caso è solo uno dei due sposi ad avere orgasmi. La luna di miele tocca a tutti i governi, l’anomalia è qui applaudono solo Salvini. I Cinque Stelle a quanto pare pagano pegno. Il decreto di dignità? Sono d’accordo sul gioco d’azzardo. E’ un segnale che non cambia le cose ma è comunque un segnale. E’ la prima volta che un governo lo fa e va apprezzato. Tutto il resto è aria fritta e con molti passi indietro perché è una fucilata in faccia alle imprese a cui dici che devono tornare a sposare i dipendenti che assumono. Rischia di rallentare l’occupazione”. Poi si sofferma sull’appello di Rolling Stone contro il leader della Lega: “Salvini ha una tale presa mediatica che non ha bisogno di questi supplementi di aiuto che arrivano da presunti avversari”