Cronaca

Migranti, Tunisia convoca l’ambasciatore: “Stupiti per le parole di Salvini”. Ministro aveva detto: “Ci mandano i galeotti”

"Le dichiarazioni del capo del Viminale "non riflettono la cooperazione tra i due Paesi nel campo della gestione dell’immigrazione e indicano una conoscenza incompleta dei vari meccanismi di coordinamento esistenti tra i servizi tunisini e italiani per affrontare questo fenomeno", si legge in una nota del ministero degli Esteri dello Stato nordafricano. Poi la risposta del vicepremier: "Disposto a un incontro"

Le parole pronunciate da Matteo Salvini domenica in Sicilia non sono passate inosservate a Tunisi. “La Tunisia spesso e volentieri esporta galeotti“, aveva detto il ministro dell’Interno domenica a Pozzallo, località simbolo degli sbarchi dei migranti. Il Paese nordafricano ha espresso “il suo profondo stupore per le dichiarazioni del ministro degli Interni italiano sul dossier immigrazione”, si legge in una nota del ministero degli Esteri di Tunisi che “ha ricevuto l’ambasciatore italiano (Lorenzo Fanara, ndr) per informarlo del grande stupore” per le dichiarazioni del capo del Viminale che “non riflettono la cooperazione tra i due Paesi nel campo della gestione dell’immigrazione e indicano una conoscenza incompleta dei vari meccanismi di coordinamento esistenti tra i servizi tunisini e italiani per affrontare questo fenomeno”. Un caso su cui poi è intervenuto lo stesso Salvini, durante un comizio a Fiumicino: “Qualcuno in Tunisia si è offeso sbagliando, perché io ho detto solo che arrivano qui anche persone non perbene“.

“La Tunisia è un Paese libero e democratico che non sta esportando gentiluomini, ma spesso e volentieri esporta galeotti”, aveva detto il ministro dell’Interno domenica a Pozzallo interpellato sui casi di intemperanza, registrati nei centri di accoglienza, che avrebbero tra i protagonisti migranti tunisini. “Parlerò con il mio omologo tunisino. Non mi sembra che in Tunisia ci siano guerre, pestilenze o carestie”, aveva detto ancora Salvini in riferimento all’aumento degli sbarchi dal Paese nordafricano registrato nelle ultime settimane dal Viminale. I numeri del ministero dell’Interno dicono che a fronte di una diminuzione dell’85% dei flussi dalla Libia, la Tunisia è balzata in vetta alla classifica dei Paesi d’origine nei primi mesi del 2018: 2.889 arrivi al 1° giugno secondo il cruscotto giornaliero del Viminale, davanti a etrirei (2.228) e sudanesi (1.066).

Nell’incontro con l’ambasciatore italiano a Tunisi, “il nostro Paese ha ribadito la sua volontà di continuare con il nuovo governo italiano sulla via del consolidamento dei rapporti di fraternità e di collaborazione strategica in vigore tra i due Paesi”, prosegue la nota del ministero tunisino, postata su Facebook. “Nel cordiale incontro al ministero degli Esteri è stata ribadita la volontà del nuovo governo italiano di rafforzare la cooperazione bilaterale per approfondire il partenariato strategico e per far fronte alle problematiche comuni relative al fenomeno migratorio. Stiamo già lavorando a prossime visite governative”, ha sottolineato l’ambasciatore Fanara, dopo l’incontro al ministero.

Da parte mia c’è “la più ferma disponibilità a incontrare nel più breve tempo possibile il mio omologo tunisino per aumentare e migliorare la cooperazione nel reciproco interesse sul fronte sicurezza, immigrazione e contrasto al terrorismo” ha detto Salvini. “Non voglio entrare in altri meriti che sono evidenti ognuno giustamente difende le sue posizioni. Mi interessa continuare con la collaborazione con la Tunisia. Da parte mia, appena passata la fiducia, sono pronto a prendere un aereo e incontrare il mio omologo tunisino”.