Politica

De Luca: “Il Pd vive come gli ebrei negli anni delle leggi razziali: braccati, umiliati e senza patria”

Per lui il Partito democratico appare come “un corpo estraneo nella società italiana”. Ma non solo. Perché il governatore della Campania Vincenzo De Luca si spinge oltre nel definire l’attuale fase dei dem, che con il mandato esplorativo affidato a Roberto Fico verificheranno una possibile intesa con il Movimento 5 Stelle per costituire un governo. “Il Pd vive come gli ebrei negli anni delle leggi razziali: braccati, umiliati e senza patria”, ha detto De Luca che, a margine di un’iniziativa Pd a Napoli, ha poi proseguito: “Dopo la sconfitta ripartiamo dalla gente in carne per riflettere sugli errori di questi anni. Renzi ha tentato l’assalto al cielo con la modernizzazione dell’Italia con risultati importanti sul mercato del lavoro e diritti civili ma nella sostanza non ha prodotto risultati. Per questo serve una riflessione spietata e non consolatoria”.

Il governatore ha poi criticato il suo partito, a partire dalla sicurezza urbana. Per lui è questa “la principale emergenza che esplode, pensate alle scuole, ai quartieri, alla violenza giovanile, alla perdita del principio di responsabilità. Sulla sburocratizzazione hanno complicato la vita degli italiani con decisioni come il nuovo codice degli appalti su cui mi ero permesso di fare qualche valutazione critica“. E ricorda che “sulla giustizia, una riforma vera e seria non è stata messa in campo”.

Quanto invece alla situazione del Sud, ha precisato: “Avremmo dovuto trovare il coraggio di mettere a punto un piano per il lavoro, due anni fa avevo lanciato un piano da duecentomila posti. A questo si aggiungono situazioni nei territori che vedono un Pd contestato non solo per ragioni programmatiche ma perché privo di dignità, unità, compattezza, serietà, sobrietà. Ci vuole quindi un’operazione verità, altrimenti ci si riduce a una funzione marginale del Pd“. Infine ha commentato anche il risultato delle regionali in Molise, dove ha vinto la coalizione di centrodestra (con la Lega dietro a Forza Italia) e il Movimento 5 Stelle è il secondo partito. Un risultato che per De Luca era “ampiamente previsto, nessuna novità”.