Scuola

Pisa, l’onorevole leghista contro progetto interculturale della scuola: “Indottrinamento”. Preside: “Falsità”

Edoardo Ziello, 26enne leghista se l’è presa con l’istituto comprensivo “Strenta Tongiorgi” di Pisa che ha organizzato un incontro con una volontaria di Latignano venuta a parlare del popolo Saharawi. Il dirigente rilancia con una iniziativa di raccolta fondi: "I bambini sono tutti uguali"

“Alla scuola primaria Collodi di Pisa è andato in scena un ripugnante episodio di indottrinamento a danno dei giovani alunni. Stavolta il tema scelto dagli indottrinatori è stato quello dell’accoglienza. Una mediatrice culturale, di origine algerina, ha cercato di inculcare nelle menti, giovani e ingenue, degli studenti quanto sia bella l’accoglienza e quanto siano cattivi quelli che vogliono limitare e regolamentare il fenomeno migratorio”.

A scrivere queste parole sulla sua pagina Facebook è un onorevole della Repubblica: Edoardo Ziello, 26enne leghista. Il giovane salviniano se l’è presa con l’istituto comprensivo “Strenta Tongiorgi” di Pisa che nei giorni scorsi ha organizzato nel plesso della primaria Collodi un incontro con una volontaria di Latignano venuta in classe a parlare del popolo Saharawi all’interno di un progetto interculturale portato avanti dalla scuola.

Una polemica che ha trovato pronto il dirigente scolastico, Lucio Bontempelli, che per risposta ha lanciato una sottoscrizione straordinaria per sostenere i progetti tanto invisi al giovane leghista.

Ziello, laureato in giurisprudenza, segretario della Lega a Pisa e assessore alle politiche sociali a Cascina, non solo ha attaccato la scuola per aver invitato una straniera a parlare di intercultura ma se l’è presa anche con un : “Il fatto più vergognoso – scrive l’onorevole sulla sua pagina – oltre ad aver fatto una presunta ‘lectio magistralis’ terzomondista e filantropica all’insaputa dei genitori, è stato quello di far bere ai ragazzi – dallo stesso bicchiere – del the zuccherato, in barba ad ogni regola igienico sanitaria, rischiando di mettere a repentaglio l’incolumità di qualche alunno con problemi di natura fisica che non poteva ingerire delle bevande zuccherate”.

Un attacco che si è concluso con una presa di posizione che ha destato l’indignazione di molti insegnanti dell’istituto Tongiorgi: “La scuola è usata, da troppo tempo, come palcoscenico ideale per certi enti o individui faziosi che amano propagandare le proprie idee politiche malsane, attraverso la buonafede delle giovani generazioni, ed è proprio per questo e per altri buoni motivi che bisogna procedere con una sana riforma organica del settore scolastico per efficientare il sistema e tenere fuori dai plessi scolastici, i talebani dell’indottrinamento politico che perdono alle elezioni e cercano di rifarsi con i giovani. Giù le mani dalla scuola!”.

Pronta la risposta del dirigente Bontempelli, 38 anni, che dal sito della scuola ha risposto: “Una nostra attività didattica diventa un caso politico: basta trasformare una volontaria di Latignano venuta in classe a parlare del popolo Saharawi in un’oscura sobillatrice di origine algerina, un’attività di intercultura in un indottrinamento politico, un piccolo laboratorio culinario in un attentato alla pubblica salute e il gioco è fatto”.

Contattato da ilFattoQuotidiano.it il preside spiega: “Intanto va chiarito a Ziello che la persona che è intervenuta nella nostra scuola era una volontaria italiana. L’onorevole ha montato una fake news. In ogni caso abbiamo parlato di intercultura e quando si affronta questo tema si lascia fuori la questione immigrazione. E’ un altro capitolo e se lo avessimo preso in considerazione lo avremmo fatto presentando tutti i punti di vista. La scuola resta il luogo dove dare ai bambini tutti gli strumenti di conoscenza. Saranno loro, poi, un domani a giudicare”.

Parole che si accompagnano a una iniziativa: “Lanciamo una sottoscrizione straordinaria per i nostri progetti interculturali. Una risposta allegra all’ennesimo attacco mediatico alla nostra scuola”. L’idea è quella di vendere scontato del 10 per cento il romanzo “Strani suoni: un fantasma a scuola” scritto dai bambini dell’istituto per raccogliere fondi a favore del progetto interculturale: “Un libro eccezionale, da gustarsi sotto l’ombrellone mentre noi prepareremo l’accoglienza ai bimbi che non parlano italiano. Che poi siano algerini, statunitensi o svedesi poco ci importa, perché per noi i bimbi sono tutti uguali”, ha concluso il dirigente scolastico.