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Sondaggi, un mese dopo il voto cresce ancora il M5s: 35%. Se si tornasse alle urne Pd e Fi più deboli, Lega al 20%

L'indagine dell'Istituto Demopolis per Otto e Mezzo vede il Movimento 5 stelle guadagnare oltre due punti rispetto al 4 marzo. Il Carroccio seconda forza politica, mentre i dem scendono al 17,8% e Berlusconi fa pure peggio (12,5%). Il 46% degli elettori 5 stelle gradisce un governo con la Lega, accettabile anche per il 65% degli elettori di Salvini

Se si tornasse alle urne, a guadagnare voti sarebbe chi già ha vinto alle elezioni. Lo ribadiscono tutti i sondaggi dal 4 marzo in poi, per ultimo quello condotto dall’Istituto Demopolis per Otto e Mezzo (La7). Se oggi, un mese dopo, gli italiani fossero richiamati a esprimersi, il Movimento 5 stelle guadagnerebbe oltre due punti e arriverebbe al 35 per cento. L’unico altro partito ad avere un segno più sarebbe la Lega, che da sola diventerebbe la seconda forza politica, ma comunque distante al 20 per cento. Tornando al voto perderebbe invece il Partito democratico, dato al 17,8%, e anche peggio farebbe Forza Italia, in calo di un punto e mezzo al 12,5 per cento. Nessuna traccia di fatto degli altri partitini, escluso Fratelli d’Italia che secondo Demopolis rimane al 4,5%, mentre rischierebbe un ipotetico ingresso in Parlamento anche Liberi e Uguali, stimato giusto al 3 per cento.

Alla vigilia delle consultazioni, l’Istituto ha analizzato anche gli orientamenti degli elettorati di 5 stelle e Lega per capire quale sarebbe la soluzione di governo preferita. Gli elettori del Movimento preferiscono al 46% un’alleanza M5s-Lega. Il 27% di loro preferirebbe invece proprio il ritorno al voto, mentre meno di un quinto guarda al Pd e a LeU. La soluzione che chi ha votato M5s vede come peggiore è comunque quella di un governo con tutto il centrodestra, compreso Silvio Berlusconi, gradita sola al 4% degli elettori. Per il 65% dei leghisti invece l’ipotesi più accettabile è un governo tra i due partiti usciti vincitori il 4 marzo. Non piace invece all’84% di loro un’alleanza dell’intero centrodestra con il Pd.